Recensione Attacco al Potere 3

Il Presidente è di nuovo in pericolo!

Recensione Attacco al Potere 3
di Roberto Vicario

Attacco al Potere è un franchise che ha sorpreso molti. Una trilogia che, all’uscita di Olympus has Fallen, nessuno avrebbe mai immaginato come realizzabile. 

La storia Di Mike Banning, interpretato da un valido Gerard Butler, in questo terzo episodio cerca un’evoluzione più intima, legata alla sfera personale del personaggio tratteggiato nei primi due capitoli, che si ispira palesemente - soprattutto nei rimandi alle difficoltà fisiche - a quelle saghe che celebrano la caduta di un eroe; come abbiamo avuto modo di vedere recentemente in 007 o in Logan. 

Non va poi dimenticato che, in questa terza installazione della serie, dopo la Nord Corea e l’ISIS, il nemico sarà lo stesso Banning, incastrato e accusato di aver congegnato un attacco (fallito) verso il Presidente degli Stati Uniti d’America Allan Trumbull (Morgan Freeman). 

Braccato da FBI e da un gruppo di personaggi loschi che si svelano verso la metà della pellicola, Butler coadiuvato da un Nick Nolte in splendida forma, mostra quei lati umani del suo personaggio che fino a questo film non erano mai emersi in maniera plateale. Lo fa grazie ad una recitazione convincente e credibile, che riesce, insieme alla regia di Ric Roman Waugh (Snitch) ha camuffare i limiti di una sceneggiatura che è invece troppo superficiale e stereotipata; dialoghi che possono essere risolti nella metà del tempo si protraggono in maniera quasi innaturale, facendo perdere il ritmo in alcuni momenti e portando il minutaggio della pellicola ad oltre 120 minuti, troppi per un film del genere. Al pubblico è infatti richiesta una forte dose di “sospensione d’incredulità” specie in alcune scene dove, per accentuare una certa drammaticità (che tra l’altro è ben già trasposta da Butler, quindi inutile da rimarcare), si incastrano situazioni che difficilmente vedremmo nella realtà. Molto si concede essendo un film d’azione, ma insomma, si poteva forse calcare un po’ meno la mano. 

Al netto di questo, tornando per un attimo sulla regia di Waugh, la mano del regista rende le scene d’azione convincenti e mai noiose, grazie anche al supporto di un Danny Huston che funziona piuttosto bene come alter ego di Butler. Una varietà piacevole che si esalta in uno scontro finale forse un po’ troppo lunga, ma che cresce di intensità e confronto/scontro tra l’eroe e l’antieroe. Piacevole anche la mancanza di “un’anima americana” tutta muscoli e auto celebrazione, ma una visione del potere e della nazione più “sporca” e critica.

Insomma, pur non essendo un film esente da difetti, Attacco al Potere 3 - Angel has Fallen mantieni i capisaldi della saga, portando il tutto su un piano umano più consistente e per questo apprezzabile, quantomeno sulla carta. Se siete fan della saga andate al cinema tranquilli, uscirete soddisfatti.

3/5
Pur non essendo esente da difetti, Attacco al Potere 3 raggiunge la sufficienza per la sua voglia di provare a cambiare le carte sul tavolo, offrendo si tutti gli ingredienti che hanno reso famosa la saga, ma allo stesso provando a raccontare un Butler più intimo e "umano". Serve tanta sospensione di incredulità, soprattutto per degli intrecci un po' fantasiosi, ma se avete amato i due capitoli precedenti, uscirete soddisfatti anche da questa visione.