Recensione Arrivederci Professore

L'attimo fuggente di Johnny Depp

Recensione Arrivederci Professore
di Elisa Giudici

Difficile sfuggire al paragone con L'attimo fuggente per il nuovo film con protagonista Johnny Depp, uscito più o meno indenne da un biennio di brutte storie tra il gossip e la cronaca nera. Non è un problema solo di Arrivederci professore: il ruolo di Robin Williams nel classico scolastico del 1989 è così scolpito nella memoria degli spettatori che basta avventurarsi nello stesso territorio con un docente appena sopra le righe per incappare nello scomodo paragone.

Wayne Roberts - che esordisce proprio con questo lungometraggio in veste di sceneggiatore e regista - ha dalla sua un fattore di richiamo non indifferente: quello della grande star nel ruolo del carismatico protagonista; un lusso che non tutti i debuttanti possono permettersi e che di certo aiuta ad attirare l'attenzione sul progetto.

La star interpreta qui Richard Brown, l'assoluto protagonista della vicenda e icona di un classismo mai sopito del mondo accademico anglosassone. La sua vita da docente di letteratura inglese del protagonista si divide tra un rapporto algido e tagliente con la moglie fedifraga, il tentativo non sempre fruttuoso di mantenere un dialogo con la figlia che sta scoprendo la sua (omo)sessualità e la sottile depressione che gli ispira un nuovo anno di giovani leve approdate al college, impazienti di frequentare il suo corso.

A scuoterne le convenzioni e convinzioni ci penserà la malattia: a Richard viene diagnosticato un tumore in stadio avanzato, assolutamente incurabile, che gli lascia pochissimi mesi di vita. Arrivederci professore è il racconto del suo addio alla vita, non prima però di un tardiva ma cruciare riscoperta di sé, delle proprie passioni e pulsioni.

Di fronte allo spettro della morte le convenzioni (e la sobrietà) sono le prime a cadere, in un escalation ironica e malinconica che porta Richard a trovare il coraggio di essere sé stesso, ancor prima di annunciare la notizia ai famigliari e accettare la propria imminente dipartita.

Arrivederci professore vive e muore della performance di Depp. Bisogna ammettere che l'attitudine da sempre distruttiva e di recente molto decadente del divo danno una sfumatura azzeccata alla versione più esplicita e alcolica del classico professore allergico alle regole. In particolare è molto ficcante il ritratto di una famiglia altoborghese, in cui ogni rapporto umano è sterilizzato in fiumi di alcol e distacco, al centro di una casa fredda in cui tutti si muovono con circospezione.

Tuttavia Depp si rivela anche il maggior limite della pellicola, che non riesce a fare il salto successivo e ad assumere una sua identità propria. Sembra insomma di vedere l'attore mettere in scena il suo tramonto in chiave allegorica, senza che il personaggio del professore prenda mai vita distinta da Depp.

La trascuratezza con cui il film approccia il lato accademico e didattico- senza nemmeno prendersi la briga di nominare tutti i romanzi di cui stano parlando i protagonisti o quali siano i motivi che spingono il protagonista ad amare la letteratura - è un sintomo di quanto il discorso in questo senso sia superficiale, fintamente iconoclasta, tutto sommato vuoto.

 

3/5
Arrivederci professore è un buon esordio e un'occasione preziosa per Depp di accaparrarsi un ottimo ruolo da protagonista, che segna un ulteriore passo della sua silenziosa transizione da personaggio positivo ma strambo a personaggio positivo ma sgradevole, quando non villain esecrabile della situazione.