eFootball Recensione: si stava meglio quando si stava Pessio

Il 2022 sarà ricordato come l'anno dove il calcio si vede male e si gioca peggio

eFootball Recensione: si stava meglio quando si stava Pessio
di Fabio Fundoni

Addio PES, benvenuto eFootball. “Benvenuto”, insomma. Ebbene si, perché questo lancio da parte di Konami ha suscitato più di una perplessità. Ma facciamo un passo indietro e torniamo a quando la casa nipponica ha annunciato al mondo dei videogiocatori la propria scelta di cambiare il proprio modello di business legato a Pro Evolution Soccer, trasformandolo definitivamente in eFootball, nuovo titolo per un gioco che abbraccia la filosofia del free to play, andando ad evolvere quello che per anni era stato il dualismo tra PES in edizione completa e PES Lite in versione gratuita con la presenza di alcuni contenuti votati al multiplayer. Abbiamo accolto con interesse la novità, viste anche le indiscutibili qualità degli ultimi episodi della saga calcistica nipponica e ci siamo fiondati in questi giorni sul nuovissimo eFootball che Konami ha rilasciato sugli store delle varie piattaforme. Certo, c’è anche la possibilità di mettere mano al portafogli e spendere 39,99 euro per l’edizione premium, ma è ovvio che la maggior parte del pubblico era interessata a saggiare gratuitamente il titolo per poi decidere se fosse il caso di investire i propri soldi per accaparrarsi vari bonus capaci di rendere più facile la vita nella scalata delle classifiche mondiali online.

Konami ha detto chiaramente che nelle prossime settimane arriverà un corposo aggiornamento, ma la curiosità era tanta, se non per le modalità, quantomeno per il gameplay. A conti fatti, le modalità sono, a oggi, praticamente assenti. Una manciata di squadre per fare amichevoli offline e un accenno di modalità online in cui scegliere un team e sfidare utenti di tutto il mondo per iniziare a mettere in saccoccia un po’ di crediti da spendere in futuro. Nemmeno il tutorial, relegato a un breve filmato dove osservare una manciata di comandi basilari. Quantomeno si riesce a dare un'occhiata al parco “licenze”, che è sempre abbastanza limitato. Festeggiamo la presenza sia della Serie A che della Serie B, per quanto non tutte le squadre abbiano i diritti, ma va detto che i fan di PES sono sempre passati sopra a questi elementi in favore di un gameplay in grado di incontrare i loro gusti. Guardiamolo, quindi, questo gameplay. 

Mi è tornato anche lo stress, sarà perché sto giocando a...

Una volta scesi in campo si capisce perfettamente che qualche cosa non va, sin dalle prime battute. I movimenti dei 22 giocatori sul rettangolo verde sono evidentemente macchinosi e in particolari situazioni il tutto è più che chiaro. In corsa anche i “fenomeni” fanno un'enorme fatica a controllare la palla e gestirla, sembrando quasi “pattinare” sull’erba per andare lunghi e rischiare spessissimo di finire fuori dal campo. Nei contrasti, poi, si da vita a quello che sembra quasi un balletto tra difensore e attaccante, con la gestione dello spazio tra i due giocatori che non sembra dipendere dalla bravura dell’utente o dalle qualità del calciatore usato, ma da una barriera invisibile che ci impedisce un approccio realistico. Estremamente complicato riuscire a gestire i movimenti senza palla, soprattutto in difesa, con i nostri uomini che sembrano ben poco utilizzabili al di fuori di schemi basilari predefiniti. Aggiungete anche una particolare difficoltà nel calibrare i tiri, che causa svariate imprecazioni quando soli davanti alla porta, invece di una botta a colpo sicuro uscirà un tiro fortissimo verso le stelle, con buona pace del rigore di Roberto Baggio a USA 94.

Insomma, davvero non ci siamo. Abbiamo giocato almeno una ventina di partite online e la solfa è stata sempre la stessa: una estrema irrealtà e movimenti macchinosi. La cosa ci ha lasciati totalmente perplessi, perché negli ultimi episodi, PES era riuscito a regalarci un gameplay soddisfacente e sarebbe bastato copiarlo pari pari e inserirlo nel modello free to play per offrire al pubblico un prodotto che avremmo gradito senza mezzi termini. Anche dal punto di vista tecnico i problemi sono tanti: la grafica ha svariati bug e elementi sottotono e il sonoro è orfano della cronaca. Bisogna però essere onesti: la fisica della palla è decisamente migliorata, grazie ad una “pesantezza” più reale che, quantomeno noi, chiedevamo da tempo per discostarsi dalla concorrenza. Peccato che tutto il resto abbia preso una strada che proprio non ci è piaciuta. Konami, adesso tocca a te: dimostraci che è stato solo un errore e che sai ancora come farci divertire. Hai promesso un grosso aggiornamento autunnale e noi lo aspettiamo con estremo interesse, perché non possiamo non pensare che questo sia stato solo un enorme equivoco. Quantomeno, un equivoco gratuito. 

6,5
Ormai eFootball 2022 è presente in pianta stabile sugli store delle nostre macchine da gioco da 15 giorni e, sebbene Komani rimanga legata al fatto che tra fine Ottobre e Novembre sarà rilasciato un maxi aggiornamento che rappresenterà il “vero” gioco, non ci si può esimere dal giudicare quanto attualmente disponibile. Dopo anni di successi, il calcio in salsa giapponese si presenta inspiegabilmente in una formula pesantemente penalizzata non solo da pochi (anzi pochissimi) contenuti, ma soprattutto da un gameplay legnoso dove i movimenti dei giocatori appaiono tutt'altro che naturali sia che vengano presi singolarmente, sia nel loro rapporto con il pallone e con gli avversari. L’assenza di un vero e proprio tutorial non aiuta, ma anche quando si comandano campioni di prim’ordine si finisce per maledirne le movenze e la problematica reattività. La fisica del pallone è l’unica cosa che sembra aver fatto passi avanti, guadagnando di peso, ma tutto il resto sembra essere figlio di uno sviluppo confusionario e indeciso sulla strada da intraprendere. Il fatto che il titolo sia gratuito (almeno nella sua forma base) non è una scusante: ormai il mercato è pieno di giochi che offrono la stessa formula, ma sono riusciti a combinarla con qualità e pregi. Tecnicamente, poi, la produzione fa fatica anche a tenere il passo di PES dello scorso anno, ma quantomeno offre un net code stabile e un match making funzionale. Nulla vieta che Konami riesca a migliorare quanto visto, ma sottolineiamo che il problema non è tanto nei bug, nelle animazioni facciali o nella qualità del pubblico sugli spalti, ma negli equilibri del gameplay. Con una metafora sportiva, il team di Konami si ritrova sotto di un gol, con un giocatore espulso e mancano pochi minuti alla fine della gara. Ribaltare la situazione non è impossibile, ma sembra essere un’impresa estremamente difficile. Riuscirà nella remuntada? Per ora non possiamo che, tabellino alla mano, prendere atto di una prestazione con tante sbavature e pochi acuti.