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Xenoblade Chronicles 3 conquista Nintendo Switch ed è già una pietra miliare!

Monolith e lo stato dell'arte del videogioco

di Fabio Fundoni

Per quanto un titolo possa essere molto atteso, figlio di un team di sviluppo celebre e parte di una saga sempre al top, non è detto che avremo sistematicamente tra le mani un prodotto di qualità. Spesso l'unione di tanti buoni elementi non implica un risultato altrettanto buono. Insomma, sviluppare videogame non è una semplice somma algebrica delle parti. Altrettanto vero è che qualche volta, grazie ad una speciale alchimia, la somma del tutto è superiore ai valori singoli. Xenoblade Chronicles 3 è uno di quei rari casi: una addizione dove 2+2 fa 5. Conosciamo bene Monolith, team di sviluppo che ha già dimostrato nei due precedenti capitoli e nello spin off Xenoblade Chronicles X di saper creare JRPG di primissima qualità, ma questa volta i ragazzi capitanati dai producer Genki Yokota (Fire Emblem, Super Smash Bros.), Tomohiro Hagiwara (Xenosaga) e Koh Kojima (Xenosaga, Baten Kaitos) si sono davvero superati, ovviamente con sua maestà Tetsuya Takahashi a dirigere i lavori. Se per caso quest'ultimo nome non dovesse dirvi nulla, ecco un riassunto non completo dei titoli a cui ha lavorato: Front Mission, Chrono Trigger, Final Fantasy 4, 5 e 6. Scusate se è poco. Abbiamo quindi già fugato ogni dubbio a inizio articolo: Nintendo Switch può bearsi di una nuova stella nel firmamento del suo catalogo.

Ma cerchiamo di andare per gradi e ripartiamo da un concetto: Xenoblade Chronicles 3 non si può considerare come un seguito diretto del precedente capitolo, ma coglie a piene mani da lore ed elementi di Chronicles 1 e 2, riuscendo così a risultare perfettamente giocabile da chi si avvicina alla saga solo adesso, ma anche stuzzicante per chi già la conosce e noterà tanti elementi ricorrenti che si ripropongono su Aionos. Sin dalle prime battute siamo letteralmente buttati sul campo di battaglia dove si scontrano gli eserciti Agnus e Keves, a memoria d'uomo sempre trovatisi in conflitto l'uno contro l'altro, al punto che ormai i soldati caricano a testa bassa senza nemmeno più ricordare cosa diede vita a questo terribile conflitto.

D'altro canto gli eserciti sono formati da elementi che di naturale hanno ben poco, creati dentro macchine che tanto ricordano le incubatrici di Matrix, per poi essere risvegliati appena raggiunta l'età giusta per combattere e gettati nella mischia dopo l'addestramento. Essere creati unicamente per uccidere, e se già questo sembra estremamente crudele, sappiate che non è tutto: ogni guerriero ha un massimo di vita di dieci anni, alla fine dei quali, con una solenne cerimonia, trapassa con la propria energia vitale che torna a nutrire la Cronofiamma, strumento che muove i macchinari che gestiscono le incubatrici da cui nasceranno nuovi guerrieri. Se invece dovesse morire sul campo di battaglia, la sua carcassa dovrà essere recuperata da un Tramandante, un guerriero con la capacità di trascendere l'energia e rimandarla, appunto, alla Cronofiamma. Si nasce, si combatte, si muore o nel migliore dei casi si trapassa dopo una sola decade di vita, se vita si può definire una infinita sequenza di battaglie. 

Inizieremo la nostra avventura guidando Noah, l'unico tramandate della colonia 9 degli Agnus, che in compagnia del team che forma la sua unità di battaglia si ritroverà dopo alcune ore a vedere sotto una nuova luce tutto quello che ha sempre conosciuto come unica realtà. Non vogliamo assolutamente rovinarvi la sorpresa, ma gli avvenimenti a cui assisteremo metteranno lui e i suoi compagni davanti a una serie di domande esistenziali: la vita è semplicemente combattere sino ad esaurirsi per l'onore della propria nazione? I nemici sono così malvagi e diversi da noi? Qual è il senso di questa guerra di cui non si ricorda l'inizio? Inizia così una stupenda trama che ci porterà a trattare tematiche come il desiderio innato degli esseri viventi di sfuggire alla morte, l'odio per il diverso, la scoperta dell'amicizia, la ricerca della verità e quanto sia giusto o sbagliato credere ciecamente ai sistemi precostituiti, con una critica non certo velata al nazionalismo.

La storia prende forma di pari passo con il gameplay che viene spiegato e presentato tramite tutorial inseriti nella trama, tanto che avremo un'idea pressoché completa (ma non del tutto) del sistema di gioco dopo circa 12/15 ore. Non spaventatevi perché la regia di Monolith riesce sapientemente a gestire tutto questo nel migliore dei modi, tessendo i fili di quella che prenderà slancio e diventerà una trama di spessore e raramente scontata, con personaggi ben realizzati e che solo in alcune occasioni cadono in alcuni stereotipi tanto cari alla narrazione giapponese. Una sceneggiatura di pregio che vi accompagnerà sino alla fine senza mai stancare. Il fattore più interessante è proprio quello di vivere assieme ai protagonisti la loro difficile scoperta di tutto ciò che per loro è nuovo, ma dovrebbe essere normale per ragazzi della loro età, per quanto appartenenti alle diverse razze già viste negli episodi precedenti della saga. 

Un combat system che sconfigge ogni dubbio 

Dal punto di vista del gameplay non aspettatevi nulla di particolarmente innovativo, anzi la base ricalca quanto già visto nei precedenti capitoli, ma ogni cosa è stata migliorata e resa ancora più soddisfacente. Ci si muove in ambienti estremamente ampi che vanno a formare una mappa del mondo di dimensioni mastodontiche, dove gestiamo con un party composto da sei personaggi, utilizzandone uno alla volta, scegliendo tra i vari protagonisti con un sistema di switch rapido. Durante lo svolgimento del gioco potreste avere delle sorprese riguardo al cast da utilizzare, ma non vogliamo anticiparvi nulla che potrebbe rovinarvi l'esperienza. Durante l'esplorazione, oltre a zone abitate, incontrerete principalmente ambienti pullulanti di nemici e materiali da raccogliere.

Come da tradizione della serie, il mondo ha un suo ecosistema dove noi saremo un semplice elemento in mezzo a tanti e non date per scontato di trovarvi in cima alla catena alimentare. La fauna autoctona vede decine e decine di razze, ognuna con un proprio comportamento riguardo a noi e agli altri esseri viventi. Alcuni animali potrebbero continuare le loro attività senza considerarci, altri attaccarci a vista o persino tenderci trappole. Potremmo anche incontrare branchi diversi impegnati a combattere tra loro (a noi la scelta se ignorarli o schierarci con una fazione per guadagnare qualche bonus) o magari trovare bestie intente a banchettare con le carcasse della loro ultima preda. Questi sono solo alcuni esempi di ciò che incontreremo durante l'avventura e vi assicuriamo che più di una volta resterete sorpresi da quello che i Monolith hanno riportato sulle vostre console Nintendo, ma parleremo del lato tecnico più avanti. 

Soffermiamoci ancora un po' sugli avversari che come dicevamo sono presenti in tantissime tipologie e di ogni misura. Ogni esemplare ha poi un livello che lo contraddistingue e che ci farà capire se sarà o no alla nostra portata. Ma non basta, perché potremo incontrarne alcuni appartenenti a classi specifiche come i mostri fortunati, quelli di elite e quelli unici. I "Fortunati" tanto fortunati non sono, perché hanno la particolarità di lasciar cadere bottini migliori, quindi sono quelli che cercheremo di fare fuori per primi, anche se dovessero essere mansueti. Fate attenzione agli Elite e ai soggetti unici, perché hanno capacità maggiori rispetto al semplice livello che vedremo. Rappresentano entrambi una sfida difficile e soprattutto gli unici vi faranno sudare sette camicie, sarà meglio affrontarli quando il party avrà due o tre livelli in più rispetto a loro.

Il combat system riprende quello visto nei precedenti capitoli, ma lo migliora e lo rende ancora più fruibile. I nostri protagonisti, una volta ingaggiata battaglia inizieranno a combattere seguendo le strategie che avremo assegnato e che potremo cambiare in tempo reale. Noi potremo utilizzarne un solo personaggio alla volta, anche questo intercambiabile. Il character in uso attaccherà in automatico con un colpo semplice, ma avremo a disposizione un buon numero di tecniche da sfruttare che sono legate ai vari tasti del controller e che saranno più o meno efficaci in base all'utilizzo. Ad esempio alcuni colpi faranno più danni se staremo attaccando alle spalle, altri di lato e via dicendo. Sfruttando il tutto a dovere otterremo effetti come "atterramento" e simili che, se concatenati nella giusta maniera, formeranno combo devastanti e caricheranni un indicatore che ci permetterà un colpo particolarmente potente. I nostri eroi hanno un classico sistema di crescita tramite punti esperienza e la possibilità di utilizzare e sbloccare un buon numero di tecniche. 

Tutto questo è legato a un sistema di job che prende il via dal ruolo che ogni personaggio ha, elemento che segna pesantemente il combat system. In campo avremo dei ruoli ben definiti: attaccanti, guaritori e i difensori. Come è facile capire, i primi sono i più forti nell'infliggere danni, mentre i secondi si occupano di curare i compagni e attivare bonus. Importantissimo il ruolo dei difensori, i più resistenti ai colpi nemici e quindi sempre impegnati a cercare di attirare l'attenzione per lasciare libertà d'azione ai compagni. Gestire al meglio queste meccaniche significherà uscire vincitori dalle battaglie più difficili. In tutto questo prendono importanza i più di venti job disponibili, ovviamente sbloccabili col tempo e che permettono di imparare nuove abilità da portarsi dietro anche al cambio di classe.

Fossilizzarsi su un solo job significherebbe avere un personaggio poco sviluppato e non versatile, motivo per cui non abbiate paura di sperimentare i vari stili a disposizione. C'è poi il potere Uroboros che permette a specifiche coppie di personaggi di unirsi in potenti essere dai poteri incredibili, ovviamente limitati nel tempo e che dovrete saper gestire, ma per ulteriori approfondimenti vi lasciamo il piacere di godervi la trama del gioco. Da tutto quello che avete letto sino ad ora, prende vita un gameplay che sfiora la perfezione e risulta totalmente godibile, facendo divertire anche quando ci si ritrova a dover combattere per salire di livello, situazione che in altri titoli rischia di fare annoiare. Equilibrio, strategia, tempistiche ben studiate, personaggi quasi sempre credibili e una trama intrigante e appassionante, un mix incredibile. 

Non ci resta che parlare del comparto tecnico, gioco forza il lato più a rischio viste le prestazioni non propriamente "next gen" di Nintendo Switch, ma Monolith è riuscita nella missione di sfruttare ogni minima capacità di calcolo della console e di creare un mondo immenso e particolareggiato, con un colpo d'occhio spesso mozzafiato. Certo, è stato necessario utilizzare alcuni costrutti grafici ben visibili che vanno dalla bassa risoluzione sino alla massiccia presenza di aliasing, ma era davvero impossibile chiedere di piu, inoltre avrete modo di godervi dei bellissimi filmati in stile anime, tutti da gustare. Il gioco gira bene sia su TV che in modalità portatile, ma ci sono talmente tante cose da vedere nei vari panorami da urlo che abbiamo gradito maggiormente giocarlo su uno schermo il più grande possibile, sebbene sia proprio in questo caso che le carenze grafiche si notino di più.

Segnaliamo comunque qualche problema di compenetrazioni e una telecamera talvolta poco precisa, nulla che possa rovinarvi l'esperienza. Per quanto riguarda l'audio, Xenoblade Chronicles 3 è semplicemente epico, con un accompagnamento musicale degno delle produzioni migliori, sempre pronto a rendere alla perfezione le situazioni a schermo. Ottimi anche i doppiaggi disponibili, quello inglese e quello giapponese, con il nostro classico consiglio di utilizzare quest'ultimo, ma questa volta anche gli anglofoni godono di un trattamento di qualità. I testi sono tutti in italiano, così che non vi perderete nemmeno una virgola della trama e dei tanti tutorial. Anche in questo caso vi invitiamo a godere di tutto questo ben di dio con un adeguato impianto audio o con delle cuffie capaci di non farvi perdere nemmeno una nota: avrete una esperienza sonora indimenticabile. Xenoblade Chronicles 3 è tutto questo, ma anche molto altro e il nostro consiglio è semplice: correte a giocarlo, non perdetevelo perché siamo davanti a una di quelle produzioni che capitano raramente suo mercato. Cosa state aspettando?

9,5
Signori, giù il cappello. Xenoblade Chronicles 3 è l'apice della produzione di Monolith ed entra di diritto nell'olimpo dei JRPG, tanto che non facciamo nessuna fatica a inserirlo già tra i capisaldi del genere. Insomma, un "Istant Classic" che spreme Nintendo Switch all'inverosimile e offre un mix perfetto tra gameplay, trama e comparto tecnico, mostrando sin dalle prime battute un'atmosfera da colossal. Una dozzina di ore per dare il via a molte delle meccaniche di gioco e ci si ritrova rapiti in un'avventura indimenticabile in ogni sua sfaccettatura. Se già i precedenti capitoli ci avevano stregato, Xenoblade Chronicles 3 riesce nell'impresa di elevarsi ulteriormente, per quella che si rivela come una esperienza ludico narrativa che vi consigliamo di vivere, se ne avete possibilità, collegando la vostra console a una Tv con adeguato impianto audio e magari sfruttando il controller pro: verrete immersi in un titolo semplicemente epico.