Warhammer 40.000: Mechanicus. Quando la macchina vince sulla carne

di Fabio Fundoni

Dopo un paio di anni circa dal debutto su PC, arriva su console la conversione di Warhammer 40.000: Mechanicus (con tanto di espansione Heretek), strategico che, appunto, è ambientato in uno degli universi dark fantascientifici più conosciuti e apprezzati. Questa volta, però, scordatevi i classici space marines perché, appunto, tutto ruota intorno all'Adeptus Mechanicus. Stiamo parlando di un particolare organo imperiale dedito alla ricerca tecnologica. Scienziati? Molto di più. I tecno-preti che fanno parte dell'Adeptus, infatti hanno davvero abbracciato la missione che lo distingue: la ricerca e la totale sottomissione al Dio Macchina. Ne deriva il disprezzo per la natura biologica in ogni sua forma, ritenuta fallace e motivo di tutti i peccati. Insomma, una vera e propria religione dove il fanatismo è l'elemento portante, al punto di spingere i propri membri a farsi impiantare nel corpo meccanismi di ogni tipo.

Chi ha una minima infarinatura del mondo di Warhammer 40.000 sa perfettamente quanto elaborato e profondo sia il background della ambientazione e, senza andare troppo nel particolare, sappiate che Mechanicus ci mette alla guida di una truppa di tecno-preti alle prese con una scoperta incredibile: i resti (che poi tanto resti non sono) della civiltà Necron, composta da automi meccanici senzienti dalle intenzioni bellicose. Come reagire? Studiare i Necron per acquisire conoscenze importanti o limitarsi a seguire il dogma e distruggere ogni cosa ci troveremo davanti? Ovviamente la scelta sarà vostra e porterà con sé diverse differenze in base alla strada presa, sia in termini di svolgimento della partita che di trama. 

Passando al puro gameplay, Warhammer 40.000: Mechanicus è un titolo a turni con visuale dall'alto (e possibilità di ruotare a piacimento la telecamera), dove a farla da padrone sono la gestione delle truppe e la pianificazione delle azioni sul campo. Di missione in missione (a scelta più o meno libera) dovremo misurarci con mappe dove esplorazione e combattimenti si mescoleranno in un sistema che richiederà tutta la nostra attenzione. Per quanto i nostri tecno-preti (tutti ben caratterizzati) non siano certo degli sprovveduti, riuscire a portare a termine i compiti assegnatici e resistere ai fastidiosissimi Necron, non è certo una passeggiata. Per riuscire nelle varie imprese dovremo gestire al meglio sia la crescita delle unità, sia i punti cognizione, che potremo guadagnare in missione per usare al meglio le armi e i movimenti. Per fare un esempio pratico, un nostro tecno-prete potrebbe scovare un pilastro Necron che gli conferirebbe alcuni punti cognizione. Grazie a questi, avrebbe accesso all'utilizzo immediato di armi specifiche e godere di movimenti ulteriori, magari andando a recuperare altri punti cognizione. Questo creerebbe un circolo virtuoso che permetterebbe in un solo turno sia di liberarsi di pericolosi nemici, sia di fare importanti passi avanti nella esplorazione della mappa.

Benvenuti tra i Tecno-preti di Marte

Considerando che gli avversari sono di tutto rispetto e che lasciargli troppa libertà è spesso una pessima idea, dopo qualche partita (e qualche game over) si capisce come sia il caso di imparare a gestire le proprie possibilità e scelte senza indugiare troppo sulle varie caselle. Unico difetto che possiamo trovare alla giocabilità è che, di fronte a titoli come Xcom, lo svolgimento dei combattimenti è più semplicistico.Gli sviluppatori sono riusciti a portare su console un gameplay che, dopo un po' di abitudine all'utilizzo del controller, non fa rimpiangere troppo mouse e tastiera, ovviamente con le ovvie rinunce di immediatezza, ma il sistema a turni aiuta a sopportare il tutto. D'altro canto si viene subito rapiti da una ambientazione interessantissima e dalla caratterizzazione dei tecno-preti, davvero ben realizzati nelle sfumature delle loro varie personalità. Le scelte su come comportarsi davanti alle ai bivi aggiungono interesse e colore al background e anche chi non conosce l'universo di Warhammer 40.000 farà abbastanza in fretta ad appassionarsi, a patto di avere una discreta conoscenza della lingua inglese, vista la mancanza di localizzazione in italiano e la presenza di tante linee di testo, con termini non proprio semplici.

Per chiudere il quadro, le circa 25 ore che servono per terminare il gioco sono accompagnate da una colonna sonora metal di tutto rispetto che farà la gioia di molti giocatori. I brani proposti sono davvero di ottima caratura e non solo si lasciano ascoltare con piacere, ma meritano davvero di essere goduti a tutto volume. Nella media gli effetti sonori e il doppiaggio che, ricordiamo, esattamente come i testi scritti non presenta l'italiano come opzione. La grafica invece non offre particolari picchii, ma risulta adatta alla situazione senza andare a gravare sull'hardware delle attuali console. Per concludere, un gioco che saprà fare la gioia di chi non avrà paura ad abbracciare il culto del Dio Macchina, seppur con qualche elemento migliorabile.

8
Warhammer 40.000: Mechanicus non sarà certo uno degli strategici con il gameplay più rifinito e ricercato e non sarà nemmeno una perla di tecnica, ma ha saputo davvero conquistarmi con una atmosfera da dieci e lode. Bastano poche missioni per appassionarsi alla trama e agli intrecci narrativi, con tutto l'impianto di gioco che, non farà miracoli, ma riesce a regalare un buon gameplay e a divertire. Consigliato per chi è alla ricerca di un buon strategico dalle tinte cupe, con l'unico scoglio che potrebbe essere la mancanza della lingua italiana.