Vaporum Lockdown: la moda di mettere tutti sotto chiave

di Fabio Fundoni

No, non stiamo parlando della situazione sanitaria attuale (un saluto caloroso a chi ci leggerà nel futuro senza comprendere cosa stiamo passando), ma della nuova fatica del team Fatbot, salito agli onori delle cronache nel 2017 grazie a Vaporum, un dungeon crawler vecchio stile che ha saputo conquistare pubblico e critica. Vaporum: Lockdown è il suo prequel, uscito a settembre 2020 su PC e arrivato in questi giorni su Switch, la piattaforma “casalingoportatile” di Nintendo che sta continuando a mietere successi e allargare il proprio parco titoli sia in quantità che in varietà dell’offerta. Per i neofiti ricordiamo che i dungeon crawler nascondo agli albori della nostra passione ludica e cercano di riportare a schermo diversi elementi dei giochi di ruolo cartacei e che spessissimo, come Vaporum, hanno sfruttato la visuale in prima persona e lo spostamento su quattro direzioni fisse tra combattimenti, esplorazioni, enigmi e svariati elementi di stampo classico.

Siamo in un mondo smaccatamente steampunk e Ellie, la nostra protagonista, è una scienziata impegnata a seguire le orme del padre alla ricerca di una nuova forma di energia, il Fumium, che potrebbe risolvere tutti i problemi del pianeta. Per farlo, lavora nella torre Arx Vaporum senza sapere che, durante un controllo di routine, qualcosa cambierà la sua vita. Esplosioni, attacchi inaspettati, svenimenti e risvegli in totale solitudine sono gli eventi che, durante il prologo del gioco, portano alla storia vera e propria che, appunto, prende il via dall’inizio del protocollo di sicurezza della Arx Vaporum e la porta a una chiusura totale, un lockdown, appunto. Ed eccoci quindi nei panni di Ellie alla ricerca di una uscita e di una risposta alle tante domande nate dagli strani e pericolosi eventi che iniziano ad accadere nella torre, dove la nostra sopravvivenza non è più assicurata ma, anzi, è in grande pericolo. 

Iniziano così le nostre peripezie dove sarà necessario mettersi nell’ordine di idee che Vaporum: Lockdown è, in primis, un titolo in cui non si deve mai abbassare la guardia. Già dal prologo balza agli occhi che appena si allenta la tensione si rischia di morire senza tanti complimenti. Basta, infatti, un solo passo falso sulla “casella” sbagliata per vedere la scritta “game over”, con relative imprecazioni del gamer. Ricordatevi, quindi, due regole auree: salvare il più spesso possibile e guardarvi bene intorno (e in terra, guardate sempre in terra!) per evitare brutte e letali sorprese. Caselle, si, perché l’utilissima mappa di gioco (che potrete anche disabilitare, tra le altre opzioni, per giocare come ai vecchi tempi) mostra l’ambientazione suddivisa in quadrati, e proprio attraverso di esse andrete a esplorare e combattere. Ellie non è una classica eroina, ma è dotata di una tuta in grado di potenziare le sue qualità fisiche e di farle utilizzare alcuni utilissimi strumenti tra cui spiccano i diversi Rig, cioè stili di tuta in base a cui si sposteranno nostre scelte di gioco.

A parte i diversi oggetti utilizzabili, armi comprese, sono proprio i Rig a dare il principale sistema di customizzazione del gioco e permettono approcci dal più diretto a quello più difensivo, passando per variabili “hi-tech”. Tendenzialmente dovremo tenere d’occhio la nostra vita e l’energia con cui utilizzare armi, oggetti e potenziamenti. In fondo il Fumium non si trova troppo facilmente! A dare una linea narrativa al nostro gioco ci pensano i tanti documenti che troveremo nelle varie stanze, ma sappiate che il titolo non è stato tradotto in italiano. Insomma, per goderne a pieno è necessaria una certa conoscenza dell’inglese. Vaporum: Lockdown è giocabile sia in tempo reale, sia in una modalità a “tempo sospeso” in cui il resto del mondo si attiverà solo durante il nostri movimenti, permettendoci di prendere fiato e studiare la migliore tattica per gestire i nemici. Tanti gli enigmi che, in media, si sono rivelati interessanti e solo raramente poco ispirati. Va detto, però, che più di una volta ci siamo ritrovati a girare a vuoto prima di capire come arrivare alla reale soluzione della situazione.

Per concludere parliamo dell’impianto tecnico che si divide tra musiche d’atmosfera e una grafica un po’ troppo simile a se stessa e a quanto visto nel precedente capitolo. Buona la realizzazione, ma alla lunga potrebbe risultare un po’ troppo piatta e ripetitiva, motivo per cui riteniamo vitale l’utilizzo della mappa per non perdersi, viste alcune stanze troppo simili tra loro. Certo, se siete giocatori di vecchia data potrete anche armarvi di carta e matita per tracciare una mappa rustica, segnando ogni casella passata, ma ci rendiamo conto che la soluzione è valida solo per l’utenza più hardcore. Godibilissimo alla tv, Lockdown perde qualcosa sullo schermo nativo Switch, dove si patiscono le scritte molto piccole e la visuale che talvolta “nasconde” botole in cui non c’è altro se non la nostra morte. 

Sta di fatto che con Vaporum: Lockdown ci si diverte e ci si immerge in una affascinante atmosfera, passando sopra a qualche difetto e a un minimo di tempo necessario per abituarsi ai comandi. Potrete divertirvi per un buon numero di ore (tra le venti e le trenta), soprattutto se siete fan dei dungeon crawler old school!

8
Per pochi, ma dal palato fine, a patto di avere una necessaria dose di pazienza e la voglia di gettarsi a capofitto in un dungeon crawler con tutti i crismi. Intricata e appassionante, molto più per il gameplay che per la trama, la nuova fatica dei Fatbot mantiene le promesse alla perfezione e si mostra come un solido prequel del titolo originale che abbiamo già giocato nel 2017. Questa edizione di Vaporum: Lockdown si sposa in modo gradevole anche alla portabilità di Switch, sebbene sia necessario abituarsi alla profondità della visuale in prima persona per non cadere troppo spesso nelle trappole ad altezza terreno. Se cercare un titolo vecchio stile capace di non fare sconti e regalare un mix di atmosfera e gameplay, nonostante alcuni difetti, Vaporum: Lockdown fa per voi.