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Uncharted, recensione film: Tom Holland prova a essere l’Indiana Jones dell’era videoludica

Un importante impegno economico, tante sequenze d’azione spettacolari e innumerevoli riferimenti ai vari capitoli del videogioco: Uncharted s’impegna più del previsto e affascina con i sul protagonista. La recensione del film.

di Elisa Giudici

Che sarà un appuntamento con l’adrenalina lo capiamo subito, dalla primissima scena. Tom Holland si sveglia all’improvviso e sta fluttuando ad alta quota, precipitando ad altissima velocità insieme a un carico di un volo cargo e a una lussuosa macchina rossa. Uno scenario familiare a quanti hanno giocato i primi tre capitoli di Uncharted, la saga ludica di Naughty Dog creata da Amy Hennig e diventata un franchise di grande successo, amato per le sue atmosfere avventurose e il suo grande dinamismo.

La presenza di Tom Holland come protagonista nei panni di Nathan Drake è il primo importante indizio di come Sony (che appare per la prima volta con il suo logo PlayStation nei panni di produttore del film) si voglia impegnare seriamente nell’impresa. Non si scomoda lo Spider-Man del momento per un film di seconda fascia.

La trama del film Uncharted

La trama del film riprende a grandi linee quella del primo capitolo del videogioco, con importanti innesti anche dai successivi, rivelando già nelle due scene extra a fine pellicola uno dei più grandi colpi di scena della saga.

Tom Holland interpreta Nathan Drake, un ragazzo che ha perso i genitori in un incidente e non è in contatto con il fratello maggiore da anni, ad eccezione di alcune sporadiche cartoline che il congiunto gli spedisce da ogni angolo del globo. Di sera lavora come barman galante, ma non disdegna qualche furtarello per far quadrare i conti. La sua mano lesta viene notata da Victor "Sully" Sullivan (Mark Wahlberg), un personaggio poco raccomandabile che cerca da tempo di mettere le mani sul tesoro di Magellano.

Si narra infatti che l’equipaggio del celebre navigatore abbia nascosto da qualche parte un ingente quantitativo d’oro, che per secoli gli avventurieri hanno cercato di localizzare. Per trovare il tesoro serve una croce gemmata: Sully ingaggia Nathan per aiutarlo a rubarla durante un’asta a cui parteciperà anche Santiago Moncada (Antonio Banderas), milionario spagnolo senza scrupoli la cui famiglia finanziò l’originaria spedizione di Magellano.

Ottenere la croce però è solo il primo passo di una lunga serie di enigmi e trabocchetti sulla strada del tesoro e dello scoprire la verità su cosa sia veramente successo al fratello di Nathan Sam, precedente socio in affari di Sully.

Gli attori di Uncharted

Tom Holland è il solito affascinante ragazzo dal cuore d’oro in Uncharted. L’interpretazione dell’attore non è poi molto diversa da quella di Peter Parker a livello attoriale, mentre sul piano fisico lo ritroviamo più “pompato” che mai, con numerose scene in cui viene esibito il suo fisico palestrato.

Rimane tutt’ora un mistero la fascinazione di Hollywood per Mark Wahlberg, un attore con posizioni controverse fuori dal set e una resa attoriale tutt’altro che indimenticabile nei film d’azione, dove ormai è un volto familiare. Spiace piuttosto vedere Antonio Banderas così sotto utilizzato, anche se l’esperimento di farlo parlare in spagnolo per molte scene (forse per attirare il pubblico latino in sala dopo l’esperimento Marvel con Shang-Chi e il cinese) è davvero interessante.

Tra i personaggi di contorno più memorabili bisogna citare Tati Gabrielle nei panni della letale Jo Braddock: affascinante e letale, il suo personaggio è tra i più riusciti della pellicola, anche grazie ai look molto sofisticati che sfoggia.

Uncharted: da vedere o da evitare?

La critica statunitense non è stata tenera con Uncharted. Sarà dunque interessante vedere se il pubblico reagirà alla presenza di Tom Holland - tra le star più amate dell’universo Marvel - andando al cinema oppure no. Nel novero degli ultimi adattamenti da videogiochi di successo visti su grande schermo, Uncharted è sicuramente uno dei più riusciti: ci sono gli investimenti e i nomi necessari coinvolti.

Tuttavia è vero, come rilevato da molti critici, che è un film che manca di un’identità sua, ricordando tante altre pellicole; da Tomb Raider a Indiana Jones, passando per i film di Peter Berg e per l’universo Marvel. Il punto debole del film - oltre a un’effettistica digitale davvero troppo visibile in alcuni passaggi - è la mancanza di carisma e originalità che lo faccia ricordare, che faccia venire voglia di rivederlo una seconda volta.

3/5
Per confezionare un grande film sarebbero serviti un regista più incisivo Ruben Fleischer e una sceneggiatura più audace e inventiva. Se però siete fan del genere e amate la saga videoludica (o Tom Holland), ha tutte le carte in regola per soddisfarvi. Altrimenti togliete mezzo punto alla votazione e regolatevi di conseguenza.