Gamesurf

The Centennial Case: A Shijima Story, quando il videogame incontra il romanzo giallo

Un mistero centenario aspetta di essere scoperto

The Centennial Case: A Shijima Story, quando il videogame incontra il romanzo giallo
di Fabio Fundoni

L’annuncio dell’arrivo in occidente di The Centennial Case: a Shijima Story ci ha subito incuriosito, in quanto i giochi come questo, raramente sbarcano alle nostre latitudini. Stiamo parlando di un titolo interamente dedicato agli appassionati dei racconti gialli che amano immergersi in storie misteriose in cui è necessario investigare e esaminare ogni elemento per riuscire a trovarne la soluzione attraverso un processo di deduzioni e ipotesi. Inoltre dietro a The Centennial Case ci sono nomi noti come Junichi Ehara (Nier Automata e Babylon’s Fall) e Koichiro Ito (Metal Gear V), ulteriore motivo per seguire con interesse questo gioco totalmente realizzato in full motion video, quindi girato come un film con attori veri in cui avremo di interagire in dati momenti per raccogliere indizi con la semplice pressione di un tasto o rispondere in specifiche situazioni.

La storia si svolge su diverse linee temporali prendendo il via dal presente. La protagonista è la scrittrice di romanzi gialli Haruka Kagami, interpretata da Nanami Sakuraba, attrice/idol giapponese apparsa in una marea di drama e film nipponici e che forse qualcuno di voi ricorda per aver dato volto e voce a Sasha nel live action di Attack on Titan. A fianco di Haruka c’è Eiji Shijima, secondogenito di una ricca e importante famiglia, portato sullo schermo da Yuta Hiraoka, attore a noi sconosciuto ma che in patria ha fatto decine e decine di film collezionando diversi premi. Insomma, per creare The Centennial Case non si è badato a spese.

La trama si basa sul ritrovamento di un antico scheletro nel giardino della famiglia di Eiji, da sempre dedita alla tradizione e all’amore per la medicina. Eiji decide di chiedere all'amica Haruka di indagare sugli eventi, anche perché sui Saijima si rincorrono voci e dicerie legate a fattori che sconfinano nel soprannaturale. Inizia così la nostra storia, dove impersoneremo Haruka e ci ritroveremo a vivere epoche passate dove lei e gli altri personaggi che ci verranno presentati durante il gioco, saranno gli “attori” che nella testa di Haruka andranno a rappresentare eventi accaduti nel passato. A legare il tutto sono gli eventi che hanno contraddistinto la famiglia di Eiji e arrivano sino a oggi, con una scia di sangue a unirli.

Cosa nascondono i Saijima? Sono vere le voci su di loro? C’è una sola mano dietro a ogni reato che incontreremo? A queste domande troveremo risposta osservando senza mai distrarci le sequenze filmate, per poi accedere alla modalità deduttiva, dove entreremo direttamente nei pensieri di Haruka e andremo a valutare ogni singolo elemento del caso. Esiste una vera e propria strada che da una singola domanda porta alla soluzione e questa strada è stata resa con uno schema fatto ad esagoni. Ogni quesito ha ai suoi lati delle caselle in cui inserire gli indizi ritrovati durante la storia e inserendoli nella giusta posizione daremo vita a delle ipotesi. Da qui si dirama un percorso abbastanza elaborato che porta sino alle considerazioni finali del caso. 

Tante strade per una sola verità

Si deve notare come non è assolutamente sicuro che le nostre deduzioni siano corrette, visto che in base ai vari indizi selezionati, potremo dare il via a diverse ipotesi, più o meno plausibili. Arrivati ad un certo punto del nostro percorso, se avremo messo in campo tutti gli elementi necessari per risolvere il caso, potremo tornare al filmato principale per rendere pubbliche le nostre deduzioni o potremo continuare a elaborare teorie per avere un quadro più completo. Arrivati alla resa dei conti dovremo esporre le nostre deduzioni, ovviamente col rischio di sbagliare: solo se saremo stati estremamente attenti a ogni elemento avremo chiaramente in testa l’unica soluzione reale.

Se dovessimo commettere qualche errore, il gioco ci permetterà di tornare sui nostri passi, ma questo andrà a diminuire il nostro punteggio finale. Il sistema suona come molto intrigante, ma purtroppo soffre di qualche magagna. Per prima cosa la giocabilità è palesemente figlia dell’utilizzo di mouse e tastiera e con il controller risulta abbastanza farraginosa, tra utilizzo di leve e dorsali, ma col tempo ci si fa il callo. Il sistema di deduzione permette l’inserimento degli indizi solo su strade già segnate (sebbene vedremo gli inizi giusti solo utilizzando dei bonus ricaricabili). Per capirci: andremo a creare le ipotesi anche se proveremo uno alla volta tutti gli indizi disponibili su ogni singola casella di deduzione, sistema che lascia un po’ l’amaro in bocca riguardo alla bontà delle meccaniche, che potevano essere più elaborate e, magari, darci la possibilità di unire elementi errati così da rendere più complicata la ricerca della verità.

Certo, al momento decisivo avremo comunque varie ipotesi in piedi e starà alla nostra capacità di osservazione formulare quella corretta, ma qualche opzione in più nella creazione della strada avrebbe reso il sistema più intrigante. Rimane comunque divertente il gameplay, anche perché, a oggi, sul mercato è difficile trovare dei titoli simili. Va sicuramente elogiata scelta di tradurre tutti i testi in un buon italiano, con la possibilità di ascoltare il doppiaggio in inglese o quello originale nipponico (che noi consigliamo sempre): avere a disposizione la nostra lingua in un titolo simile non è affatto scontato e abbiamo gradito molto l’opzione.

I tempi di sviluppo del gioco sono abbastanza lenti, dovendo seguire i filmati potendo (ovviamente) solo tornare indietro e non “skippare” in avanti, visto che rischieremmo di perdere degli indizi. Rimane il fatto che il ritmo non è propriamente incalzante e qualcuno potrebbe trovarlo talvolta un po’ troppo dilatato. Gli attori riescono a rendere bene le varie situazioni, nonostante qualche evitabile caduta di stile, utilizzando uno stile figlio dei vari drama nipponici. A conti fatti The Centennial Case: A Shijima Story rimane un titoli investigativo consigliato a tutti gli amanti del genere, a patto di mettere in conto un gameplay non sempre brillante, ma vi assicuriamo che la realizzazione degli enigmi è quasi sempre ben congeniata e il ritrovamento delle soluzioni segue un filo logico che se non riusciremo a venirne a capo, una volta svelata la verità, ci strapperà il classico pensiero: “non ci avevo pensato, ma in effetti era plausibile che…”. Se siete alla ricerca di una esperienza diversa dai soliti videogame, potreste prendere in considerazione di gettarvi nei misteri della famiglia Shijima.

7
Idea intrigante, alcuni colpi di genio, qualche caduta di stile e una giocabilità rivedibile sono gli elementi che rendono The Centennial Case: A Shijima Story un titolo interessante, a patto di essere consci di andare incontro a un gioco estremamente riflessivo. Ci si diverte a seguire le situazioni vissute e immaginate dalla protagonista, beandosi di una buona traduzione dei testi in italiano, a nostro modo di vedere da accompagnare con l'audio originale giapponese. Si fa un po' fatica a mantenere alta l'attenzione visti i bassi ritmi imposti, con il gameplay legato alle intuizioni e alla formulazione delle ipotesi che risulta un po' farraginoso, ma nel complesso l'esperimento è riuscito. Se dentro di voi si nasconde un aspirante detective, sicuramente vi divertirete a scoprire i misteri di questo caso centenario, anche se il sistema di deduzioni e ipotesi poteva essere un po’ più libero.