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Speciale Domina: intrighi e potere tra le strade dell'antica Roma

Sky ci mostra le lotte e gli intrighi di potere nell'antica Roma, con un'ottima Kasia Smutniak

di Claudio Pofi

Roma e il suo vasto Impero. Un affresco che ha inizio due anni dopo la congiura di palazzo che pose fine alla dittatura di Gaio Giulio Cesare nel marzo del 44 a.C., da parte di senatori custodi e difensori della Repubblica. Gli occhi attraverso i quali viene letto il racconto sono quelli di Livia Drusilla (Nadia Parks da giovane e Kasia Smutniak da adulta), figlia di Alfidia e Marco Livio Druso Claudiano (Liam Cunningham). Pretore, sostenitore della Repubblica e contrario alla posizione predominante del defunto Cesare anche se non prese parte direttamente alla congiura, Marco Livio pensa soprattutto alla sopravvivenza della progenie.

Accasata Livia con il cugino patrizio Tiberio Claudio Nerone (Enzo Cilenti), nemico di Gaio Giulio Cesare Augusto (Tom Glynn-Carney da giovane e Matthew McNulty adulto) figlio del defunto Giulio Cesare che per gelosia iscrive Marco Livio nella lista di coloro che devono morire. L'instabilità politica e il desiderio di Cesare Augusto di vendicare la morte del padre lo spingono a mettere in atto una violenta epurazione che mette in fuga la famiglia di Livia, accompagnata dalla fida schiava liberata Antigone (Melodie Wakivuamina da giovane e Colette Dalal Tchantcho adulta).

Solo dopo lungo peregrinare, costretta per la prima volta a combattere per se stessa e la vita dei propri cari, Livia rientra nella capitale a seguito dell'amnistia generale, nobile decaduta senza più il sostegno del padre Marco Livio, suicidatosi dopo la sconfitta dell'esercito che rappresentava coloro che congiurarono contro Cesare. Contro ogni aspettativa Livia si avvicina a Cesare Augusto arrivando a sposarlo, ritrovandosi una famiglia allargata tra figli adottivi e naturali in perenne forte contrasto, moglie dell'uomo più potente di Roma.

Sarà proprio l'intelligenza di Livia, malvista dai consiglieri del marito, a contribuire fattivamente alla sua riaffermazione al Senato, tra le frange di coloro ove il malcontento rischia di sfociare in una nuova congiura di palazzo. Mentre è in atto la lunga transizione dalla Repubblica verso l'Impero e l'affermazione di Cesare Augusto, di là dal prevalere su Marco Antonio (Liam Garrigan), Livia si trova in una situazione di impasse. Nato morto il loro primogenito, la futura “Domina” di Roma scopre che non sopravviverebbe a un'ennesima gravidanza. Con a rischio la propria discendenza e quella del marito, circondata da nemici tra cui la cognata, Livia dovrà serrare i ranghi con i pochi fidi per non ritrovarsi delegittimata e nuovamente in fuga.

Tra storia e leggenda

Lontani da stereotipi e incoerenze storiche della miniserie Augusto – Il primo imperatore (2003), non così viscerale o ambiziosa quanto Il primo re di Matteo Rovere (2019), la nuova serie Sky Original sulla prima Augusta dell'Impero romano Livia Drusilla ha molto da offrire. Si riaccendono grandi riflettori su alcuni degli anni più burrascosi dell'Impero, Domina arriva a misurarsi con un'altra magnifica serie in parte ambientata nello stesso periodo quale fu Roma (2005 – 2007), che tra i suoi ideatori vantava la presenza del leggendario John Milius (Un mercoledì da leoni, Il vento e il leone, Conan il barbaro).

Girata interamente digitale con camere Arri Alexa (risoluzione video nativa 2.8K) e aspect ratio originale 2.00:1, produzione che prese il via presso Cinecittà Roma nel 2019 e poi slittata per la pandemia. Colonna sonora di Samuel Sim (Dark Crystal: la resistenza) e costumi del premio Oscar Gabriella Pescucci (L'età dell'innocenza, C'era una volta in America, tra i tanti), produzione internazionale per palati raffinati questa Domina attinge a piene mani dal corso della storia, romanzandola quanto restandovi in gran parte fedele. Creata e interamente scritta da Simon Burke, noto per la serie di successo Fortitude, le prime 8 puntate di Domina sono state dirette da David Evans, Claire McCarthy (mini serie The Luminaries) e Debs Paterson.

Sontuosamente confezionata tra scenografie, computer grafica e abiti, consente un vero e proprio viaggio nel tempo tra usi e costumi dell'antica Roma. Cast appassionato e appassionante dove ha un piccolo quanto riuscito ruolo anche Isabella Rossellini, spicca la carismatica presenza di Kasia Smutniak (Perfetti sconosciuti), Colette Dalal Tchantcho nel ruolo di Antigone e non di meno il Cesare Augusto di Matthew McNulty.

Non siamo dalle parti di serie grafiche come Spartacus di una decina d'anni fa, qui Eros e Thanatos sono più misurati ma comunque ben presenti. La capacità di Burke così come del pool di registi, non a caso due su tre sono donne, quella di mantenere il baricentro femminile e saper infondere una vigile atmosfera d'inquietudine. Emotività e fisicità di un racconto che si snoda per paesaggi perlopiù cupi, facendo perno su Livia Drusilla e la sua incredibile vita tra giochi di potere, famiglia & onore, accompagnando gli eventi con dialoghi tra forma, contenuto e qualche battuta da ricordare (“Questa città ti mangia vivo”, “Tua moglie è l'uomo più intelligente di Roma, e anche il più carino”).

Livia è una carismatica figura femminile forgiatasi nel sangue, capace di nascondere, se non addirittura affogare, le proprie debolezze nell'istinto di sopravvivenza che l'ha resa invincibile agli occhi altrui, temuta e adorata allo stesso tempo quanto pronta a difendere i diritti delle donne. In un mondo barbaro fatto da uomini per gli uomini, la nuova serie tv Domina porta in scena un'avventura lontana oltre duemila anni nel cuore della Roma antica, dove almeno stavolta ad appassionare non è Cesare Augusto, ma la figura di colei che contribuendo a renderlo imperatore entrò lei stessa di diritto nella leggenda.