Sonic 2, recensione: Sonic corre su una strada diversa dagli altri franchise e forse è un bene

Il riccio blu torna al cinema dopo l’inaspettato, clamoroso successo del primo capitolo e lo fa con una scelta forte: puntare su una giocosità infantile e immediata.

Sonic 2, recensione: Sonic corre su una strada diversa dagli altri franchise e forse è un bene
Tiscali GameSurf

Il primo film di Sonic è stato un vero e proprio caso di studio. Sembrava essere destinato al peggiore dei fallimenti, costretto com’era stato a rimodellare il suo protagonista realizzato digitalmente dopo le asprissime critiche ricevute dal pubblico online alla pubblicazione delle prime foto diffuse su Internet del design del Riccio di Sega. Il costo dell’operazione di rifacimento di un film già in avanzato stato di post-produzione era stato notevole, la figuraccia anche, eppure alla fine il botteghino è arrivato a 250 milioni di dollari. Una cifra consistentissima in circostanze normali, strepitosa considerando la difficilissima uscita in pieno periodo pandemico.

Inevitabile dunque ritrovarlo al cinema nel 2022, con la pandemia che sembra destinata a rimanere sotto controllo, proprio quando il circuito cinematografico tenta di richiamare il pubblico in sala. Questa iniezione di liquidità e aspettative pensavo avrebbe cambiato la direzione scelta da Sega e Paramount per un’operazione che da subito si è contraddistinta per l’approccio leggero, giocoso, infantile. Che ci fosse dietro l’ambizione di un franchise era evidente, ma la bella notizia è che Sonic non tradisce lo spirito del primo capitolo nel realizzare il sequel. Sonic 2 ambisce a essere un film adatto ai più piccoli, ricchissimo di riferimenti a trame e prodotti videoludici per conquistare chi in sala ha qualche anno e tanta nostalgia in più, ma rimanendo nel novero di uno sviluppo elementare e semplicissimo.

Sonic raddoppia e porta un po’ di amici

Squadra che vince non si cambia, storia che funziona non si varia molto, quindi Sonic 2 per fare qualcosa di fresco si vede costretto a puntare su nuovi personaggi che affianchino il protagonista. In questo lungometraggio vengono infatti introdotti comprimari classici dei titoli della saga videoludica di Sonic: il mite e geniale Tails e l’irascibile e potentissimo Knuckles.

Ci sono però tanti altri elementi a solleticare i ricordi e le reazioni emotive dei videogiocatori in sala. Finalmente un film tratto da un videogioco punta non solo sui personaggi, ma anche sulle ambientazioni del gioco. In questo caso la seconda parte del film è ambientata in un tempio perduto e ricolmo di trappole che in tanti ricorderanno.

È proprio in quel punto che Sonic ritrova sé stesso, evitando trappole e correndo dentro un labirinto, alle costole di Knuckles e Dr. Robotnik. Meglio dimenticare invece il tentativo iniziale e un po’ incauto di trasformare il riccio blu alieno in una versione supereroistica di sé stesso, indugiando molto in una sorta di cinecomics con protagonista “Giustizia blu” che sventa rapine e interrompe la fuga di criminali.

Molto divertente ma troppo lungo

Come evidenziato dalla stampa statunitense, che promuove ma senza troppi entusiasmi questo film, il problema è il minutaggio. La trama è talmente semplice, l’intreccio è talmente esile, che neppure l’istrionica presenza di un Jim Carrey in grande forma e molto divertito può evitare al film di rivelarsi troppo lungo e a tratti un po’ forzato nelle sue svolte.

Due ore di durata Sonic 2 le regge a stento, insomma. Personalmente durante la visione ero un po’ annoiata e distaccata, non ricadendo per età e interessi ludici in nessuno dei due pubblici a questo film si rivolge. Tuttavia ho apprezzato enormemente come Sonic non tenti (troppo) di uniformarsi alla mania imperante di rilanciare sempre in grande, di tentare di tenere insieme il pubblico più vasto possibile, senza avere un target preciso a cui guardare. Certo alla luce del finale (e delle scene extra) c’è nell’aria il sentore che si pensi persino a un universo espanso, quindi probabilmente in futuro dovrò rimangiarmi questo mio giudizio.

3/5
Per il momento godiamoci un film che non ha paura di parlare agli appassionati e ai più piccoli in sala, di mantenere rispetto alla sua trama un approccio giocoso e semplicissimo. Abbiamo bisogno anche di titoli n po’ infantili ma ben distinguibili rispetto a tanti altri film videoludici che sembrano vergognarsi della proprie origini o delle dinamiche dello loro stessa storia.