Recensione Scarlet Nexus: Addio 5g, benvenuta connessione neurale!

Sarà la psicocinetica il mezzo di comunicazione più usato nel futuro? Secondo Namco Bandai, si!

di Fabio Fundoni

Vi mancavano i cari bei progetti squisitamente giapponesi? Beh a noi si, quindi sono diversi mesi che teniamo sott'occhio Scarlet Nexus, il nuovo titolo Namco Bandai nato da nomi di tutto rispetto come Kenji Anabuki e Kouta Ochiai, che magari a molti non diranno niente, ma che sono legati a saghe di tutto rispetto come Tales of e God Eaters e vi assicuriamo che l'influsso di entrambi i marchi si fa sentire in ciò di cui stiamo parlando e che da parte di Namco Bandai rappresenta un investimento a lungo raggio, con tanto di anime al seguito. Ma andiamo a concentrarci su Scarlet Nexus in quanto videogame e sulla sua particolare storia. Ci troviamo in un futuro  lontano in cui l'umanità è in perenne allarme a causa della minaccia degli Estranei, mostri caduti dal cielo tanto forti e pericolosi quanto dotati di fattezze grottesche. Quello che però ha permesso alla razza umana di salvarsi è la scoperta di un particolare ormone, detto psionico, nel cervello di ognuno. Questo ha permesso praticamente a tutti di accedere a abilità nascoste tra le pieghe della psiche, ma con diversi livelli di efficacia. Se tra la gente qualunque questi poteri hanno avuto un basso impatto, alcune persone hanno sviluppato veri e propri talenti di forme differenti che hanno trovato impiego nella guerra contro gli Estranei. Nasce così la FSE, esercito “scarlatto” votato alla difesa delle ultime roccaforti di civiltà contro una minaccia sempre più pressante. 

Grazie allo sforzo bellico, l’umanità sembra essere riuscita a ritagliarsi alcuni spazi in cui continua a portare avanti una vita quasi normale, ma sempre con la costante paura di un possibile attacco, riponendo le proprie speranze sulla FSE, i cui guerrieri più forti sono venerati come star, e coltivando una vera e propria venerazione per gli eroi del passato che riuscirono a dare una nuova speranza di sopravvivenza. Inizia qui l’avventura dei nostri due protagonisti perché, come hanno già fatto altri titoli, Scarlet Nexus offre la possibilità di prendere il controllo di due differenti personaggi e viverne le rispettive avventure (non troppo differenti, a dire la verità) che, ovviamente, andranno a intrecciarsi per delineare quella che sarà la trama principale. Yuito Sumeragi è un ragazzo arruolatosi come volontario della FSE, rampollo della famiglia più in vista del paese, tanto che il padre e il fratello non approvano il suo voler gettarsi in prima linea, ma il ricordo di essere stato salvato da piccolo da un soldato lo ha convinto a correre il rischio di affrontare gli Estranei e cercare sia una scopo che la verità su chi lo aveva sottratto da morte certa. Educato, coraggioso e sempre pronto a rischiare in prima persona, trova la propria controparte femminile in Kasane Randall, molto più pragmatica e dotata, tanto da essere stata selezionata sin da piccola per far parte dell’elite militare. Entrambi i nostri protagonisti hanno il potere della psicocinesi, cioè si poter sfruttare gli elementi inanimati per scagliarli contro il nemico, ma sono differenziati dall’abilità nell’uso delle armi ravvicinate di Yuito e la capacità di sfruttare coltelli da lancio e simili di Kasane. 

Una differenza che, a dirla tutta, non abbiamo sentito così diversa in fase di gameplay, ma queste rimangono le premesse di questo action in terza persona che ci porterà tanto a combattere contro gli estranei quanto a esplorare i nostri rapporti con gli altri membri della FSE. Ebbene si, perché oltre ai due protagonisti il cast del titolo Namco Bandai è di tutto rispetto e ci farà conoscere un gran numero di comprimari che avranno una personalità e un ruolo ben definito nelle nostre avventure, non solo dal punto di vista della trama, ma anche da quello del gameplay. Gli studi sull’ormone psionico hanno dato vita a diverse tecnologie tra cui spicca la connessione neurale, cioè la possibilità di creare un collegamento diretto tra varie persone. Principalmente provate a pensare di avere un canale diretto tra i vostri pensieri e quelli di qualcun altro, così da avere perennemente la possibilità di comunicare semplicemente tramite pensiero. Una bella comodità, soprattutto per chi ha necessità di coordinare delle azioni militari… ma stando bene attenti a non far trasparire i propri pensieri più intimi!

Un gameplay dalle molte variabili

La connessione neurale non è semplicemente un sistema di chat “mentale”, ma ha pesanti ripercussioni nel gameplay che, in questo caso, possiamo tranquillamente tradurre con “combat system”. Partiamo dal fatto che ci troveremo a dover esplorare alcune zone (mediamente limitate) in cui dovremo avanzare e combattere contro gli Estranei sfruttando le nostre qualità di base (migliorabili tramite il classico albero delle abilità) e quelle dei nostri eventuali compagni. Principalmente il combattimento si svolge con colpi all’arma bianca e potere psicocinetico, cioè la capacità di prendere il controllo dei tantissimi oggetti sparsi per i livelli e scagliarli contro gli avversari, in un mix di combo che andranno a impattare sulle barre della vita e dei poteri psionici (pensate a questa come alla classica forza magica), più alcune sorprese che conoscerete portando avanti il gioco. Yuito e Kasane, grazie alla connessione neurale, avranno la possibilità di sfruttare per un tempo prestabilito i molteplici poteri dei loro compagni di battaglia, andando a creare un sistema estremamente versatile fatto di attacchi di diverso tipo più altre abilità estremamente utili, tra preveggenza, invisibilità e via dicendo.

Pare abbastanza chiaro come il gameplay offra davvero tante opzioni per approcciare gli Estranei ed è proprio questo il punto forte di Scarlet Nexus, al pari della regia. La trama è stata studiata per bene, così come il cast dei personaggi, davvero ben caratterizzato e degno dei migliori anime. Allo stesso modo stupisce la cura per la realizzazione degli Estranei, che mostrano uno studio maniacale e a dir poco fantasioso, degno del genio dei nomi messi al lavoro da Namco Bandai, come dicevamo a inizio articolo. Tutto, insomma, è degno di un titolo indimenticabile? Purtroppo no, perché qualche difetto va a minare le indubbie qualità del prodotto. Tecnicamente parlando, il gioco soffre pesantemente del suo essere un titolo sviluppato a cavallo tra PlayStation 4 e PlayStation 5. Abbiamo testato quest’ultima versione, ma oltre a un frame rate granitico e una realizzazione di ottimo livello dei protagonisti e degli Estranei, il contorno lascia abbastanza a desiderare, a partire dalle ambientazioni, troppo ripetitive e limitate. Da rivedere anche la fisica dei protagonisti, un po’ troppo “leggera” con un sistema di “lock on” non sempre soddisfacente e non si segnala nessuno utilizzo particolare delle qualità uniche del Dual Sense. Inoltre in modo molto “furbo” c’è un utilizzo assai limitato di video e sequenze animate, in favore di schermate praticamente fisse a raccontare le evoluzioni delle trama. Un po’ troppo poco, nonostante una buona cura per il sonoro, con tanto di ottimo doppiaggio inglese e giapponese, in aggiunta ai testi italiani. 

8
Insomma, Scarlet Nexus non ci ha deluso, mostrando ottime idee e un gameplay vario, ma pecca nel momento in cui si dovrebbe tirare fuori il fatidico “passo in più” per staccarsi dalla massa dei tanti giochi buoni e salire sull'altare dei pochi titoli ottimi. Namco Bandai ha probabilmente tenuto un po’ il piede sul freno a causa della natura cross gen del gioco, ma sarebbe ingiusto non segnalare quanto di buono c’è in questa produzione che vi terrà compagnia per diverse decine di ore, alla ricerca della verità sul passato di Yuito e Kasane e di tutte le ripercussioni sul destino dell'umanità. Magari, in un futuro vicino, con maggiore consapevolezza dei mezzi a propria disposizione, gli sviluppatori sapranno ampliare ancora di più questo interessante universo.