RiMS Racing, l’amore per le moto raccontata dai RaceWard

di Fabio Fundoni

Sin dal suo annuncio, RiMS Racing ha fatto drizzare le orecchie a gli appassionati di videogame e motociclette, andando a proporsi non tanto come alternativa ai titoli già in commercio, ma come nuovo punto di vista per i racing games a due ruote. L’italianissimo team di sviluppo, i RaceWard, hanno infatti deciso di mettere l’accento non tanto sulla quantità di moto disponibili, ma su un ristretto numero di veicoli (se cercate un nuovo Riding Spirit 2 andate altrove), andandone però a sviscerare praticamente ogni aspetto in modo da rendere il gioco una simulazione estremamente dettagliata nei più piccoli particolari. Ducati Panigale V4 R, MV Agusta F4 RC, Aprilia RSV4, BMW M 1000 RR, Suzuki GSX-R1000R, Honda CBR1000RR, Kawasaki Ninja ZX-10RR, Yamaha YZF-R1: questi sono i nomi dei “mostri” su cui potremo poggiare le nostre terga per tentare di domarle. Non ho utilizzato il verbo “domare” a sproposito, perché vi assicuro che riuscire a sfruttare a livello competitivo una di queste meraviglie della motoristica, sarà come domare un cavallo di razza imbizzarrito. Più nutrito il menù dei posti dove correre, con dieci circuiti tra i più famosi e cinque percorsi stradali. Tra Suzuka, Laguna Seca, Nurburgring, strade americane, europee e via dicendo, avrete tanti bei posti da visitare in cui lanciarvi a folle velocità.

Prima di parlare di modalità e simili, cerchiamo di chiarire un concetto: guidare in RiMS è una esperienza che ha ben poco a che vedere con gli altri giochi motociclistici dell’attuale panorama. Non spetta a noi dire se migliore o peggiore, ma va sottolineato chiaramente che punta su una diversificazione estrema dei mezzi presenti e può permetterselo proprio grazie al fatto che questi sono solo otto. Lasciamo a voi la scelta personale sullo sposare o no questa filosofia, ma rimane il fatto che, lo svelo sin dalle prime righe, mi sono divertito davvero tanto a giocare a RiMS, sebbene si sia trattato di un divertimento modulato su corde differenti da quanto offrono altri titoli. Oltre alle sfide online rilasciate periodicamente dagli sviluppatori, alle classiche gare contro piloti di tutto il mondo e al multiplayer in locale con schermo condiviso, ci si può allenare in solitaria (consigliatissimo) o lanciarsi nelle classiche modalità in singolo, dove a spiccare è la carriera. Si sceglie una moto con cui iniziare e ci si lancia alla ricerca di vittorie e gloria… ma sappiate che la strada sarà lunga e ampiamente costellata di fallimenti. 

Molto importante scegliere con attenzione la prima motocicletta, perché dovremo limitarci ad usare quella sino a quando non saremo abbastanza bravi da vincere eventi specifici e guadagnarci un nuovo “giocattolino” dopo aver impressionato la casa produttrice. Seguendo il cuore mi sono gettato sulla RSV4, ma dopo una serie di rovinose cadute ho deciso di abortire il tutto e cominciare una nuova avventura con una BMW, decisamente meno performante ma più guidabile, per quanto possa essere guidabile un bestione di circa 200 kg che raggiunge i 300 km/h. Insomma, meglio puntare inizialmente sul riuscire a tenere in piedi la moto, piuttosto che sulle prestazioni. Potrete abbassare il livello di difficoltà lavorando sugli aiuti alla guida e sulle capacità degli avversari, ma se vorrete davvero vivere l’anima di RiMS, il nostro consiglio è quello di armarvi di pazienza e tanta buona volontà e giocare senza agevolazioni se non l’elettronica che, a ben vedere, usano gli stessi piloti professionisti. Meglio imparare da subito il modello di guida completo senza indorare la pillola con semplificazioni. Nulla vi vieta, comunque, di godervi una esperienza più rilassante e senza troppi patemi. Potrete, sempre riguardo alla carriera, anche decidere se vivere gli eventi in modo realistico, cioè senza possibilità di ricominciarli se andati male, così da dare vita a un vero e proprio “hardcore mode”.

Un po’ pilota, un po’ meccanico, un po’ team manager

La carriera si snoda non solo tra gli eventi disponibili in pista, ma anche nella gestione del proprio team, grazie a un sistema di crescita a tre alberi: ingegneria, managment e ricerca, dove i vari step sono sbloccabili grazie ai punti fama guadagnati correndo. Inoltre riceveremo da parte di ogni settore degli obiettivi da portare a termine che ci daranno interessanti bonus. Se riterremo troppo complicato l’obiettivo, pagando una piccola penale potremo chiederne uno nuovo, ma la scelta sarà random e quindi c’è da considerare una piccola dose di rischio. Grande importanza, nel quartier generale, sarà data ovviamente alla gestione meccanica delle nostre moto, tanto per le regolazioni quanto per l’acquisto e il montaggio dei pezzi. Le motociclette hanno davvero tantissime parti customizzabili che andranno dagli pneumatici alle pastiglie dei freni, passando dalla leva del freno ad altri elementi. Ognuno di questi ha una durata e un livello prestazionale e dovremo stare attenti a montare pezzi performanti e in uno stato adeguato per permetterci di portare a termine le gare in maniera decorosa. Tutti questi pezzi sono realizzati con estrema cura tanto che potremo visualizzarli a 360 gradi e montarli “manualmente” (almeno prima di sbloccare appositi bonus) nella nostra officina, grazie a movimenti del pad che vanno a simulare in modo semplicistico le movenze delle operazioni meccaniche di montaggio come, ad esempio, ruotare gli stick analogici del controller per avvitare una vita e via dicendo. 

L’esperienza in pista, come dicevamo, è tanto appagante quanto impegnativa. Sarà necessario approcciarsi alle otto moto del gioco con il giusto timore reverenziale, ricordandoci che stiamo parlando di bolidi da sogno e che li stiamo portando in pista, non certo a fare un giretto per le vie della nostra città. Freni, acceleratore e sterzo vanno usati con attenzione e impareremo presto quanto è pericoloso frenare in curva, piegare troppo, accelerare di botto in uscita e via dicendo. Ognuna di queste azioni porterà inesorabilmente a una caduta, con relativa perdita di tempo e usura della componentistica del nostro mezzo. Proprio per questo, in qualsiasi momento della corsa, potremo mettere il gioco in pausa e avere una visuale di ogni elemento della moto e esaminarne lo stato, così da capire quanto potremo rischiare ancora o se sarà il caso di limitarci e puntare al rientro ai box.

Il comportamento della moto è reso davvero bene e sebbene inizialmente sarà frustrante contare tutte le cadute che farete, col tempo si imparerà a conoscere il proprio mezzo e proverete una immensa soddisfazione quando riuscirete a portare a termine senza intoppi un giro o una particolare sequenza di curve. Sarà però necessario continuare perennemente a mantenere alta la concentrazione, perché appena vi starete congratulando con voi stessi per aver messo a segno un paio di giri senza cadere, RiMS sarà lì, pronto a cogliere ogni vostra minima distrazione per mandarvi nuovamente con le gambe all’aria e un conto salato da pagare al ricambista. Davvero ottima la resa del rapporto degli pneumatici con il terreno, tanto che dovremo stare estremamente attenti a mettere le ruote sui cordoli e fuori pista: basterà molto poco per dare il via all’ennesimo incidente, come è giusto che sia. Potevano essere sfruttati maggiormente i grilletti del dualsense che, rispetto ad altri giochi di moto, mostrano i propri pregi “adattivi” più in frenata e in uscita di pista, facendoci “sentire” le disconnessioni del terreno” piuttosto che in accelerazione, dove sarebbero stati perfetti per farci capire quando stavamo dando troppo gas a discapito della tenuta di strada.

Frustrante? Si, senza dubbio, ma si parla di una frustrazione non certo fine a se stessa, ma parte integrante del percorso di crescita e di conoscenza di ogni moto. Quando inizierete a capire come gestire il tutto, la soddisfazione sarà semplicemente enorme. Le otto moto a disposizione sono tutte ricreate in modo maniacale sia nella grafica che nelle differenze ciclistiche, con tanto di sound dei motori estremamente appagante. Stesso discorso per i circuiti, davvero piacevoli e resi con dovizia di particolari. Non mancano, però i difetti, a partire da quelli grafici dove il frame rate mostra il fianco soprattutto in curva e le animazioni dei piloti sono decisamente legnose. Anche l’intelligenza artificiale lascia molto a desiderare, con gli avversari che sembrano quasi ignorare la nostra presenza in pista, andandoci a centrare in pieno soprattutto in staccata. Facciamo un importante appunto alla fisica che, sebbene ottima in pista, non tiene conto a dovere degli impatti più violenti contro muri e protezioni: anche nei casi in cui ci saremmo aspettati un ritiro per infortunio o completa distruzione della moto, siamo rientrati in gara e da un titolo simulativo ci saremmo, invece, aspettati più severità a riguardo. RiMS Racing, insomma, offre una esperienza di guida che ci è piaciuta tanto, ma soffre di alcuni difetti che non si possono ignorare e che impediscono al titolo di ambire alla perfezione, lasciando comunque nelle nostre mani davvero un buon gioco.

8
Nonostante diversi difetti di gioventù, i ragazzi di RaceWard centrano il bersaglio in quello che, a nostro modo di vedere, era il loro obiettivo: mandare un messaggio d'amore al mondo delle superbike. RiMS Racing offre sì un garage con solo otto moto, ma da l'occasione di instaurare con ognuna di loro quel rapporto così stretto e profondo che solo un vero motociclista può capire. Esaltante quanto punitivo, soddisfacente quanto impegnativo, il gioco non è per tutti, ma farà vibrare il cuore dei biker come sa fare solo il rombo del motore del bolide dei nostri sogni. Manca qualche FPS al motore grafico, la fisica degli impatti e l'ia sono rivedibili, le modalità disponibili peccano in varietà e molti avrebbero voluto più mezzi e circuiti, ma questo avrebbe impedito una resa così capillare. Insomma, un titolo non per tutti, ma chi ne capirà il vero senso, godrà di un prodotto unico nel suo genere.