Recensione eFootball PES 2021: Season Update. Stadi vuoti, server pieni

Recensione eFootball PES 2021: Season Update. Stadi vuoti, server pieni
di Fabio Fundoni

Come ormai sappiamo da mesi, questa volta il team di sviluppatori dietro a Pro Evolution Soccer ha deciso di arrivare sulle nostre console in modalità aggiornamento, senza lanciare, di fatto, un vero e proprio nuovo capitolo. Insomma, eFootball PES 2021 questa volta si chiama Season Update, dichiarando apertamente che il gioco di base rimane quello che nella scorsa stagione ha conquistato voti eccellenti, andando a guadagnare qualche piccola novità e, mano a mano che arriveranno, aggiornamenti di rose e campionati. “Ehi, ma nella storia dei videogame una marea di volte i nuovi capitoli dei titoli sportivi si sono rivelati dei meri aggiornamenti di rose!” diranno tanti di voi e, in effetti, la storia ci ha regalato qualche caso eclatante su cui, comunque, non siamo qui a discutere. L’importante è che, questa volta, il nuovo episodio di un gioco lo dice chiaramente e accompagna l’uscita nei negozi (fisici o digitali che siano) con un sensibile abbassamento di prezzo e senza la necessità di avere il precedente capitolo. “Mica male”, direte voi, e l’idea è piaciuta anche a me, considerando anche i problemi che la pandemia Covid-19 ha portato anche agli sviluppatori e al mondo dello sport, dando un assist a Konami per lanciare questo idea di aggiornamento stagionale, complici anche le nuove finestre di calcio mercato. 

Quindi questo PES 2021 è esattamente come il 2020 ma con le nuove rose? Non proprio anche perché, a dirla tutta, ad oggi le rose non sono ancora aggiornate, ma la cosa pare abbastanza ovvia. Come è giusto che sia, tutti i movimenti di mercato arriveranno a Ottobre inoltrato con i classici update da scaricare. Alcuni team che collaborano direttamente con Konami hanno il kit di marchi e divise già aggiornati, per altri ci sarà da attendere e non manca il solito valzer di licenze, tra squadre note ricreate di tutto punto e altre che si devono accontentare di nomi fittizi. Nulla di nuovo per chi gioca a PES. D’altro canto chi ama il gameplay di questo titolo calcistico in salsa nipponica, non si è mai fatto troppi problemi a riguardo, conscio del fatto che negli anni Konami ha perennemente lottato con il competitor diretto, FIFA, per accaparrarsi licenze e marchi, in una battaglia che ha visto talvolta prevalere l’uno, talvolta l’altro.  

L’offerta di gioco è letteralmente la stessa di quella dell’anno precedente, con le modalità che si ripropongono e offrono un ampio ventaglio di situazioni. Si va dalle classiche amichevoli ai campionati, passando per l’allenamento per poi arrivare a Diventa un Mito e la Master League, le due esperienze con una spruzzata ruolistica in cui gestiremo il nostro avatar nei panni di giocatore alla ricerca di successo nel primo, e le nostre velleità di manager nel secondo. In queste due ultime modalità, probabilmente si sarebbe potuto fare qualche aggiunta nelle opzioni, ma a parte qualche elemento di poco conto, tutto rimane identico al passato. Peccato soprattutto per l’esperienza da manager perché ha ancora una buona dose di potenziale inespresso su cui speravamo di trovare nuovi spunti. Il tutto rimane comunque divertente, esattamente come lo era lo scorso anno, con tantissime ore di gioco a disposizione degli utenti. 

Stadi vuoti, server pieni

Il vero cuore pulsante di PES 2021 rimane la componente online, forte di un sistema rodato e di tantissime opzioni tra cui spiccano gli eventi eSport dedicati agli scontri più importanti del calcio reale. Come lo scorso anno, ogni volta che avrà inizio un nuovo evento dedicato a una specifica partita di cartello, ogni giocatore potrà partecipare scegliendo a quale dei due team legarsi, sfidando i giocatori del team avversario e accumulare punti per la propria compagine. I più meritevoli porteranno a casa ricchi premi da sfruttare in MyClub che, per me, rimane ancora il piatto più ricco del menù. Come al solito dovremo costruire da zero la squadra dei nostri sogni e sfidare giocatori di tutto il mondo, stando attenti alla gestione finanziaria dovuta ai contratti dei caclaitori e dei tecnici, sfruttando il sistema di “pescate” fatto di osservatori speciali e non. La modalità è identica al passato e come funzionava ieri, funziona oggi, tra campionati da conquistare e classifiche da scalare, sempre alla ricerca di un nuovo campione da portare in squadra. 

Con disappunto, però, per la prima volta Konami ha scelto di vendere al lancio i pacchetti dedicati alle singole squadre con cui ha stretto accordi commerciali. Insomma, potrete comprare PES 2021 sia in edizione standard o spendere qualche euro di più per quella marchiata Juventus, Arsenal, Barcellona e via dicendo, che vanno a sostituire le edizioni “collector” del passato.  In cambio avrete un interessante numero di bonus per il MyClub e, soprattutto, la squadra da voi scelta per giocare online. Ora, ne deriva che con una piccola spesa in più, ci si può ritrovare con la squadra bella che fatta in ogni suo elemento, magari con un Messi o Ronaldo al top della forma, già al primo giorno di gioco. Non ci vuole molto per capire che chi si presenta in campo sin da subito con una simile situazione ha un vantaggio a dir poco enorme rispetto all’utente normale, sebbene il matchmaking limita (sino a un certo punto) gli incontri troppo sbilanciati. Anche in passato le edizioni più costose davano bonus, ma si trattava comunque di “pescate” random di qualche campione, non certo di una squadra già pronta con al centro il giocatore più forte del gioco. Anche avendo giocato al massimo PES 2020 e avendo acquisito quindi i bonus anzianità (svariate pescate di campioni del passato), trovarsi a inizio carriera davanti a una Juventus o un Barcellona già completi, è una bella rogna. Inoltre ne esce molto mitigato lo spiriti stesso del MyClub, cioè la costruzione del proprio team passo dopo passo con una certa dose di casualità. A mio parere, insomma, l’idea non è stata delle migliori. Anche lo scorso anno erano stati rilasciati questi pacchetti, ma solo a campionati inoltrati, quando ormai quasi tutta la community aveva creato il proprio “squadrone”. 

Cosa dire del gioco in sé? Tecnicamente nulla di nuovo, sia per il suo status di upadte, sia per il fatto che con la nuova generazione che si avvicina: PS4 e Xbox One sono arrivate palesemente a un punto dove le migliorie tecniche non possono essere poi troppe. L’impatto visivo è dunque identico al 2020 così come la telecronaca che, purtroppo, non ha ricevuto aggiornamenti. Salvo novità future, rassegnatevi ad ascoltare per un altro anno le stesse frasi del duo Caressa Marchegiani. Nota lievemente dolente, la decisione di limare alcuni elementi di gameplay. Apprezzabile il fatto che gli sviluppatori abbiano comunque lavorato alla giocabilità, ma la scelta di rendere il gioco leggermente più lento e il pallone un po’ più pesante non è stata del tutto vincente. PES 2020 ha ricevuto praticamente all’unanimità elogi per un gameplay arrivato a una maturazione quasi completa e andare a ritoccarlo lo ha reso più macchinoso e meno godibile. Diventa più efficace il possesso palla ragionato fine a se stesso e riuscire a togliere il pallone a un avversario che fa “melina” è più complicato che in passato. Certo, sicuramente la scelta ha senso se vista in paragone allo stile di gioco reale, ma non dimentichiamoci che una partita vera dura novanta minuti, mentre un videogame deve dare tutto in un match di dieci, suggerendo scelte diverse. Insomma, il ritmo ne esce leggermente peggiorato ed è un vero peccato, perché la base era quasi perfetta. Questo non cambia comunque il fatto che PES 2021 rimanga un ottimo titolo calcistico con tantissimi contenuti, a patto di accettarne la natura di update senza aspettarsi novità eclatanti. Insomma, un top player che si conferma ai vertici!