Recensione Watch Dogs 3 Legion: Make London Great Again

Recensione Watch Dogs 3 Legion: Make London Great Again
Tiscali GameSurf

Con i due suo franchise di punta in pubblicazione quest’anno Ubisoft riesce a guardare al passato con Assassin’s Creed Valhalla, e al futuro con Watch Dogs Legion. Un futuro non troppo distante dal nostro, dal momento che la software house francese mette una crocetta sul calendario del 2026. Ma al di là dei progressi tecnologici che possiamo ammirare nell’open world immaginato dai designer, fatto di macchine a guida autonoma, droni intelligenti e smartphone sempre più presenti nella vita delle persone. Quello che impressiona davvero è lo scenario socio-politico dipinto dal terzo capitolo della serie Iper tecnologica di Ubisoft, che immagina una Londra presa d’assedio da un regime dittatoriale insediato in seguito ad un terribile attacco terroristico ingiustamente attribuito al gruppo di hacker “etici” di cui noi facciamo parte.

Il plurale non è casuale, dal momento che il protagonista del gioco non è un singolo eroe, ma un manipolo di persone arruolate letteralmente in mezzo alla strada, e portate all’interno del DedSec (questo il nome del gruppo), nel tentativo di portare a compimento la ribellione contro il potere. Un potere che possiamo percepire chiaramente lungo ogni nostro tragitto all’interno di una Londra davvero ben rappresentata in tutte le sue forme. La repressione è chiaramente visibile in ogni angolo, con l’esercito privato della Albion al posto della polizia pubblica, a dettare legge a suon di manganellate contro i cittadini inermi e stadi trasformati in centri di deportazione dove i più riottosi vengono ridotti al silenzio.

A far da collante agli altri capitoli della serie troviamo ovviamente il ctOS, il famoso sistema di sorveglianza che abbiamo imparato a conoscere fin dall’esordio della saga, è sempre presente a tenere sotto controllo gli ignari cittadini londinesi, che vengono puntualmente spiati e catalogati per essere sempre ricattabili dal sistema. Uno scenario complesso e sfaccettato dove si muove non uno, ma ben cinque villain da affrontare e sconfiggere. Da chi vuole il potere supremo per sostituirsi alla Regina, a chi invece vuole semplicemente monopolizzare l’esercito a chi, addirittura, approfitta della situazione per organizzare una vendita di schiavi e un traffico illecito di organi umani.

Lo scenario è da incubo ma grazie al certosino lavoro del Dedsec potremo riuscire a riportare un raggio di luce nella sempre più grigia Londra. Un lavoro immane per un solo eroe, ed ecco quindi che uno dei nostri compiti sarà quello di assoldare in mezzo al normale flusso di persone incontrate ogni giorno, i possibili soldati della ribellione che smartphone alla mano libereranno la capitale della “Terra d’Albione”. Il processo di reclutamento avviene tramite una prima scansione del possibile candidato hackerando il sistema per avere subito una scheda con i dati sensibili e le caratteristiche della persona. Se queste sono affini al nostro scopo, allora potremo approcciarle e iniziare l’arruolamento vero e proprio. Ovviamente nessuno fa niente per niente e quindi per poterci garantire i servigi del nuovo soldato di ventura, dovremo sottostare a qualche richiesta. Questo schema apre ovviamente una serie di missioni parallele dove dovremo cercare di risolvere i problemi dei nuovi arruolati, dal ritrovamento di un particolare documento scottante all’eliminazione di un sicario pagato da qualcuno per farlo fuori.

Ogni elemento portato all’interno del nostro gruppo può essere assoldato per un particolare tipo di missione e potremo scegliere di sfruttare le sue caratteristiche peculiari a seconda del compito da portare a termine. Un sistema ingegnoso e ben costruito sulla carta, che però funziona al di sotto delle aspettative, perché anche se ben caratterizzati e distinti, i vari personaggi lavoreranno più o meno tutti allo stesso modo. Certo, ci saranno quelli più esperti nell’hacking che svolgeranno il lavoro in modo più rapido ed efficace rispetto ad altri, così come ci saranno quelli che sapranno affrontare meglio gli avversari in combattimento, ma il modus operandi rimarrà più o meno lo stesso per tutti.

Come detto ci saranno quelli che suggeriranno un tipo di utilizzo anziché un altro, ma nella stragrande maggioranza delle volte i personaggi utilizzati saranno tutti accomunati da approcci facilmente interscambiabili, il che spesso scoraggerà il cambio in corsa del protagonista, a meno che non si sia davvero obbligati. I nostri eroi, infatti, non sono certo immortali e capiterà che possano incorrere in spiacevoli incidenti che li metteranno fuori gioco per un po' di tempo o, in alternativa, li porteranno direttamente alla morte.

Watch Dogs Legion introduce per la prima volta nella serie il Permadeath, ovvero la morte definitiva del vostro eroe. Non solo, se perderete tutti i membri del vostro gruppo la partita finirà, lasciando la vittoria ai vostri avversari. Usare o meno il permadeath è a vostra discrezione ed è una scelta da effettuare immediatamente dopo la prima missione, quindi valutate per bene il vostro approccio. Se sceglierete di non usare il Permadeath i personaggi catturati o feriti rimarranno fuori gioco per un certo periodo di tempo. Per cercare di limitare la durata della permanenza in gattabuia o in ospedale vi conviene assoldare nel vostro gruppo medici e avvocati, che vi garantiranno tempi di rientro decisamente più rapidi.

Se conoscete la serie e avete apprezzato Watch Dogs 2, Legion apparirà come un piacevole rientro a casa, dal momento che Ubisoft ha praticamente lasciato immutato il sistema di gioco, che si alterna sempre tra le classiche missioni primarie e secondarie e gli spostamenti a bordo di mezzi (occhio alla guida a sinistra!) e a bordo di droni da trasporto, che consentono di tagliare il traffico e i cattivi incontri con le forze dell’ordine. L’approccio alle missioni può essere a totale discrezione del giocatore, affrontando il compito in maniera più discreta e accorta, oppure in modo più diretto con la diretta conseguenza di dover sguainare un armamentario più vario rispetto agli altri capitoli, ma non certo infinito nelle munizioni a disposizione. Rimane anche il combattimento corpo a corpo, che con un buon tempismo riesce a regalare qualche soddisfazione. L’approccio più stealth, associato anche alla possibilità di avvalersi di tutta una serie di gadget tecnologici, dallo spiderbot al drone, fino ad arrivare al mantello invisibile, è quello che regala sicuramente più soddisfazione, anche se però c’è un grande “ma…”

Il “ma…” è legato alla vostra volontà di chiudere un occhio su una intelligenza artificiale davvero molto carente, che spesso tenderà a rendere troppo agevole il vostro compito mettendovi di fronte comportamenti dei vostri antagonisti davvero molto poco verosimili. La conseguenza, a lungo andare è lo scarso incentivo dato al giocatore per variare l’approccio alla soluzione della missione, perché una volta individuati i punti deboli dell’avversario basterà “copincollare” il tutto fino al raggiungimento dell’obbiettivo.

Un vero peccato, perché Watch Dogs Legion 3 propone una trama ricca di colpi di scena di situazioni davvero avvincenti e degni del miglior Techno-Thriller sulla piazza, ma vanifica tutto questo sforzo narrativo con una cronica deficienza della IA e con una struttura delle missioni davvero troppo ripetitiva e con meno mordente rispetto al passato. La nostra convinzione che, in qualche modo, Watch Dogs faccia quasi di tutto per “buttarsi via”, trova ulteriore riscontro nella caratterizzazione dei personaggi, che sembrano fare di tutto mostrarsi sempre ben al di sopra delle righe, con il risultato di avere una storyline molto ben scritta e congegnata, con temi forti e adulti, interpretati però da personaggi che per caratteristiche fisiche e doppiaggio (noi abbiamo provato la versione inglese ma è prevista una versione interamente localizzata in italiano), sembrano quasi voler apparire molto grotteschi e macchiettistici.

Niente da dire, invece, sul fronte tecnico. Testa su Xbox One X, Legion si è dimostrato sempre molto agile in qualsiasi situazione, con una ottima mole poligonale e ricca di effetti grafici. Ovviamente testeremo a brevissimo la versione su Series X. Molto buona la colonna sonora e più in generale gli effetti audio.

7,5
Una prova piuttosto opaca, questa di Legion. Dopo aver corretto la rotta con Watch Dogs 2, Ubisoft inciampa in questo terzo episodio, non riuscendo a bissarne le ottime impressioni. A fronte di una storia ricca di colpi di scena e ben scritta, le carenze dell’intelligenza artificiale e una struttura delle missioni troppo simili smorzano gli entusiasmi anche dei fans della prim’ora. Insomma, intrattiene ma non appassiona.