Recensione WRC 10: riuscirà Kylotonn a festeggiare i 50 anni del campionato?

di Fabio Fundoni

Episodio importante, quello che dovrebbe festeggiare un cinquantesimo anniversario. No, non certo della saga videoludica in questione, ma dello sport motoristico che si rappresenta, ovviamente. Questo è il destino capitato alla serie WRC che proprio all'arrivo del suo decimo episodio si è ritrovata a celebrare l’importante ricorrenza riguardante il mondiale ufficiale di rally. Alla guida troviamo ancora una volta i Kylotonn, team di sviluppo francese che negli ultimi anni ha legato il proprio nome a giochi ad alta velocità come WRC, appunto, e Isle of Man TT: Ride of the Edge. Con il passare degli anni abbiamo visto i ragazzi d’oltralpe prendere sempre più confidenza con i propri prodotti e proprio WRC ha fatto importanti passi avanti, motivo per cui attendevamo il decimo episodio con particolare interesse. D’altro canto oltre ad arrivare a cifra tonda, WRC 10 è il primo titolo “Kylotonnico” sviluppato per nuove console, se si passa sopra al fatto che WRC 9 ha goduto di un discreto aggiornamento gratuito per Series X/S e PlayStation 5. Insomma, c’erano tutte le premesse per attendersi un titolo capace di portare avanti il progetto di crescita del brand ma, ve lo diciamo subito, non tutto sembra essere andato come da previsioni.

Sin dai primi minuti di gioco l’effetto di “déjà vu” è fortissimo, tanto che chi ha giocato a WRC 9 si sentirà decisamente a casa. Il problema è che ci si sentirà anche troppo, a casa. Insomma, già dalle prime battute sembra di essere rimasti al precedente episodio e, a ben vedere, il proseguimento del nostro cammino non è riuscito a smentire la sensazione.  Il menù iniziale offre la solita lista di opzioni suddivise tra il gioco in singolo e in multiplayer, con la novità, come anticipato, di una sezione dedicata ai momenti storici che hanno segnato questi 50 anni della storia del Rally. Dal punto di vista puramente contenutistico, WRC 10 sembra promettere molto bene: le squadre ufficiali WRC, WRC 2, WRC 3 e WRC Junior più diversi team storici e a ognuno di questi va ovviamente ad affiancarsi la corrispettiva vettura. Si passa dagli attuali bolidi sino ad arrivare alla vetture più iconiche dei tempi che furono, tra Lancia Delta (mitico “deltone), Toyota Celica e altri pezzi pregiati. La resa di ognuno di questi sogni a quattro ruote non è ineccepibile, ma mostra una discreta cura nella realizzazione dei particolari esterni e interni. 

Buona varietà anche per i tracciati, a partire dalle sette location storiche suddivise in svariati eventi che faranno vibrare il cuore degli appassionati di lunga data: chi non vorrebbe rivivere il mitico rally di San Remo del 1981? Se siete troppo giovani per ricordarvene, potrete cogliere l’occasione per conoscere un pezzo di storia del vostro sport preferito. A margine segnaliamo, però, alcune mancanze nel calendario attuale, dove arrivano i nuovi rally del campionato attuale, come Belgio e Croazia, ma si nota ancora una volta la mancanza di alcune tappe reali. L’appassionato storce il naso, l’utente medio si bea comunque di una buona varietà. Varietà che sembra essere presente anche online, grazie al supporto promesso per tutti gli amanti degli esports, con Kylotonn che si impegna a offrire nuove sfide a cadenza giornaliera e settimanale.

Le modalità in singolo offrono praticamente gli stessi contenuti del passato ed è ancora una volta la carriera a rappresentarne il fulcro. Dopo una prima prova che permetterà al gioco di capire la vostra abilità al volante, sarà il momento di iniziare l’avventura nel mondo del rally dalla classe che più vi si addice, impersonando nuovamente il doppio ruolo di manager e pilota (con qualche variante sul tema con il procedere del gioco). Purtroppo però, la sensazione di “già visto” qui risulta particolarmente marcata, a partire dal nostro quartier generale che sembra essere stato copia-incollato da WRC 9. Si gestisce il team e i suoi membri, si sceglie cosa fare durante il calendario, si punta a migliorare squadra e la propria fama coni costruttori e via dicendo, con l’unica aggiunta degli eventi storici dei già citati 50 anni. Ok, la carriera funzionava bene in passato, ma non ci sembra questo un motivo per riproporla praticamente identica. Delusione.

Una vettura che meriterebbe una nuova carrozzeria

Insomma, il panorama è chiaro: un buon numero di contenuti ma sin troppo simili a quanto già visto. Anche dal punto di vista tecnico non c’è stato il salto in avanti che era logico attendersi, a partire dall’impatto grafico. I modelli delle tante vetture disponibili non sono realizzati male, ma rimangono ben lontani da quello che le console di nuova generazione hanno dimostrato di poter fare. Alla stessa maniera le ambientazioni sembrano ancorate alla media di PlayStation 4 e Xbox One, pagando anche una scelta cromatica non proprio vincente e talvolta davvero troppo spenta. WRC 10 permette di scegliere tra tre impostazioni video: una dove viene privilegiata la qualità dell’immagine a discapito della fluidità, una che è l’esatto opposto e permette di puntare sul frame rate e una che cerca di posizionarsi a metà tra le precedenti. A conti fatti, nessuna delle tre opzioni riesce a restituire un frame rate stabile e anche sacrificando l’impatto visivo saremo soggetti a rallentamenti soprattutto in situazioni di maltempo. Ovviamente la situazione peggiora nelle altre impostazioni, dove abbiamo riscontrato chiari bug grafici tra cui un fastidioso sfarfallio dell’hud. Forse qualche patch futura potrà correggere alcune criticità, ma a oggi la resa grafica è semplicemente mediocre e fa il paio con quella sonora, dove i motori emettono un rumore ben lontano dai rombi che ci si aspetterebbe da simili vetture.

Un po’ meglio la giocabilità, a patto di tenere da conto che ancora una volta WRC 10 cerca e trova una gameplay tendenzialmente arcade ma con alcuni interessanti elementi simulativi. Ci sono davvero tante regolazioni da fare sulla nostra vettura e le diverse categorie riescono a restituire una buona sensazione di guida, per quanto la fisica sia ancora “leggera” e spesso ci si trovi davanti a ribaltamenti un po’ troppo esagerati per quello che dovrebbe essere il rapporto reale tra velocità e peso delle automobili. Ad ogni modo la risposta dei controlli è buona e sembra essere stata disegnata per calzare più sui controller che sui volanti. L’utilizzo di freni, sterzo e freno a mano necessità impegno e tempo da dedicare all’apprendimento, soprattutto se si vuole arrivare a eseguire le curve più strette con reale efficacia. Anche qui, però, le sensazioni positive vengono mitigate dal fatto che non si sente una reale evoluzione rispetto a WRC 9 e se avrete già giocato l’episodio dello scorso anno non farete assolutamente fatica a prendere la mano con questo, se non per il fatto che le nuove tappe necessitano apprendimento e non mancano prove decisamente lunghe in cui è vietato  distrarsi. 

Va detto che WRC 10 riesce a sfruttare per bene le qualità uniche del DualSense, quindi se giocherete con PlayStation 5 godrete sia dei grilletti adattivi che dei motorini interni, in grado di restituire nelle vostre mani sensazioni come cambio di marcia, frenate al limite e disconnessioni del terreno, abbinate allo sfruttamento intelligente del microfono presente nel controller. Peccato che anche dal punto di vista del gameplay non manchi qualche bug: ad esempio siamo assolutamente sicuri in alcuni tornanti di aver stretto molto la traiettoria, ma di non aver colpito alcun ostacolo visibile, mentre in game siamo cozzati come se avessimo preso in pieno qualche masso o un elemento simile. Che dire, purtroppo WRC 10 non riesce a rendere realmente onore ai 50 anni di anniversario di uno dei campionati più divertenti e appassionanti del motorsport, limitandosi a offrire ben poche novità e a poggiare sin troppo su un impianto già visto. Il tutto, inoltre, è condito da diversi bug e da un comparto tecnico deludente praticamente da ogni punto di vista. Non neghiamo la presenza di tanti contenuti, ma questi da soli non riescono a tenere a galla un titolo che doveva segnare l’ingresso nella nuova generazione mentre invece ha fatto notare in quasi totale immobilismo.

6.5
Kylotonn, cosa mi combini? Dopo anni di costanti miglioramenti, la saga di WRC sembra essersi arenata in questo decimo episodio. WRC 10 patisce un quasi totale immobilismo da parte del team di sviluppo che sembra essersi limitato agli aggiornamenti “stagionali” con l’aggiunta dei contenuti dedicati al cinquantesimo anniversario del campionato ufficiale. Ci siamo ritrovati tra le mani un prodotto che praticamente non ha nulla da dire in più rispetto al suo predecessore, con una realizzazione tecnica accompagnata da tante incertezze e una carriera che, per quanto ben orchestrata, è praticamente la fotocopia di quella passata. Il modello di guida è ancora in bilico tra elementi simulativi en arcade, ma tolta una fisica un po’ troppo “leggera” rimane godibile, soprattutto pad alla mano, con la versione PlayStation 5 che gode di un buon sfruttamento delle specifiche uniche del Dual Sense. Dispiace, insomma, vedere una simile frenata nello sviluppo, visto che pian piano WRC stava risalendo la china grazie all’impegno di un team di sviluppatori che probabilmente è incappato in qualche “buca” sul percorso. O avverrà qualche miracolo in fase di patch o il nostro consiglio è quello di continuare a giocare a WRC 9 e attendere il capitolo 11.