Recensione The Falconeer: Il Falco plana su Xbox Series X!

Recensione The Falconeer: Il Falco plana su Xbox Series X!
di Roberto Vicario

Tomas Sala è un veterano dell’industria videoludica. Un uomo che dopo quasi vent’anni all’interno dell’industria ha deciso di percorre la strada del mercato indie e a basso budget, portando alla luce questo progetto sviluppato in completa solitudine, eccezione fatta per per qualche piccola influenza esterna in ambiti come quello del sonoro. The Falconeer, questo il nome del gioco, non è certo il primo gioco sviluppato da un solo sviluppatore, ma sarebbe ingeneroso nei confronti di Sala, non sottolineare l’ottimo lavoro svolto sotto molteplici aspetti in materia di sviluppo, nonostante un risultato finale che diverte ma non convince pienamente. 

In questo particolare gioco di volo vestiremo i panni dei “falconieri” abili piloti di Falchi da guerra che da sempre difendo le terre del Grande Ursee. Anzi, ad essere precisi, i mari! Sì, perché Grande Ursee è una vasta distesa di acqua, sulla quale trovano spazio qua e là dei piccoli atolli spesso in guerra tra loro. Gli amanti delle trame lineari e ricche di spiegazioni, qui non troveranno sicuramente pane per i loro denti. Lo stile narrativo scelto da Sala è infatti sottrattivo e legato in maniera estremamente forte alla lore. Dalla possibilità di giocare i capitoli in maniera libera, passando per una serie di protagonisti che cambiano in sella al destriero volante e fino ad arrivare ad una serie di dialoghi a volte un po’ criptici. Lo stile scelto è quello che fa dell’esplorazione e del’analisi una parte determinate dell’esperienza, cosa che potrebbe non incontrare i gusti di tutti i giocatori.

Dove invece il gioco brilla in maniera decisamente più consistente è nel gameplay. Un sistema di gioco tutt’altro che dolce, che chiede un attimo di tempo per essere assimilato e governato, esattamente come il rapace che ai nostri comandi si libra nell’aria. Ci sarà una barra della stamina da tenere sempre sotto controllo e prendere o perdere velocità spesso dipenderà dal volo orizzontale verso il cielo o verso l’acqua. Tutto questo ci porta a parlare della parte più entusiasmante tra tutte: i dogfight. I duelli aerei contro i nemici sono intriganti e gestiti in maniera davvero convincente. Il gioco sfrutta un sistema di shooting che tiene conto della direzione del nostro uccello rispetto a quello dell’avversario, e questo ci chiederà spesso e volentieri di intuire dove si muoverà la minaccia per anticipare i movimenti e quindi colpire. Peccato che questi combattimenti, alla lunga, diventano ripetitivi. Il problema è legato principalmente alla progressione del gioco. La storia, al netto di una fase esplorativa che ci permetterà di scoprire e visitare luoghi dal grande impatto visivo, spesso ci richiede di fare le solite cose, e sulla lunga distanza il tutto iniziare a pesare e sembrare ripetitivo. Un peccato, anche perché boss fight e altre piccole situazioni, hanno solo lasciato un piccolo accenno di quello che si sarebbe potuto fare con il gioco. 

Nel gioco è inoltre presente anche una piccola componente ruolistica, con la possibilità di migliorare sia il personaggio che stiamo utilizzando ma soprattutto il nostro rapace, attraverso degli oggetti chiamati “canti”.

Chiudiamo parlando dell’aspetto tecnico del gioco. The Falconeer permette di essere giocato su Series X con due differenti settaggi: a 4K e 60fps oppure a 1080 e 120fps. Noi lo abbiamo giocato con il primo settaggio e vi possiamo dire che la fluidità regnava sovrana. Anche lo stile grafico, pur non avendo una carica poligonale da far cadere la mascella, è riuscito a regalare momenti visivi davvero epici, merito soprattutto di una direzione artistica ispirata e convincente.

7
The Falconeer è un titolo tutt'altro che perfetto, ma se pensiamo che è stato interamente sviluppato da una singola persona, non si può negare che il lavoro finale è più che dignitoso. Un combat system in grado di ricordare titoli gloriosi come Star Fox, falcidiato purtroppo da una progressione troppo ripetitiva e un open world che porge il fianco a troppi punti morti. Se siete comunque alla ricerca di un buon titolo di combattimenti aerei, buttateci un occhio, potreste restare piacevolmente sorpresi.