Recensione Star Drift Evolution: quando velocità fa rima con semplicità

di Simone Marcocchi

A ridosso dall’uscita della recensione di Art of Rally sulle nostre pagine - se non l’avete ancora letta correte a farlo -, torniamo a parlare di racing arcade con Star Drift Evolution che pur essendo un altro team di sviluppo, riesce a correggere, ridefinire e migliorare i difetti del gioco targato Funselektor Labs Inc.

GIOCARE DI SPONDA

Sotto l’egida del motore Unity, Star Drift Evolution arriva come diretta… evoluzione dell’omonimo gioco di casa Catze. All’iconica grafica top-down infatti, rimasta intatta anche in questa produzione più moderna, si affianca la possibilità di vedere i mezzi con la visuale dal cofano o da dietro il mezzo. Quest’ultima è forse quella ottimale, in quanto la visuale dall’alto non permette di anticipare ogni sequenza di curva con precisione, nonostante l’ampia visuale, quella del cofano invece diventa molto complessa da gestire nel momento in cui si deve driblare, curvare, schivare e in generale cambiare direzione con estrema frequenza.

L’offerta di gioco prevede di sfruttare, trovare ed acquistare fino a cinquanta vetture, ciascuna delle quali dotata di proprie caratteristiche e bilanciamenti che andranno ad arricchire non solamente il vostro garage, ma che andranno ben conosciuti e testati sul campo affinché svolgano il proprio lavoro al meglio. Prima che pensiate di impazzire nella cernita del mezzo migliore, avendo un ventaglio di possibilità così ampio, sappiate che nella pratica sfrutterete tendenzialmente un ristretto numero di auto tra le più funzionali e versatili sulla maggior parte dei fondi stradali e che dovrete acquistare con il credito virtuale guadagnato vincendo le gare. Queste variabili però sono pensate per offrire una splendida sensazione di guida arcade calibrata per i pad - al pari di una produzione simile a Dirt 5 di Codemasters, per fare un esempio - in quanto ci sono una marea di variabili che entrano in gioco, tra cui ovviamente il peso della vettura in rapporto all’aderenza e velocità, con risultati per il feedback del giocatore, davvero al top. Gli ambienti delle gare cambiano parecchio e la differenza tra asfalto, sterrato, sabbia si percepisce non solo in modo tangibile, ma il suolo potrà a propria volta subire ulteriori cambiamenti (es. asfalto bagnato o simil-fango) e mutazioni non lineari nei dossi e in aree specifiche delle piste, così che la fisica sia calcolata affinché ci siano comportamenti tra i più vari.

Quanto detto non serve solo per descrivere il titolo in sé, ma anche per farvi capire quanto si scende in profondità nel gameplay perché oltre alla vittoria della gara in sé il gioco vi sfida a migliorare costantemente i vostri record proprio per la piacevolezza dei circuiti che, essendo anche non troppo lunghi, vi spingeranno ad approfondirne lo studio proprio perché diversi e molto divertenti. Per ottimizzare il proprio risultato si dovrà imparare non solo le basi della guida, ma dosare una frenata, tirare il freno a mano e impostare la curva adeguatamente per ruotare il muso del bolide intorno ad un ostacolo, evitandolo e guadagnando così terreno e velocità, nel modo più rischioso possibile (o perdendo secondi preziosi in caso di insuccesso) come solo Ken Block riesce a fare e se ci riuscite si avverte una pura scarica di adrenalina.

La difficoltà è ben calibrata nel non essere mai troppo punitiva né contro gli avversari o in gare impossibili, ma con una complessità tale da solleticare sempre la voglia di sfida  - e questo è un bene -. Giocare significa sbloccare stelle - nomen omen - che serviranno poi per sbloccare altre gare speciali o altri campionati, oltre ad avere accesso alla possibilità di acquisto di nuove vetture (alcune delle quali assolutamente folli). Ci sono pochissime sbavature, alcune delle quali ad esempio riguardano alcune scorciatoie che portano una penalità - quelle accessibili sono dichiarate, ma in alcuni casi non è sempre chiara la logica - e che forse con un paio di campionati in più non sarebbe stato male - ma è anche vero che in proporzione costa poco e offre molto -, unito al fatto che in certe piste non sono sempre visibilissimi alcuni pattern, fondamentali per comprendere al meglio il tracciato. Si parla comunque di un’ombreggiatura trascurabile, i tracciati, le scelte e i mezzi sono stati incredibilmente testati per offrire sfida e divertimento a tutti in modo avanzato e professionale, quindi saltateci dentro senza remore. 

9
Star Drift Evolution - al netto del paragone con altri indie racing - risulta essere non solo il più conveniente, ma anche uno dei migliori esponenti del genere. Se amate il genere di quegli arcade che puntano ad offrire un’ottima curva di sfida-apprendimento, arrivando a dare a tutti del filo (spinato) da torcere allora questa è la scelta giusta. Cambiando carena ad un gioco simile, immaginandolo quindi con la mole poligonale ad esempio dell’ultimo Dirt 5, non ne uscirebbe assolutamente male, anzi, perché il rapporto e lo studio del fondo stradale e dell’impatto delle vetture su di esso, ciascuna con un numero elevato di varianti è davvero ottimo.