Recensione Snowrunner: un verricello per amico

Il fascino dello sterrato

Recensione Snowrunner: un verricello per amico
di Andrea Casetti

Dal nome, il gioco SnowRunner potrebbe ispirare dinamicità facendo pensare a un titolo votato alla velocità e alla frenesia, arricchita sicuramente da un buon quantitativo di neve, visto il prefisso “snow”. Nulla di più sbagliato, almeno per la prima parte del pensiero, in quanto per fare un parallelismo nel mondo delle due ruote, SnowRunner si avvicina molto più ai tecnicismi del trial piuttosto che alla velocità del motocross.

Per un lasso di tempo non indifferente SnowRunner ha rischiato di essere commercializzato come MudRunner 2, da cui eredita impostazione e spirito. Probabilmente il team di sviluppo ha voluto evidenziare la grossa novità di questo sequel ad honorem, ovvero l’introduzione delle ambientazioni innevate dell’Alaska. 

Tra America e Russia

SnowRunner è una sorta di simulatore di camion e fuoristrada, in quanto la stragrande maggioranza delle ambientazioni presenti si dirama su terreni non asfaltati, salvo tratti che vi impegneranno per una percentuale minima del vostro tempo.

Le aree di gioco sono una dozzina, divise tra Michigan, Tajmyr (Siberia) e Alaska, ciascuna delle quali popolate da mezzi caratteristici che spaziano dai piccoli fuoristrada ai trattori stradali, senza dimenticare immensi bestioni per il trasporto di carichi eccezionali. Il conteggio dei veicoli arriva a 40 con una discreta varietà tra produzioni di stampo statunitense e altri provenienti dalla Russia, ciascuno dei quali contraddistinto da caratteristiche uniche che contemplano ovviamente peso, potenza, capacità di carico ma anche la presenza delle quattro (o più) ruote motrici, il blocco dei differenziali e tutti quei dettagli che li rendono più o meno adatti ai vari incarichi.

Ogni veicolo è personalizzabile e potenziabile, ad esempio con pneumatici da fuoristrada piuttosto che upgrades per motore e sospensioni, capaci di rendere più scattante il mezzo, anche se ciascun miglioramento ha controindicazioni. Ad esempio, le gomme da fuoristrada sono meno performanti sull’asfalto, un motore più potente consumerà più velocemente il carburante (aumentando quindi il rischio di rimanere a secco), mentre le sospensioni alte sono fondamentali per i guadi, ma rendono inevitabilmente il veicolo più propenso a ribaltarsi. Scegliere quindi il giusto equipaggiamento prima di una sortita è di fondamentale importanza. 

Abbozzo di narrativa

Ogni area di gioco è contraddistinta da una vasta mappa con torri che vi permetteranno di scoprire parte del territorio. In ciascuna di esse ci sarà un garage in cui potrete gestire i vostri veicoli, luoghi in cui recuperare materiali (segherie piuttosto che magazzini) e quindi i luoghi dove potrete iniziare gli incarichi, i quali spaziano dal portare materie prime per la ricostruzione di un ponte crollato piuttosto che andare a ispezionare le pompe per il drenaggio delle zone paludose oppure aiutare a smuovere camion bloccati nel fango.

Rispetto a MudRunner, in questo caso, gli sviluppatori si sono sforzati a costruire una storia dietro a tutti gli incarichi che dovrete portare a termine. Giusto per fare un esempio, l’area del Michigan è stata devastata da una alluvione che ha reso i terreni un acquitrino, ha abbattuto ponti e tralicci. Si tratta quindi di rimboccarsi le maniche, scaldare i motori e darsi da fare per far tornare l’area allo splendore originale.

C’è di buono che tutte le aree sono accessibili sin dall’inizio, anche se va detto che non è semplice districarsi tra i meandri di un menu cervellotico che a volte vi farà perdere la bussola. 

Tecnica sopraffina

Ma veniamo al gameplay. Molti di voi si staranno chiedendo che gusto possa esserci nel guidare un camion. Ebbene, il bello di questo SnowRunner è nascosto nel rigore con cui è stata simulata la fisica dei veicoli, focalizzata sulla trazione delle singole ruote, il modo in cui i singoli terreni forniscono aderenza e come si deformano al vostro passaggio causandovi lo sprofondamento piuttosto che l’avanzamento. Appena devierete dal nastro asfaltato vi accorgerete di quanto sia complesso avanzare di soli dieci metri nel fango, specialmente all’inizio quando dovrete cavarvela alla meno peggio con un camion equipaggiato con gli pneumatici stradali. Appena avrete a che fare col fango (oppure ancora peggio con la neve), vi accorgerete di come accelerare a tavoletta trasformi il gioco in un simulatore di frullatore facendovi semplicemente scavare e sprofondare, annullando ogni possibilità di riuscita. In queste circostanze occorrerà sfoderare marce corte, blocco differenziale, trazione integrale e… buon senso per parzializzare il più possibile il gas in modo da smuovere alla meno peggio il vostro veicolo, magari aiutandosi con lo sterzo per spianare leggermente l’area delle ruote anteriori.

Un verricello per amico

In vostro soccorso verrà anche quello che si rivelerà il vostro migliore amico, ovvero il verricello, capace davvero di distogliervi dalla gran parte delle situazioni scottanti in cui vi caccerete nel girovagare tra una mappa e l’altra. Peccato solo che non sempre ci saranno punti di ancoraggio utili al verricello, oppure i fustelli presenti si sradicheranno sotto il peso del vostro bolide da più tonnellate, quindi il rischio di rimanere impantanati e consumare tutto il carburante è sempre dietro l’angolo. In quelle circostanza rimane sempre l’opzione di recupero che vi trasporterà al garage, ma il carico e i rimorchi li dovrete lasciare sul posto.

Va inoltre detto che SnowRunner si addolcisce rispetto a MudRanner nelle fasi di carico e scarico dei mezzi: se nel prequel le fasi di carico della legna erano quanto meno macchinose e noiose, con l’obbligo di manovrare una laboriosa gru tramite gli stick analogici del vostro Dualshock, in questo caso il tutto è stato affinato e, soprattutto, è stata aggiunta l’opzione di carico automatica, che vi consentirà di sbrigarvela con la semplice pressione del tasto X.

Dal punto di vista del gameplay, quindi, a detto che il gioco se la cava egregiamente e non farà alcun complimento per trovare escamotages per mettervi in difficoltà. 

Città fantasma

E l’aver sparso i potenziamenti nei meandri più nascosti della mappa è un incentivo ad esplorare le aree nella loro interezza, anche se spesso e volentieri si può arrivare a chiedersi che senso abbia trovare un potenziamento per il vostro fuoristrada nascosto in un casolare in cima a un sentiero desolato.

Infine peccato per l’assenza di qualsiasi forma di vita, a partire dalla fauna senza dimenticare il traffico, che potrebbe essere introdotto come ulteriore difficoltà nel girovagare tra una meta e l’altra.

Il tutto può essere mitigato dal multiplayer in co-op che vi consente di condividere le mappe e gli obiettivi con i vostri amici online. 

Graficamente migliorabile

Graficamente il gioco è piuttosto bello a vedersi, con una caratterizzazione peculiare delle aree del gioco, tra un coloratissimo il Michigan (evidentemente nella fase autunnale), un’Alaska dominata dal bianco ghiaccio, e una Siberia contraddistinta da colori freddi.

Buona la caratterizzazione delle ambientazioni, con un discreto ammontare di poligoni a popolare lo schermo e qualche elemento mobile come le turbine eoliche, anche se le textures sono mediamente scarse e il computo dei difetti grafici non si contano (le ombre assenti sui ponti ricostruiti, un pop up vistoso e il fango centrifugato dalle ruote che passa attraverso la lamiera).

Un ultimo paragrafo se lo guadagna la gestione della telecamera, che diventa parte integrante del gameplay: nella visuale esterna diventa un grado di libertà per visualizzare la trazione di ogni singola ruota, ma nei tratti “veloci” (scordatevi comunque di sfiorare i 100 km/h) la gestione della visuale rimane nelle vostre mani, con non poche difficoltà. Pensate inoltre se doveste affrontare le missioni (e le retromarce) con la visuale interna, come accadeva nell’integralista MudRunner…

8.5
SnowRunner è il seguito spirituale (e non solo) di MudRunner, un simulatore di fuoristrada intransigente ed estremista, talmente tecnico da poter sembrare dedicato a un pubblico di nicchia, come appassionati di trial. Buona la gestione delle mappe, variegate e ben caratterizzate con tanti spunti per esplorarle. Discreto il parco auto, anche se qualche spunto in più (tipo volgere lo sguardo in Giappone?) sarebbe stato gradito. Peccato per l’assenza totale di esseri viventi e di traffico.