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Recensione Skydrift Infinity

Corse sugli aerei più pazzi del mondo

di Simone Rampazzi

Con il caldo torrido dietro le finestre e ferragosto all’orizzonte, fermarsi a giocare dentro casa al posto di godersi un po’ di frescura al mare sembra essere la soluzione peggiore da seguire in questo periodo.

A risolvere il problema ci pensa, almeno ipoteticamente e rafforzato dal condizionatore a palla, Skydrift Infinity, un titolo racing arcade sviluppato da Digital Reality pronto a condurci in cielo alla guida di aerei pronti a darsi battaglia senza esclusione di colpi.

Questa versione “infinity” funge da remastered al già noto nel settore Skydrift, uscito nell’ormai lontano 2011 nonché apprezzato dalla community di riferimento per il suo essere semplice, quanto divertente.

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Trattandosi di un racing game nudo e crudo, lo scopo del gioco è quello di partecipare a diverse competizioni su più tracciati, in cui chiaramente vince chi arriva per primo. Le regole sono piuttosto elementari e diciamo che, oltre all’abilità del pilota e alla difficoltà selezionata in partenza, a fare la differenza in ogni tracciato ci pensano i potenziamenti, essenzialmente quei classici power up da raccogliere in gara e usare al momento opportuno.

Come già visto in titoli sul generis, in questo caso parliamo di potenziamenti offensivi e difensivi, che potranno essere raccolti due per volta o, alla peggio, convertiti in turbo aggiuntivo per acquistare un po’ di velocità. Durante i giri se ne trovano diversi, sebbene la parte più divertente si riveli sempre quella di ricaricare il turbo autonomamente, volando nel modo più sconsiderato possibile vicino ai muri oppure al suolo.

Al posto di stravaganti personaggi da vedere in sella a kart originali, in Skydrift Infinity potremo soltanto ammirare uno tra i sedici aerei selezionabili presenti nel gioco, un piatto ricco a differenza del passato (dove erano solo otto) che garantisce anche un discreto livello di personalizzazione durante il gameplay nudo e crudo, viste le caratteristiche principali che ognuno di loro possiede in dotazione.

Per cambiare un minimo l’impatto visivo ci pensano le livree, ogni aereo ne ha quattro a disposizione da sbloccare, ma come avrete ben immaginato non essendoci una storia a corredo, o un senso particolare per decidersi a correre, il titolo offre un livello di longevità direttamente proporzionale alla voglia di mettersi alla prova oppure sbloccare gli achievement offerti su Steam.

A differenza del passato Digital Reality si è occupata di fare un semplice lavoro di restyling, purtroppo senza implementare in maniera sostanziosa la mole di circuiti o le modalità affrontabili durante il gioco, Potremo infatti decidere di gareggiare nelle classiche competizioni tutti contro tutti, oppure decretare chi fra i contendenti sia il più veloce tra tutti. Tradotto in gioco, esistono gare di potenza, velocità e sopravvivenza, suddivise in ordine sparso nelle sette gare presenti nella campagna.

Le gare di sopravvivenza si rivelano divertenti e adrenaliniche per via della loro struttura, poiché dovremo assolutamente evitare di restare troppi secondi all’ultimo posto per evitare l’eliminazione, mentre invece quelle di velocità eliminano completamente i potenziamenti, lasciando che sia l’abilità del pilota a parlare per esso (Toretto ne sarebbe fiero!).

Tornando agli aggiornamenti precedentemente menzionati, tra una versione e l’altra, fa capolino soltanto un nuovo tracciato originale, inseguito dalla possibilità di gareggiare nelle versioni “invertite” delle mappe già presenti nel gioco.

A completare l’offerta ci pensano le due modalità multigiocatore, pensate proprio per incrementare il divertimento in modo esponenziale, soprattutto nella parte da divano dove è possibile giocare in compagnia mediante la funzione di split screen. Fa davvero piacere inoltre segnalare che su Steam è attiva la modalità Remote Play Together.

Le basi per affermarsi ci sono, peccato che queste vengano un po’ messe in ombra proprio da un comparto tecnico piuttosto sottotono, insomma non in grado di reggere il passo con gli standard odierni.

Sembra infatti di avere tra le mani lo stesso gioco di dieci anni fa, complice una serie di sbavature piuttosto evidenti sia nella costruzione dello scenario di gioco, accompagnato da texture non proprio in grande rispolvero, e da aerei che sembrano invecchiati piuttosto male. Per fortuna il supporto al controller garantisce un minimo di affidabilità durante il gameplay, considerato soprattutto che basterà un non nulla per finire schiantati una volta colpito uno degli elementi dello scenario.

6.5
Skydrift Infinity si rivela un buon tentativo di rimettere in carreggiata questo racing arcade grazie alla scusa della remastered, finendo però purtroppo di essere un piccolo “vorrei ma non posso”. Tante buone idee ma, alla fine, tanto fumo e poco arrosto. Un peccato, poichè alla fine il gioco è anche piuttosto divertente se giocato con leggerezza.