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Recensione Rollerdrome: i pattini del futuro

Semplice, ma geniale, Rollerdrome è il grande ritorno alle atmosfere retrò anni' 70.

di Simone Marcocchi

Guardando Rollerdrome probabilmente penserete sia lo sport preferito di Max Payne e del graditissimo ritorno dello slow motion. Private Divisione esalta lo stile retrò dei film anni ‘70, incartando il contenuto in una confezione dall’aspetto simile a quello di Sable; è la voglia assassina di un concorrente di OlliOlli sui pattini, che non vuole avere avversari tra i piedi.

Siamo nel 2030, ma con una visione futuristica più simile a quella della fantascienza cinematografica anni ‘60-’70 e con il team di Roll7 che prosegue la propria sperimentazione di modelli e gameplay su (piccole) ruote, ma sempre più letali. Già nel 2022 avete letto la nostra recensione di OlliOlli World, ma con Rollerdrome è tutta un’altra storia, dato che sembra quel tipo di emancipazione che parte dalle proprie solide fondamenta per portare il concept ad un livello superiore. Basta infatti 1 GB di spazio e un hardware ultra-accessibile per poter scendere nelle arene di questo gioco, ma è tanto il carisma che trasuda in un gameplay semplice, ma anche complesso. Noi infatti vestiamo la tuta arancione e il casco di Kara Hassan che partecipa ad una gara popolare (e mortale) in cui gladiatori futuristici si massacrano, vivono e muoiono per fama e divertimento.

DANZA MORTALE

Già il tutorial ci aiuta a capire come muoverci, ma nella stessa diretta sul canale Twitch (che trovate se volete rivederla) emerge come non sia praticissimo ogni singolo comando o non sia chiaro come muoversi in ogni frangente (con precisione), mentre nelle caotiche battaglie tutto ciò che vi serve vi viene servito con una certa imparzialità e praticità, segno che vi basta molto meno per essere agili e letali di ciò che vi viene detto. Gli enormi skate-park in cui ci si deve cimentare dovranno essere imparati (pena la morte per troppe uscite dall’area che riduce la vita) e tutto è una splendida danza da governare.

Non si può cadere per aver sbagliato un trick, ma cimentarsi in ardite acrobazie diventa fondamentale per ricaricare le armi del proprio arsenale che andrà allargandosi nel tempo, anche se alcune di queste richiedono la pressione fino a tre tasti contemporaneamente – ragione per cui è fortemente suggerito il pad anche su PC -, mentre si ragiona e si studia in prospettiva ogni nemico da abbattere e non è comodissimo, soprattutto se una cosa semplice come cambiare direzione prevede un po’ troppi movimenti per essere fatto.

La struttura dell’azione è infatti rigida, parzialmente per aiutarvi ad automatizzare alcune cose, parzialmente viene in vostro sfavore quando ci si incastra in alcune sequenze. Graficamente è semplice ma davvero piacevole, non lunghissimo ma della giusta durata, tenendo conto che poi il risultato di una sessione potrà essere confrontato con altri giocatori (nel mondo) e spingerci a migliorare un record o una singola partita. Dato il prezzo budget, a sua volta scontato su alcuni store come offerta di lancio, il suggerimento è quello di approfittare subito di questo gioco, sperando che il brand possa evolversi sempre di più in altre produzioni.

8
Rollerdrome è una formula semplice e geniale, che al contempo è in parte vittima della propria struttura. Se le arene offrono un divertimento arcade vecchio stile, con un caos da controllare in stile Doom (2016), saettando in ogni dove, schivando e sparando, mentre anche solo ricaricare offre una certa sfida e tattica da gestire, dall’altra la struttura da padroneggiare non è comodissima e anche solo il cambio di direzione è legnoso, così come la quantità di tasti da premere nello stesso tempo non è poco. Non è neppure enorme come gioco in sé, ma di certo è divertente da fare e rifare per migliorare il proprio record e restare in arena il più possibile.