Recensione Mortal Kombat 11 Ultimate: un gioco, due storie

Recensione Mortal Kombat 11 Ultimate: un gioco, due storie
Tiscali GameSurf

Nonostante l’anno e mezzo di onorata carriera, l’ultima incarnazione della serie Mortal Kombat continua ad essere uno dei miglior picchiaduro in circolazione tanto su PC quanto sull’attuale generazione di console.

Un successo ampiamente meritato, grazie ad una base decisamente solida sulla quale NetherRealm Studios ha saputo “stratificare” a dovere nel corso del tempo, non solo attraverso l’introduzione di una una svariata sequenza di personaggi più o meno “famosi” (vedasi alcune icone degli action’movie anni 80’ come Rambo, Robocop e del T800 di Terminator), ma anche grazie all’aggiunta di nuove ed interessanti modalità di gioco, capaci di donare nuova linfa vita vitale tanto al multiplayer quanto alle vituperate opzioni dedicate al singolo giocatore.

Considerando la tanta carne al fuoco e l’imminente lancio di Xbox Series X e PlayStation 5 (a cui l’articolo fa riferimento), Netherealm non poteva pertanto esimersi dal dare una lucidata ad uno dei propri gioielli di famiglia, e riproporlo in una nuova veste “Ultimate” in grado racchiudere tutto il meglio (ed anche di più) di quanto visto fino ad oggi.

Un gioco, due storie

Come ampiamente accennato, Mortal Kombat 11 Ultimate rappresenta a tutti gli effetti la versione di Mortal Kombat 11 più completa di sempre, includendo oltre al gioco “base” anche gli oltre 30 contenuti scaricabili pubblicati dal lancio del gioco fino ad oggi.

Non parliamo solo della rivisitazione di combattenti (parliamo di un roster complessivo composto da più di 35 personaggi) già visti in altri capitoli della saga (Mileena e Rain giusto per citarne due) e di alcune interessanti guest star del calibro di Joker e Spawn, ma sopratutto dell’introduzione di diverse modalità accessorie, ivi compresa una nuova campagna per singolo giocatore (story mode) nota ai più con l’acronimo di Aftermath.

Se la prima parte dell’avventura era incentrata sul lungo viaggio di un gruppo disfunzionale di guerrieri fra le pieghe del tempo gestite da Kronica, in Aftermath il team di sviluppo ci consente di affrontare le fasi immediatamente successive all’incontro scontro con la dominatrice delle sabbie del tempo, dandoci questa volta l’opportunità di vestire i panni di quattro vecchie glorie dell’Outworld, ovvero, Nightwolf, Fujin, Sindel e soprattutto Shang Tsung, ispirato ancora volta alla figura dell’intramontabile Cary-Hiroyuki Tagawa.

Non mancano ovviamente le novità anche sul fronte multiplayer, dal momento che rispetto a quanto non accadeva nel Mortal Kombat 11 “originale”, sarà finalmente possibile utilizzare le varianti personalizzate delle combo (per un massimo di tre) dei lottatori anche nelle modalità competitive, fermo restando l’impossibilità di combinare determinate sequenze onde evitare associazioni potenzialmente penalizzanti per se o l’avversario di turno.

Sul fronte del gameplay chi ha già avuto modo di cimentarsi con Mortal Kombat 11, non faticherà moto a familiarizzare con questa sua declinazione Ultimate. La gestione del combattimento vero e proprio è infatti rimasta praticamente invariata (almeno post patch correttiva), con un Combat System equilibrato, scalabile quanto basta e decisamente “amichevole”, in grado di assecondare tanto i lottatori alle prime armi quanto quelli più avvezzi. Ovviamente, considerando la profondità e la varietà del sistema di combattimento offerto dal gioco, a fare la differenza sarà come sempre la conoscenza approfondita del moveset del personaggio sotto il proprio controllo e che darà modo di trasformare una cocente sconfitta in una sonora vittoria, magari da ostentare a suon di Fatality o di una ben più amichevole Friendship.

Next-gen si, no, forse

C’era molta curiosità attorno all’upgrade grafico promesso dal team di sviluppo sulla versione next-gen console del gioco. Ed effettivamente nel passaggio da PS4 a PS5 qualcosa di più s’è visto, sebbene non tanto quanto avremmo sperato. Intendiamoci, Mortal Kombat 11 Ultimate è e resta un gioia per gli occhi a prescindere dal fatto che giri su nuova o vecchia generazione, ma di sicuro avremmo gradito qualcosa in più di una “semplice” risoluzione dinamica in 4K che francamente non aggiunge molto di più rispetto alla sua controparte “standard”. Se non altro su Playstation 5, la presenza di un disco decisamente più performante ha il gran pregio di annullare i tempi di caricamento fra una schermata e l’altra, cosa particolarmente gradita sopratutto nel passaggio da una qualunque modalità alla Kripta, fondamentale per sbloccare oggetti ed equipaggiamenti utili per la personalizzazione dei vari combattenti.

8.5
Se non siete ancora in possesso di Mortal Kombat 11, questa sua declinazione Ultimate vale ampiamente i soldi che costa. Mortal Kombat 11 Ultimate si conferma, infatti, uno dei migliori picchiaduro degli ultimi anni e potrà garantirvi, nonstante l'età, ore ed ore di sicuro divertimento. Per quanti in possesso, invece, della versione standard del gioco, occorrerebbe al contrario valutare attentamente l'acquisto, dal momento che escludendo le trascurabili migliorie dedicate unicamente alla nuova generazione di console, il gioco non fa altro che riproporre in un'unica soluzione tutti i DLC prodotti per Mortal Kombat 11 nel corso degli oltre quindici mesi di onorata carriera.