Recensione Monsters at work

Spin off e sequel del film Pixar del 2001, lavori in corso torna a divertire i bambini tentando di esorcizzare le angosce (professionali ed esistenziali) degli adulti, con un solito cast di nuovi personaggi.

Recensione Monsters at work
di Elisa Giudici

Un ragazzone neolaureato di belle speranze e ottimi voti trova il lavoro dei suoi sogni, salvo poi affrontare una spaventosa crisi del comparto in cui andrà a lavorare, ritrovandosi indebitato, demansionato e circondato da colleghi bizzarri, in cerca di una nuova vocazione professionale. Sembra l'incipit di una serie comedy su giovani adulti squattrinati che vivono in una grande metropoli e devono fare i conti con la distanza tra le loro aspettative e la realtà della vita adulta. Invece il ragazzone è un mostro peloso con lunghe corna, perché questo è l'incipit di Lavori in corso, la serie animata Disney+ che fa da spin-off e sequel al film di Monsters & Co, cult dell'animazione Pixar 2001.

Al centro della scena c'è Tylor Tuskmon, un mostro neolaureato in spaventi che viene assunto alla Monsters Inc. proprio quando si sta riconvertendo da fabbrica di spaventi ad azienda che coltiva risate dei bambini per dare energia a Mostropoli. Tuskmon si ritrova così a venir spedito al MIFT, il misterioso reparto sotterraneo dell'azienda che raggruppa i manutentori della Monsters Inc. Senza conoscenze specifiche e senza predisposizione al lavoro di meccanico, Tylor si approccia al MIFT come a una realtà momentanea: seguirà corsi di comicità e arriverà al reparto delle risate, lasciandosi alle spalle i bizzarri colleghi manutentori. Il suo piano però finirà per scontrarsi con la mancanza di concretezza della sua visione ancora infantile dell'età adulta e della sfera lavorativa.

Le umanissime angosce professionali dei mostri

A colpire di Lavori in corso - come sempre capita nell'universo di Monsters & co - è come riesca a parlare alle angosce degli adulti senza perdersi per strada i bambini che vogliono divertirsi e sognare con un prodotto animato. Il discorsetto che Tylor si sente fare al primo giorno di lavoro da una ex compagna di corso (mai laureatasi eppure al suo stesso grado di mansioni) è uno dei tantissimi passaggi che caratterizzano da subito Tylor con un personaggio con le cui ansie è facile relazionarsi e le cui ingenuità saranno la colonna portante dello show. Ci sono anche Mike e Sulley, diventati all'improvviso CEO di un'azienda che deve profondamente ripensare sé stessa, ma è impressionante come Tylor riesca fin da subito a conquistare l'attenzione dello spettatore, pur essendo una new entry assoluta del mondo di Monsters & co.

Un po' The Office un po' Community, al suo avvio Lavori in corso sembra in tutto e per tutto una comedy ambientata nel mondo lavorativo, in cui si riconosce il tocco comico Pixar soprattutto nella caratterizzazione dei compagni di viaggio di Tylor. Un esempio su tutti è quello di Val Little, la ex compagna di classe di Tylor, capace di pronunciare raggelanti verità sull'essere adulti e poi spiegare divertita di aver disattivato il segnale acustico del suo mezzo di trasporto per poter lei stessa canticchiare il "biiip, biiiip!" mentre fa retromarcia.

Lavori in corso è ovviamente largamente debitore del geniale film originario di Pete Docter, Lee Unkrich e David Silverman. All'annuncio di Bob Iger dell'arrivo della serie spin off su Disney+ si era storto il naso: Disney avrebbe capitalizzato (di nuovo) su uno dei gioielli del catalogo Pixar? L'impressione di visione iniziale invece è molto positiva, almeno sulla base dei primi 2 dei 10 episodi che compongono la prima stagione e sono stati forniti in anteprima alla stampa. Non è chiaro se i brevi episodi animati da 25 minuti l'uno avranno una forza tale da affrancarsi dallo status di prodotto derivativo che vive di luce riflessa, ma il fatto che sin da subito sembri esserci un'idea di partenza forte e che guarda in faccia alle ansie professionali di tantissimi è rilevante.

Una comedy da ufficio animata

Oltre alla storia di amicizia toccante tra Sully e Boo (che è già stato confermato non farà qui la sua apparazione), il successo originario di Monsters & co. fu figlio della sua attenzione rivoluzionaria al mondo del lavoro, scorcio prettamente adulto che raramente aveva fatto capolino nell'animazione tradizionale statunitense fino ad allora. Il film di Docter ha fatto scuola, dettando la linea per una lunga serie di film animati più o meno concentrati sulle ossessioni della vita adulta. Lavori in corso mantiene quest'approccio e finisce per raccontare il cambiamento epocale di questo comparto: dalla noia cagionata dalla routine senza fine di cui era simbolo Sulley allo spaesamento di un mondo del lavoro contraddittorio, selvaggio e in equilibrio e precario che si ritrova ad affrontare Tylor.

L'unica concessione al buonismo è l'idea stessa di avere due capi comprensivi e alla mano come Mike e Sulley. Per il resto Monsters & Co. La serie - Lavori in corso rischia di essere molto più incisiva del previsto non tanto nella parte comica (figlia del nuovo standard Pixar e scritta quasi col pilota automatico) quanto piuttosto per la sua capacità di mettere il dito nella piaga delle nostre ansie professionali e immaturalità personali, aiutandosi a guardare con più chiarezza ai nostri limiti e spronandoci a cambiare.

A partire dal 7 luglio 2021, Monsters & Co. La serie - Lavori in corso arriverà ogni mercoledì su Disney+, per un totale di 10 episodi.

3/5
Se di operazione commerciale di tratta, quella di Lavori in corso denuncia ancora una volta quanto Monsters & co sia per Pixar una pellicola preziosa, una storia da maneggiare con grande cura. La serie animata che fa da spin off e sequel al film del 2001 parte subito con un'idea forte (che l'avvicina al mondo della comedy "da ufficio") e la voglia di crearsi un suo pantheon di personaggi. Le premesse per qualcosa che sia più che meramente nostalgico e derivativo ci sono tutte.