Recensione Marvel's Avengers: Crystal Dynamics punta tutto sui Vendicatori della Casa delle Idee

di Simone Rampazzi

Questo primo articolo che leggete sulle nostre pagine è frutto di due lunghe sessioni di gameplay dedicate alla campagna, operate per eccesso di zelo su console Xbox One X e su un PC di fascia alta, così da poter valutare il comparto tecnico nella sua interezza (vista la noiosa presenza di bug e glitch presenti nei due codici).

Abbiamo iniziato, e inizieremo a parlarvi, della campagna e di come Crystal Dynamics abbia deciso di personalizzare uno dei tanti contesti tratti dai comics della Casa delle Idee. In Marvel’s Avengers sentiremo parlare di Vendicatori e Inumani, dell’organizzazione AIM e di M.O.D.O.K., villain ricorrente in molte storie con protagonista Capitan America.

Trattandosi di un “game as a service”, la narrazione della campagna viene scandita da una serie di missioni gradevolmente lineari, pronte se non altro ad approfondire quanto basta il background della maggior parte degli attori sul palco, concentrandosi maggiormente sul personaggio esordiente del progetto: Kamala Khan alias Ms. Marvel.

AVENGERS UNITI

La storia di Marvel’s Avengers ha inizio a San Francisco, durante un contest organizzato dai Vendicatori per premiare il miglior scrittore di storie da far vivere ai potenti supereroi. Kamala Khan fa parte delle tante giovani promesse che sognano un incontro con i propri idoli, e lo si nota da ogni battuta o espressione che la ragazza esprime durante il percorso di tutorial scelto dagli sviluppatori per farci comprendere una parte dei comandi legati al gioco.

Senza nemmeno volerlo, però, quest’ultima viene coinvolta in uno dei tanti attacchi orchestrati dai nemici del gruppo di supereroi. Taskmaster attacca la città costringendo i Vendicatori a intervenire, da qui parte la sessione vista nella beta del gioco, ma gli enormi sforzi compiuti non basteranno a impedire l’esplosione del Terrigen, un cristallo che trasformato in gas si propaga per tutta San Francisco mutando in bozzoli alcuni dei cittadini che lo hanno inalato.

In gergo tecnico questo processo viene chiamato Terrigenesi, termine conosciuto sicuramente dai lettori dei comics della Marvel (spesso menzionato nelle storie degli Inumani), e si attiva solamente quando la nebbia terrigena viene inalata da qualcuno che in corpo ha del DNA inumano.

Passano cinque anni, i Vendicatori spariscono dalla circolazione e il mondo sembra essere sceso a patti con l’AIM, un’organizzazione che alla luce del sole sembra intenzionata ad aiutare il mondo, cercando però parallelamente di ripulirlo della presenza inumana. Casualmente Kamala scopre però una prova schiacciante dell’innocenza degli Avengers, siglati come responsabili del disastro, prova che però la inserisce in cima alla lista dei soggetti ricercati dall’AIM.

La fuga rocambolesca porterà Kamala a percorrere il lungo percorso necessario per far riunificare i supereroi, separati dall’A-Day, percorso che prevederà diverse battute di arresto proprio come nel più classico dei viaggi formativi dell’eroe. Assisteremo infatti a numerosi momenti di dubbio, incomprensioni, separazioni e riunificazioni, tra cui spiccherà la presenza di Kamala come anima ardimentosa riunificatrice del gruppo, un collante potente capace di ricordare ai supereroi i veri valori alla base della formazione dei potenti Vendicatori.

Chi si aspetta una storia che possa rivaleggiare con alcuni dei cicli fumettistici più famosi, per dire un Secret Empire o Civil War, resterà chiaramente deluso, ma siamo pronti a scommettere che Crystal Dynamics ha iniziato un lungo viaggio in compagnia dei potenti Vendicatori, viaggio che non vieta assolutamente di creare nuove storie da agganciare a questo corpo centrale (già si sta parlando di Occhio di Falco e Kate Bishop, tanto per dire).

Sinceramente alcuni ingressi potevano ricevere un minimo di approfondimento in più, se non altro perché dal susseguirsi dei vari capitoli della campagna sembra emergere un eccessivo interesse nei confronti di Kamala, elemento che lascia un po’ indietro altre figure controverse e interessanti del gruppo (come Hulk e Thor), che spesso fungono semplicemente da comparse. E vi garantisco che è un vero peccato!

FUORI DAL TRACCIATO

All’interno della Chimera, helicarrier dello SHIELD e HUB centrale del gioco, potremo consultare il tavolo operativo al fine di selezionare le diverse missioni proposte dal titolo, separate tra la main quest e le secondarie, quest’ultime identificate da attività accessorie come le prove nella sala HARM o le missioni iconiche dedicate ai singoli eroi presenti nel gruppo.

Trattandosi di un “game as a service”, ognuna delle attività svolte al suo interno è propedeutica allo sblocco di un gear sempre più potente da far equipaggiare al proprio alter ego digitale, accompagnato anche dall’acquisto di costumi e materiali iconici che ci permetteranno di personalizzare (un minimo) la nostra scheda social durante le missioni nella Zona di Guerra, dove è anche possibile giocare con altri giocatori.

Tornando un momento alla main quest, bisogna sottolineare come Marvel’s Avengers presenti una bella storia, spesso però azzoppata da un livello pericoloso di ripetitività: ogni missione può essere portata a termine conquistando determinate zone, sconfiggendo i soliti nemici e/o salvando un numero preciso di alleati. Ecco, in questo caso speriamo vivamente che Crystal Dynamics si metta al lavoro sull’inserire eventi, mini boss fight e molto altro ancora, un modo per diversificare l’offerta ascoltando contestualmente la moltitudine di feedback spesi dai giocatori in merito.

Un altro piccolo aspetto che andrebbe sottolineato riguarda la durata: la campagna del titolo di Crystal Dynamics può essere completata in una decina di ore.

Il sistema di gioco prevede che ogni personaggio sfrutti un sistema di mosse preciso, un moveset che intervalla attacchi leggeri e potenti, inserendo nella formula una diversificazione relativa alla barra di energia posizionata sotto la vita, che influenza lo stile di gioco a seconda del personaggio selezionato. Per Hulk la pressione prolungata del tasto RT gli permette di sfruttare la Furia, incrementando lievemente i danni e curando il personaggio per ogni colpo inferto, mentre al contrario la barra di energia su Iron Man determina il livello di carica della tuta, che si abbasserà ogni volta che sfrutteremo il reattore Arc.

La questione cambia per gli altri personaggi, sebbene la vera caratteristica distintiva soprattutto utile per valutarne l’utilità sul campo si rivela con le due mosse eroiche, accompagnate chiaramente dalla mossa eroica suprema, che può infliggere davvero enormi danni una volta potenziata a dovere.

Lo skill tree è suddiviso a seconda delle caratteristiche: il primo è dedicato alle mosse, quindi gli attacchi leggeri e pesanti e le varie combo ad essi collegate, il secondo si concentra sul potenziamento delle mosse eroiche, che ai livelli più elevati possono contare sull’attivazione di un modificatore che ne migliora l’utilizzo, arrivando infine alla pagina della maestria, utile a sbloccare potenziamenti passivi per il nostro personaggio.

Sinceramente ogni eroe si rivela divertente da utilizzare, ma avremmo preferito davvero vedere un roster più variegato sin dall’inizio, come avremmo preferito che la maggior parte dei potenziamenti trovati in giro per il mondo potessero essere quantomeno, un minimo, applicati visivamente sul personaggio. La pletora di oggetti droppati durante le missioni rappresenta un gear che si rivela utile solo a livello numerico, mentre per l’aspetto esteriore si può contare solo ed esclusivamente sulle skin, che lasciano un po’ il tempo che trovano e sono davvero molto risicate.

Marvel’s Avengers è un titolo che potenzialmente può offrire davvero tanto, soprattutto se Crystal Dynamics cercherà di lavorare alacremente al fine di supportarlo con contenuti sempre nuovi, magari rappresentati da DLC con una storia da raccontare. Al momento il bilanciamento della campagna lascia soddisfatti a metà, un discorso che comunque va soppesato nella valutazione finale del prodotto, giacché si tratta di un “game as a service” votato più al contesto multigiocatore, che a quello single player. Con l’apertura dei server e la possibilità di fare missioni in compagnia, daremo presto una valutazione completa per il prodotto