Recensione Kobra Kai: Metti il gioco, Togli il gioco. Subito

Recensione Kobra Kai: Metti il gioco, Togli il gioco. Subito
Tiscali GameSurf

34 anni fa, a causa di un calcio irregolare...

Siamo tutti ancora seduti sul divano e stiamo pensando allo stupendo finale della seconda stagione di Cobra Kai, serie che è partita (su Youtube) come prodotto per nostalgici per diventare elemento di culto (su Netflix) anche tra chi i film di Karate Kid non li ha nemmeno visti. Per chi sino a oggi ha vissuto su un altro pianeta, ricordiamo brevemente che la serie narra le gesta di Johnny Lawrence, il "ragazzino cattivo" del film originale, cresciuto un fallimento dopo l'altro, a partire dalla sua sconfitta contro Daniel "San" La Russo. Si ritrova così con una famiglia a pezzi, enormi problemi con l'alcol, debiti in quantità e una depressione galoppante. Di contro, Daniel ha costruito un piccolo impero economico vendendo automobili, vive in una stupenda villa con piscina e ha una famiglia degna di una pubblicità del Mulino Bianco (almeno all'apparenza). Grazie all'incontro con il giovane Miguel Diaz, Johnny troverà la forza di riaprire il dojo in cui aveva imparato a combattere, il mitico Cobra Kai, cercando così una strada per rimettersi in carreggiata.  

Non sono certo qui a recensire la serie tv che, ribadisco, ho adorato, ma a parlare del videogame da poco arrivato sulle nostre piattaforme di gioco ad essa dedicato. Con il titolo completo "Cobra Kai: the Karate Kid saga continues", ecco dunque un classico picchiaduro a scorrimento che permette di prendere le parti sia del team del Cobra Kai di Johnny, sia di quello del Miyagi-do di Daniel e seguire una trama parallela che li porterà vivere un'avventura completamente inedita che prova a inserirsi nell'arco narrativo della seconda stagione. In soldoni dovremo superare diversi livelli per sbloccarne di nuovi e portare avanti le due trame, il tutto menando le mani a più non posso in puro stile "Double Dragon". Visiterete le ambientazioni viste in tv, con qualche variazione sul tema, scontrandovi con la più classica fila di avversari, dai più deboli a veri e propri boss di fine livello. 

Come dicevamo, potrete scegliere tra le due scuole di karate e in base ad esse utilizzarne i vari lottatori. Partirete con Miguel per il Cobra Kai e Sam per il Miyagi-Do, ma in breve tempo potrete utilizzare tutti i personaggi più iconici della serie tramite un sistema di switch gestibile con la croce direzionale. Il gioco è stato pensato proprio come i titoli da bar degli anni ‘80, ma si è scelto di utilizzare una grafica moderna in cell shading che appiattisce un po’ tutto e non sempre rende giustizia alle espressioni facciali dei protagonisti, soprattutto nelle scene (statiche) di intermezzo. Comunque il frame rate è stabile e non ho notato rallentamenti di sorta, ma vista l’impostazione “old” mi sarei davvero stupito se PlayStation 4 e Xbox One non fossero riuscite a gestire al massimo un titolo simile. Le ambientazioni sono mediamente “vive” e oltre alle orde di nemici che ci sbarreranno la strada, non mancano oggetti e personaggi di contorno. Peccato che in gran parte sia impossibile interagire con essi, con tanti elementi a schermo che sembrerebbero pronti per essere spaccati a calci e pugni, ma si rivelano intoccabili. Ci sono comunque casse da distruggere per acquisire bonus e armi e elementi di contorno da utilizzare per fare tanto (ma tanto) male ai nemici, ma è chiaro che ci si potevano attendere ambientazioni maggiormente “distruggibili”. 

Colpisci per primo, colpisci forte… o almeno provaci

Il combat system si basa su un sistema di combo abbastanza semplice dove a calci, pugni e prese (anche su avversari a terra) si uniscono un buon numero di colpi speciali. Il team di sviluppo ha scelto, probabilmente con l’intento di rendere più vario il gioco, di inserire veri e propri attacchi magici fatti di lance di ghiaccio, uppercut di fuoco e via dicendo. Arrivo qui a pormi un dilemma: da un punto di vista avrei preferito una resa più realistica, alla Slaps and Beans (piccola gemma a scorrimento dedicata al mito di Bud Spencer e Terence Hill), ma mi rendo conto che caratterizzare senza colpi speciali le mosse di ben otto personaggi non sarebbe stato facile. Comprensibile, quindi, la scelta degli sviluppatori, ma va detto che la resa sia, a volte, al limite del kitsch. Intendiamoci, in un gioco che vuole richiamare gli anni’80, questo non deve essere per forza un difetto, ma si scontra anche con la reale qualità del sistema di combo. Più di una volta mi sono trovato ad avere più difficoltà del dovuto a far eseguire al mio personaggio particolari movenze, soprattutto quelle legate all’uso degli stick analogici, senza contare che non sempre colpi che dovrebbero andare a segno, colpiscono davvero il nemico di turno. Insomma, difetti vari, ma va detto che giocando in co-op, ci si riesce a divertire.   

Un vero peccato, perché la mappatura dei controlli non è affatto malvagia, con tante opzioni possibili grazie all’uso di tutti i tasti frontali e delle combinazioni avviabili con i grilletti posteriori. Non manca poi la possibilità di evolvere sia i personaggi singoli sia le capacità di gruppo legate al dojo, grazie ad un classico sistema di crescita ad albero utilizzabile in base alle monete raccolte durante il gioco. Ottima la longevità, grazie a tantissime missioni e alla possibilità di giocare dai due punti di vista di cui vi ho parlato, senza contare svariati oggetti collezionabili da recuperare in giro per i livelli. Deludente il sonoro, dove a lasciare maggiormente l’amaro in bocca è la musica, abbastanza anonima. Un vero peccato che non si sia scelto di sfruttare la stupenda colonna sonora della serie tv, dove grazie agli ottimi gusti musicali di Johnny, abbiamo potuto riascoltare alcuni tra i nostri brani preferiti del rock dell’epoca. 

6,5
Purtroppo il videogame dedicato a Cobra Kai, non riesce a mantenersi sugli standard a cui ci ha abituato la serie TV. Gli sviluppatori hanno fatto il compitino senza riuscire a eccellere in nulla, perdendosi in alcune scelte un po' troppo kitsch (vedi i colpi speciali) e in una scarsa atmosfera. Andando ad analizzare ogni elemento singolarmente, a parte il sonoro davvero piatto, non c'è nulla che sia da bocciare in toto, ma nemmeno da elogiare. Insomma, Cobra Kai arriva sulle nostre console sulle ali dell'entusiasmo per una grande serie, ma non riesce a reggersi sulle proprie gambe. Rimane comunque una ottima longevità e il piacere di poter utilizzare Johnny, Daniel e compagnia, magari insieme ad un amico. Forse, il gioco in esame avrà ricevuto un possente calcio della gru, a spezzare le sue ambizioni? Per questa volta, il Cobra Kai porta a casa una sufficienza stiracchiata, nulla più. Peccato.