Recensione Hitman 3 - La scelta dell'assassino

di Simone Rampazzi

L’unico limite è la fantasia, o quasi. Si potrebbe tranquillamente riassumere così la nostra permanenza nel terzo capitolo di HITMAN, nuova resurrezione del franchise da parte di IO Interactive, la quale ha saputo imparare dal proprio passato creando il -quasi- perfetto simulatore di omicidi presente in circolazione.

Potrebbe sembrare una frase forte, un commento fuoricampo gridato alle folle con l’intenzione di attirare l’attenzione, ma possiamo garantirvi che affrontando le missioni presenti in questo terzo capitolo conclusivo della trilogia, ci si accorge spesso di come ogni elemento posizionato nello scenario trovi un suo utilizzo concreto, a patto che sia il giocatore a vederne e capirne l’utilità.

La maggior parte dei giocatori appassionati del franchise ricorderà, come accennato in sede di anteprima, tutta l’evoluzione della storia intorno all’Agente 47, assassino dalle molteplici capacità che più volte è rimasto coinvolto nelle macchinazioni della Providence, associazione coinvolta in una tela di intrighi e omicidi probabilmente efferata quanto tutte le punizioni descritte nell’Antico Testamento.

Il nostro alter ego non ha fatto altro che essere una pedina in questo gioco di scacchi orchestrato al millimetro, gioco che ha visto rivelati molti dei “burattinai” alle spalle di queste marionette impazzite, che con la Providence e la Costante hanno visto nuovi interessanti sviluppi, di cui è bene non parlarvi al fine di non deteriorare la vostra esperienza all’interno dell’opera.

Tornano comunque sul campo Lucas Gray, altro assassino dalle notevoli capacità, e Diana Burnwood, l’unica persona che sembra veramente intenzionata a smantellare il collettivo con l’unica intenzione di fare del bene, di ripristinare una sorta di equilibrio ormai distrutto dopo i fatti narrati nel primo e secondo capitolo della saga.

È importante sottolineare che, come accaduto proprio in questi due, anche il terzo capitolo sfrutta la narrazione come un piacevole collante ma nulla più, una trama che non cerca di distaccarsi troppo dai soliti cliché espressi nelle spy story, con tanto di cliffhanger finale capace di sfruttare una scelta multipla col fine di rendere l’esperienza più vicina alle scelte del giocatore.

Ecco, proprio in merito alle scelte sembra quasi stucchevole sottolineare un altro famoso detto nostrano, ovvero che “cavallo vincente non si cambia”. IO Interactive ha davvero saputo maneggiare come si deve la formula di gameplay ormai già consolidata per questa nuova resurrezione del franchise, creando in ogni scenario un piccolo mondo sandbox dotato di vita, storie e situazioni che vengono espresse a seconda di come lo si affronta.

Per i nuovi acquirenti del franchise, si può dire tranquillamente che HITMAN non cerca di riprodurre soltanto lo scenario ideale per l’omicidio perfetto, anzi, si può dire che cerca di conferire al giocatore la reale possibilità di crearsi manualmente modo e maniera al fine di metterlo in pratica.

Gli obiettivi della missione sono solo la punta di un iceberg veramente imponente, capace di nascondere sotto il visibile tutta una serie di diramazioni intriganti, percorribili seguendo due filoni diversi tra loro: quello guidato e quello creativo.

I neofiti potranno seguire una delle storie di missione inserite nello scenario, come prima fase guidata, rappresentate da dei copioni messi in piedi dagli sviluppatori che vi regaleranno il più classico dei titoli action in terza persona, dove bisognerà seguire determinati obiettivi dal punto A al punto B.

Una volta presa affinità con il sistema di gioco ci si può dedicare anche alle sfide extra, situazioni che possono essere scoperte nello scenario anche casualmente, compiendo direttamente l’azione oppure ascoltando e ottenendo nuove preziose informazioni utili a portare a termine l’obiettivo principale. I siparietti divertenti non mancano, una nota di merito che va necessariamente espressa nei confronti degli sviluppatori che si sono certamente dati da fare col fine di rendere l’intrattenimento il più coinvolgente possibile.

È chiaro che questa pletora di approcci diversificati garantisce un’ottima longevità al titolo, coadiuvata peraltro dagli obiettivi secondari e da tutte quelle piccole aggiunte che dopo l’uscita IO Interactive ha sempre cercato di implementare nell’opera, così da offrire un’ottima scusa per tornare a rivestire i panni dell’Agente 47.

Ricorderete che la difficoltà del gioco si associa al mood con cui andrebbe affrontato un titolo del genere: entrare in scena come un novello Rambo non farà altro che rovinare il vostro punteggio a fine missione, decretando una votazione scadente nel vostro background di assassino professionista. Il divertimento è garantito proprio in funzione dell’approccio stealth che cercherete di mantenere durante il corso della missione, approccio che verrà supportato da un buon numero di salvataggi al vostro seguito.

Esplorare un’area da cima a fondo premierà i giocatori più meticolosi con tantissimi extra utili nella missione, un elemento che si lascia apprezzare soprattutto quando si cerca di uscire fuori dal seminato offerto dagli sviluppatori. Ogni omicidio da svolgere garantisce un numero adeguato di soluzioni differenti al fine di svolgerlo, e seguire le nostre vittime da lontano, magari sotto mentite spoglie, vi aprirà delle strade che magari non avreste minimamente considerato.

Graficamente il titolo è veramente uno spettacolo per gli occhi. Giocandolo su PC si ha la possibilità, grazie a una configurazione hardware di fascia alta, di potersi godere la maggior parte dei dettagli presenti nello scenario, coadiuvati peraltro da un sistema di illuminazione realizzato in modo certosino, capace insomma di restituire ottime sensazioni esplorando zone al chiuso o all’aperto. Il Glacier Engine funziona davvero benissimo e si adatta perfettamente alla configurazione hardware in nostro possesso, offrendo il massimo delle sue potenzialità senza bug o fenomeni di cali di framerate nelle zone più affollate.

Il purista di turno potrebbe storcere il naso per via di una ripetizione un po’ eccessiva di alcuni modelli dedicati agli NPC, soprattutto nelle zone più affollate, ma sinceramente è un elemento a cui non si fa troppa attenzione soprattutto mentre si cerca di evitare le folle per commettere i più efferati omicidi nei panni dell’Agente 47. L’IA si dimostra all’altezza della situazione e non è da poco, soprattutto in un gioco dove le variabili sono tante come in questo caso.

L’inserimento dei diversi ingressi per la missione, una novità per questo capitolo insieme agli intermezzi sotto forma di cutscene con un taglio cinematografico, garantiscono inoltre un ricambio delle situazioni ogni volta che si rigioca un capitolo della campagna.

8
Il terzo e ultimo, speriamo di no, capitolo di HITMAN si dimostra all’altezza delle aspettative, dato che garantisce ai giocatori davvero un piacevole intrattenimento in termini ludici, coadiuvati peraltro dalle tantissime possibilità che il giocatore potrà scegliere al fine di completare il gioco nei modi più differenti. Questo 2021 chiude il mese di gennaio in grande stile, offrendo davvero un ottimo titolo da giocare in più occasioni.