Recensione Encased: la risposta indie all'originale Fallout

di Simone Marcocchi

Il mondo degli indie si sta velocemente riempiendo di giochi ispirati a quel capolavoro di Interplay, che ormai tutti conosciamo sotto la bandiera di Bethesda, che corrisponde al brand di Fallout; che siano progetti iper semplificati e folli come Death Trash - sul nostro canale YouTube cercate il gameplay di gioco e presto ci sarà la recensione quando sarà fuori dal periodo di Early Access - o quella perla di Atom RPG, ma anche versioni più elaborate come Wasteland che nel suo processo evolutivo è cresciuto parecchio, arrivando ad essere ad un solo passo da un tripla A. 

Il mondo di Encased è suddiviso in caste, ognuna delle quali ha un’aspettativa di qualità della vita molto diversa dalle altre, ma ciò aiuta ad incasellare meglio ciò che ci possiamo aspettare sia degli npc, da alcune quest e dove saremmo meglio orientati per simpatia o obiettivo noi potenziali simpatizzanti di queste ultime. Gli sviluppatori Dark Crystal Games infatti devono essere amanti (come tutti) di New Vegas e parteggiare per alcune fazioni ci porterà ad avere bonus o malus in un’ottica di dialoghi e di crescita del personaggi che in generale ha tutti i perk del genere di riferimento. Anche le aree di esplorazione, desolate e lugubri, hanno comunque quel fascino marcescibile di un mondo post-apocalittico tutto da scoprire. Se però anche voi - come me - amate il combattimento, centrale ad esempio in Wasteland e soci, potreste rimanere delusi dalla basicità delle opzioni disponibili e da quanto rapidamente si concludono gli scontri a fuoco, pur avendo comunque a disposizione un corollario bellico di tutto rispetto dal melee alle armi pesanti-laser e compagnia bella.

I dialoghi rivestono una componente fondamentale dell’intera infrastruttura del gioco, come è ovvio per un RPG di questo tipo, ma è fondamentale padroneggiare la lingua inglese. Ho accennato alla cosa come deficitante anche per Humankind - cercate la recensione sul nostro portale - e per quanto un gioco possa essere affascinante questo è decisamente un empasse per chiunque non padroneggi l’idioma anglofono. Non è solamente una questione di descrizione di alcuni oggetti o missioni, ma ci sono fili di trame da tirare tra le quest e gli npc che si rivolgono a voi, con sfumature che scendono anche nel profondo, dato che il tono con il quale ci rivolgiamo a questi ultimi può cambiare in modo radicale le scelte successive. 

La grafica del gioco è ben confezionata, super apprezzabile il lavoro svolto sulle ombre con la luce in tempo reale o l’estetica che pone un accento importante sull’ambientazione, lo stile e l’iconografica tipica degli anni ‘70. Peccato che la scelta della resa piuttosto basilare nella modellazione poligonale, invece di sottolineare la colorazione e le scelte artistiche, che avrebbero potuto essere anche in cell shading, visibili anche nelle schermate di caricamento, si amalgama e si perde nell’anonimato di un lavoro che sembra un po’ affrettato, perché aveva tutti gli spunti e le idee per essere un progetto più ambizioso di quanto si sia dimostrato.

8
Non ci sono grandi difetti in Encased, se non che l’estrema quantità di falloutlike tra indie e produzioni di livello maggiore, lo mettono sicuramente un po’ in ombra, perché non ha nulla di così particolare per spiccare oltre la concorrenza. Al netto di ciò è comunque un’esperienza da fare, perché la storia e le idee che inserisce valgono comunque il prezzo del biglietto, partendo per un viaggio in un mondo affascinante, nella propria decadenza e brutalità, dove come sempre il peggior nemico degli esseri umani, restano sempre gli esseri umani… ecco, in questo caso non solo.