Recensione Dirt 5: Più veloce, più immediato, più Dirt!

Recensione Dirt 5: Più veloce, più immediato, più Dirt!
di Fabio Fundoni

Con Playstation 4 e Xbox One ormai prossime a lasciare il ruolo da protagoniste alle nuove console, non mancano però  alcune uscite in grado di rendere piacevole l’attesa per la nuova generazione e regalare a quella attuale ancora tante ore di gioco. A questa festa d’addio non poteva mancare Codemasters, vero e proprio punto di riferimento riguardo ai titoli di guida che, questa volta, arriva sul mercato con Dirt 5, ennesimo episodio della saga rallystica più famosa e longeva del panorama videoludico. Da qualche anno, ormai, Dirt vive di una doppia anima, lasciando le velleità simulative al buon Dirt Rally. Dirt 5, invece, fa parte della famiglia di titoli più arcade, dove il divertimento è basato sulla capacità di imparare a domare tanto i mezzi a disposizione, quanto i circuiti prevalentemente sterrati, tramite l’utilizzo di potenti ed efficaci derapate. La domanda, quindi, è semplice: siamo davanti a un episodio lanciato tanto per sfruttare una base utenza ormai al top o a un gioco capace di raccogliere tutta l’esperienza fatta in questi anni? Ve lo dico subito, alla faccia dello spoiler sul commento finale: Dirt 5 spazza qualsiasi dubbio e si rivela un titolo assolutamente esaltante. Tanto lo so bene che andate sempre a guardare il voto prima di leggere l’articolo! 

Di per sé, Dirt 5 si pone come ovvia evoluzione dei precedenti capitoli, non andando a intaccare la formula di gioco, ma rendendola ancora più arcade. Partiamo da una base: per quanto possiate andare a variare gli aiuti alla guida, il modello rimane sempre lontano dalla simulazione, benché il tutto vada a ritoccare la necessaria sensibilità per riuscire a domare il proprio bolide. Al centro di tutto c’è la carriera, più snella che mai e gestita da un semplice albero di eventi da portare a casa non tramite una classica sequenza, ma con la possibilità di prendere varie deviazioni in base a quello che più vi andrà di fare. Si parte da una prima gara per poi trovarsi davanti a dei bivi da prendere. Più faremo bene, più guadagneremo appositi timbri (oltre che denaro e esperienza), grazie ai quali potremo sbloccare nuovi eventi sempre più difficili. Nulla impedisce di evitare qualche evento mal digerito dal nostro gusto e continuare in un altro ramo del diagramma, così come potremo scegliere di sfogare la nostra vena completista e lanciarci in ogni gara, compresi diversi eventi speciali. 

Tolti alcuni rari casi, lo schema è quasi sempre basato sul sfidare altre 11 vetture su percorsi estremamente vari, sia per ambientazione che per condizioni e terreno. Gireremo mezzo mondo e lo faremo a ogni ora del giorno o della notte e con qualsiasi condizione metereologica, per andare a scoprire quanto siamo bravi a guidare su asfalto, terra, fango, neve, ghiaccio e via dicendo. Il mio consiglio è di abbandonare immediatamente il livello di difficoltà intermedio e passare subito a quello difficile, se non vorrete battere la concorrenza senza il minimo sforzo. A difficile, invece, il gioco inizia a farsi duro e a donare le prime soddisfazioni, con gli avversari pronti a dare battaglia a ogni curva, grazie ad una intelligenza artificiale sempre pronta al corpo a corpo e molto competitiva. Sta di fatto che la chiave per vincere è imparare a dominare le curve, trovando la giusta formula per derapare con ogni vettura in ogni terreno, possibilmente tenendosi lontani dalla bolgia degli altri contendenti. Come abbiamo già detto, non aspettatevi una resa simulativa, ma ogni automobile ha un proprio comportamento e ovviamente, in base alle condizioni della strada, avremo una diversa risposta. Assenti anche i danni, se non quelli puramente estetici, e altrettanto assente la possibilità di utilizzare rewind per “riavvolgere” il gioco dopo un brutto errore.  

Pieni di fango, pieni di soddisfazione

La maturità ludica raggiunta da Codemasters si riflette tutta nel gameplay, dove sin da subito si colgono le enormi potenzialità di Dirt 5 dal punto di vista del divertimento. Certo, manca una modalità gestionale, ci si limita a scegliere dove gareggiare, acquistare una delle auto disponibili per la categoria necessaria, si sceglie con che sponsor siglare un accordo, magari si dipinge una livrea personalizzata con il buon editor disponibile e ci si getta nella corsa. Un po’ pochino, direte voi? Mi importa poco, rispondo io, quando le gare sono così divertenti e adrenaliniche. Scatta immediatamente il meccanismo “ancora una gara e poi vado a letto”, e in men che non si dica ci si ritrova totalmente assorbiti dal mondo di Dirt 5 e vi assicuro che le gare da vincere sono davvero tante, comprese l’immancabile possibilità di mettere da parte la carriera per passare qualche ora sulle prove a tempo o sulle corse libere.  

A rendere ancora più appetitoso il piatto c’è la modalità Playgrounds, un enorme editor per dare vita ai propri eventi e condividerli con tutti gli altri giocatori. Non stiamo parlando di semplici gare, ma della possibilità di sfogare la propria fantasia e creare situazioni di ogni tipo, tra rampe ai limiti della realtà, elementi da colpire o evitare, veri e propri labirinti, improbabili gimcana, cerchi infuocati e via dicendo. Creatività al potere per un editor che potrebbe dare ancora più linfa ad un titolo già estremamente vivo. Non mancherà la possibilità di giocare online, ma durante la mia prova, non essendo il gioco ancora arrivato nei negozi, i server non erano ancora in grado di farmi testare il gaming in rete.

Codemasters non ha voluto risparmiarsi nemmeno dal punto di vista tecnico, a partire da un comparto sonoro di grandissima qualità, con motori rombanti e effetti al top. Un grande “plus” è dato dalla colonna sonora, fatta di brani perfetti per un gameplay scatenato come questo. Vi basti sapere che nella corposa track list troverete gente del calibro dei Pearl Jam, i Prodigy e i Chemical Brothers.  

Doveroso aprire una parentesi sulla grafica. Il gioco permette di scegliere tra due impostazioni, una dedicata alla qualità visiva, l’altra al numero di frame per secondo. Allo stato attuale, decidere di favorire gli fps si è rivelata una esperienza deludente, tra bug visivi, tearing e altri difetti che mi hanno fatto immediatamente tornare alla modalità base.A conti fatti, scegliere l’opzione che punta sulla qualità del colpo d’occhio, si rivela la soluzione ideale. Tranne in rarissimi casi, non ho notato deficit di frame e l’impatto visivo è semplicemente di prima qualità, tanto nelle vetture quanto nelle stupende ambientazioni. Ovviamente c’è da aspettarsi che all’uscita del gioco o nel periodo appena successivo ad essa, Codemasters rilasci una patch che possa correggere qualche sbavatura o renda realmente utilizzabile l’opzione per aumentare i frame al secondo, ma anche così mi sono assolutamente divertito e il senso di velocità ha saputo soddisfarmi.

Insomma, anche un mattone avrebbe capito che questo Dirt 5 mi ha divertito e mi sento di consigliarlo a chiunque voglia un gioco di guida arcade. Codemasters ci ricorda quello che forse a volte tendiamo a dimenticare: si, esistono titoli che fanno pensare e che fanno emozionare, ma il sano divertimento non passerà mai di moda!

9
Codemasters saluta la generazione uscente col botto, portando sulle nostre macchine da gioco un titolo incredibilmente divertente. Dirt 5 è quanto di meglio si poteva chiedere ad un arcade su sterrato e mi ha divertito sin dalla primissima gara. Tecnicamente ottimo, longevo e adrenalinico, Dirt 5 sfreccia veloce verso il traguardo e porta a casa una vittoria limpida, dove segnaliamo, in negativo, solo qualche difetto grafico facilmente migliorabile tramite patch. L’importante è non essere alla ricerca di simulazione, qui totalmente assente in favore di un gameplay tanto arcade quanto esaltante. Preso atto di questo, Dirt 5 vi saprà divertire come pochi altri racing game e non vediamo l’ora di vedere il team di sviluppo alle prese con le nuove console!