Gamesurf

Recensione Destiny 2 - La Regina dei Sussurri

Il conflitto tra Luce e Oscurità prende una nuova piega nell’ultima espansione sviluppata da Bungie

Recensione  Destiny 2 - La Regina dei Sussurri
di Oscar Pettinari

Non deve essere per niente facile supportare un Game As a Service dall’inizio alla fine del proprio ciclo vitale. Quante volte ci è capitato infatti, a prescindere dal genere, di trovarci di fronte a offerte non perfettamente in grado di accontentare le nostre aspettative, magari finite poi nel dimenticatoio con tanto di abbandono da parte delle stesse software house che si sono occupate del loro sviluppo?

Potremmo citarne moltissime, sia in negativo che in positivo, ma oggi i nostri riflettori sono puntati su Destiny, la creatura di Bungie che recentemente ha compiuto i suoi otto anni di vita, restando a galla all’interno di un mercato molto competitivo con la grazia, e l’intelligenza, di chi è stato in grado di lavorare bene sui propri contenuti espansione dopo espansione.

Ma quella che ci troviamo di fronte agli occhi, questa Regina dei Sussurri che andremo a sviscerare tra poco, è forse l’espansione più completa di quelle uscite fino a oggi, un’espansione che ha saputo equilibrare i propri contenuti, affascinando i giocatori con un piacevole arco narrativo, seguito da modifiche al gameplay non radicali, ma sicuramente necessarie.

CONTRO LA LUCE

Sebbene l’espansione sia uscita poco tempo fa, la protagonista che le conferisce il nome fa invece parte di un background molto più ampio, spesso sviscerato in tempi non sospetti durante le espansioni precedenti.

Il nome di Savathûn è arrivato all’orecchio dei giocatori già diverse volte nel corso del tempo, elemento che forse in minima parte ha contribuito nel caratterizzare questo villain di turno, rendendolo a tutti gli effetti uno dei migliori tra quelli creati da Bungie.

Ne “La Regina dei Sussurri” cambia anche il modello esplicativo scelto dagli sviluppatori, che adesso attinge a piene mani in documentazioni, dialoghi, cutscene e filmati capaci di togliere il fiato anche al più insensibile tra i giocatori affezionati al brand.

In questa espansione comprendiamo infatti come il confine tra Luce e Oscurità sia davvero molto labile, almeno in termini filosofici, e saranno molti i dubbi a cui il giocatore tenterà di trovare risposta, soprattutto quando si prenderà parte in alcune sessioni del gioco in cui la stessa Regina, sorprendentemente, avrà tra le sue fila personaggi in grado di utilizzare la nostra stessa Luce.

Tornano vecchie ambientazioni, come Europa e Marte, il secondo ricomparso proprio all’inizio di questa nuova espansione, ma fanno capolino anche nuovissimi scenari mozzafiato, meglio identificati come Tronomondo da cui Savathûn comanda il suo Alveare Lucente.

Tra le sue architetture gotiche, questo mondo sembra in grado di nascondere anche una moltitudine di segreti, elemento che invoglierà i giocatori a utilizzare la nuova abilità conferita dalla comunione con l’Oscurità, chiamata Vista Profonda. Come suggerito dal nome, tale abilità permette ai giocatori di vedere oltre il velo di inganni professato da Savathûn, così da sbloccare portali, oggetti e vie di accesso alternative necessarie per approfondire la lore proposta dal gioco.

Affrontando la campagna ci si rende subito conto di come Bungie, al netto di quanto avvenuto con le precedenti espansioni, sia riuscita a confezionare un prodotto più solido, capace di intrattenere il giocatore oltre alle semplici attività di routine già svolte in passato.

Oltre al mero divertimento, Bungie ha inoltre deciso di supportare i giocatori più hardcore con l’inserimento di una modalità Leggendaria, un elemento capace insomma di rendere anche la più piccola scazzottata complessa e da non sottovalutare, complice l’inserimento di malus che renderanno la vita di ogni Guardiano piuttosto ostica. I nemici in questa modalità lasceranno a terra delle aree pronte a danneggiare i nostri avatar, possederanno una vita maggiorata e, tanto per rendere il tutto più pepato, nelle aree di rientro sarà possibile effettuare una sola rianimazione per Guardiano.

ALCUNE MODIFICHE, QUANTO BASTA

L’ultima espansione pubblicata da Bungie cambia giusto qualche carta sul tavolo, inserendo per l’occasione tutta una serie di piccole modifiche capaci di supportare i giocatori, senza però strafare. Parliamo per esempio della Forgia, una piacevole aggiunta nel gioco introdotta proprio nel corso della storia e pensata per conferire ai giocatori la possibilità di ottenere nuove armi, decidendo addirittura quali debbano essere i perk che la compongono.

Fortunatamente tale espediente non finisce per snaturare il farming degli oggetti durante le nostre sessioni di gioco, tant’è che sarà sempre più impellente la necessità di ricercare oggetti su oggetti al fine di ottenere i materiali per il crafting. Bisogna inoltre sottolineare che servono molte ore di gioco per ottenere i progetti di armi che non fanno parte dei telai della Forgia e ci fa inoltre piacere constatare che Bungie abbia trovato il perfetto equilibrio tra farming e crafting.

Oltre a questo è stato ritoccato il sistema delle sottoclassi del Vuoto, che si allinea con quella della Stasi, giacché sono stati aggiunti diversi modificatori che intervengono su statistiche ed effetti secondari delle abilità.

Di carne sul fuoco ce né eccome e anche una volta conclusa la campagna, La Regina dei Sussurri non finisce certo nel dimenticatoio, ma continua a espandersi con l’inserimento di nuove quest, esotiche o meno, seguiti da attività ripetibili necessarie per ottenere un loot superiore. Chiaramente restano anche gli Altari della Riflessione, le missioni esotiche e gli assalti che sono in grado di conferire ricompense davvero intriganti, che vi consigliamo di considerare insieme alla nuova incursione, che riceve un plauso per completezza sia ludica che narrativa.

9
Destiny 2 La Regina dei Sussurri si rivela essere un’espansione completa, un prodotto capace di enfatizzare la storia del franchise regalando ai giocatori di riferimento un’avventura appassionante, capace di catturare l’attenzione grazie alle nuove cutscene, seguite da un villain (Savathûn) davvero meritevole di attenzione.