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Recensione Death's Door

Uno Zelda like nei mondo dei morti? Si, se al comando del progetto ci sono i due fulminati degli Acide Nerve

di Roberto Vicario

Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva un corvo portava la sua anima nella terra dei morti. A volte, però, accadevano cose talmente orribili, tristi e dolorose che l’anima non poteva riposare. Così a volte, ma solo a volte, il Corvo riportava indietro l’anima perché rimettesse le cose a posto. (Il Corvo - 1994)

Mark Foster e David Fenn, meglio conosciuti come  Acid Nerve, è un duo di sviluppatori che si è fatto notare qualche anno fa con quella piccola perla chiamata Titan Souls. A distanza di qualche tempo tornano su Xbox (e PC) con un titolo che, per noi, li consacra in maniera definitiva, portando alla luce un talento cristallino, camaleontico e per nulla scontato. Stiamo ovviamente parlando di Death’s Door.

Il gioco, a differenza di quello che fu Titan Souls, è un prodotto che strizza pesantemente l’occhio agli zeldalike e, più grossolanamente, al genere degli Action RPG con visuale isometrica. Nei panni di un Corvo che lavora come “mieti anime” per una “burocraticissima” agenzia di trapasso nell'aldilà, la storia ci porterà a dover affrontare tre anime giganti per svelare un segreto che si cela dietro all’agenzia stessa e ad un particolare Reaper. Non aggiungiamo altro, se non che la storia - nella sua semplicità - ha la forza di toccare argomenti tutt’altro che leggeri ma con un black humor che rende il tutto quasi divertente da leggere. Ah, ve lo diciamo sin da subito: il gioco è in inglese e solo sottotitolato, ma si tratta di un inglese tutt’altro che complesso da leggere, vista anche una quantità di dialoghi per nulla assillante.

Parlando di gameplay ci troviamo indubbiamente davanti ad un’esperienza semplice e diretta, quasi sottrattiva se pensiamo ad altre produzioni di genere che negli ultimi anni hanno cercato di migliorare e implementare di meccaniche il genere. Un tasto per l’attacco, uno per la schivata e uno per il colpo a distanza selezionabile tra quattro differenti tipologie (dall’arco, alle palle di fuoco ecc.). Intorno a questa semplicità, il team di sviluppo ha realizzato un gioco in grado di intrattenere e divertire, con un grado di sfida che rimane sempre facilmente approcciabile, eccezione fatta verso la fine del gioco in cui le ultime boss fight richiedono decisamente più impegno, con una curva della difficoltà che sale in maniera decisamente più ripida. D'altronde Death's Door è un gioco che dura circa 10 ore ed è arricchito da un piacevole end game, fatto non solo per i completisti ma anche per chi vuole sapere qualcosa in più sulla trama...e non aggiungiamo altro!

Come dicevamo in apertura, il level design strizza pesantemente l’occhio a Zelda e alle sue dinamiche. Le porte dell’agenzia rappresentano shortcut tra i vari mondi di gioco, ma saranno i vari poteri - che si sbloccheranno progredendo nella storia - a darci la possibilità di visitare nuove aree precedentemente inarrivabili, oppure, permetterci di arrivare a quel collezionabile che non sapevamo come raggiungere; oltre ai collezionabili potremo inoltre andare alla ricerca di nuove armi da far utilizzare al nostro “corvo della morte” anche se in termini di puro gameplay le differenze tra le varie lame bianche disponibili sono quasi impercettibile o, se preferite, non pienamente giustificate.

Quello di cui sentirete sicuramente la mancanza nelle prime ore di gioco è una mappa. Per scelta degli sviluppatori, Death's Door non contiene alcuna mappa consultabile. Dovremo quindi fare uso della memoria e, in parte, lasciarci rapire dal gusto dell’esplorazione. Certo, visto il peso specifico del backtracking, ci saremmo aspettati qualcosina che potesse aiutare in qualche modo il giocatore, ma la scelta fatta dai ragazzi di Acid Nerve è chiara e precisa, e alla fine ci siamo abituati senza particolari problemi, grazie anche e soprattutto all’ottimo level design.

Death’s Door non è solamente un gioco bello e soddisfacente pad alla mano, ma anche un gioco bello da vedere, che fa compiere al duo di sviluppatori un salt nettamente più avanti per quel che riguarda la modellazione 3D e artistica. Personaggi, ambienti e scelte artistiche che appagano gli occhi, accompagnate poi da una colonna sonora semplice ma per nulla banale, senza dimenticare la sua orecchiabilità.

 

8,5
Insomma, per meno di 20€ Death’s Door è uno di quegli che i giocatori Xbox e PC non possono e non devono farsi scappare. Uno Zeldalike con stile e carisma, in grado di convincere dall’inizio alla fine nonstante qualche piccolo difetto. Ma nulla che non ne giustifichi l’acquisto, non ve ne pentierete.