Recensione Crash Bandicoot 4 It’s About Time: Ritorno in grande spolvero per il marsupiale più famoso di Sony

di Simone Rampazzi

Ventidue anni sono praticamente una vita, soprattutto quando messi di fianco a tutto ciò che riguarda tecnologia e videogiochi. In ventidue anni cambiano le mode, si riciclano le tendenze, ma ci sono cose che anche a distanza di tutti questi anni non tramontano facilmente, restando bene impresse nella memoria degli appassionati.

In questo caso stiamo parlando di un marsupiale un po’ pazzerello e sicuramente cresciuto troppo, che dai tempi della prima PlayStation a oggi ha continuato a far parlare di sé senza troppa fatica, terminando le sue avventure con Warped (anno domini 1998) per poi riprenderle, fortunatamente, con un remake confezionato da Vicarious Visions tre anni fa.

Il successo incredibile ha permesso a Crash Bandicoot di tornare sulla cresta dell’onda, elemento visto di buon occhio dal team Toys For Bob, quelli della Reignited Trilogy di Spyro per intenderci, di pensare a un vero e proprio capitolo inedito da considerare come sequel diretto del sì fu Crash Bandicoot 3: Warped. Iniziare questa avventura pad alla mano riesce a creare delle forti emozioni contrastanti tra loro, un incontro generazionale che per la fortuna dello scrivente è riuscita ad unire grandi e piccini.

Da un lato la parte più “navigata” (per essere gentili) ha potuto nuovamente entrare in contatto con quel fantastico platform creato con lo stampo di Naughty Dog sul lato, con le sue piattaforme semoventi, i frutti wumpa nascosti qua e là e quei salti al millimetro che farebbero saltare i nervi dei bonzi più pacifici del mondo.

Dall’altro c’è l’utente alle prime armi, quello che può cercare di imparare il più possibile dagli errori fatti, aiutato fortunatamente da un sistema che proprio all’inizio, senza mezzi termini, ti chiede se hai intenzione di vivere un’esperienza classica (quella con le vite limitate) oppure una più user friendly, che punta a farti tagliare il traguardo checkpoint dopo checkpoint.

Ma la profondità di Crash Bandicoot 4: It’s About Time non si ferma certo a quattro casse di nitro e una maschera pronta ad emettere borbottii senza senso, anzi. Affonda pesantemente le mani nel gameplay classico idealizzato da Naughty Dog, ne adotta la formula vincente abbandonando comunque la legnosità del passato, aggiungendo però qualche chicca ben contestualizzata a livello di storia e gameplay.

Mentre il buon Crash si gode un meritato riposo in riva al mare, qualcuno in un’altra dimensione sta architettando un piano malvagio per ottenere la propria vendetta. I villain di una vita, guidati da Neo Cortex e Nefarious Tropy, sembrano aver trovato un modo di lacerare il velo che separa una dimensione dall’altra, guaio che coinvolgerà anche delle nuove maschere pronte a soccorrere Crash e i suoi amici.

Questo viaggio acquista più dinamismo livello dopo livello, mostrando in più occasioni come gli sviluppatori siano stati davvero in grado di rendere l’esperienza gratificante praticamente per ogni giocatore: terminare un qualsivoglia livello di Crash Bandicoot è facilissimo, la mole di checkpoint presente in ogni quadro garantisce di andare avanti senza troppi sforzi e la nuova modalità indicata qualche riga sopra garantisce di poter giocare praticamente all’infinito.

Al contrario, chi invece vorrà terminare ogni livello al 100%, scovando pertanto le varie casse e gemme segrete, oppure morire un certo numero di volte o rispettare un tempo prestabilito, nelle gare omonime, è davvero tutta un’altra storia. Ogni livello nasconde molteplici insidie, pronte insomma a darvi una bella spinta di fronte al baratro della follia più feroce che ci sia.

Fa certamente sorridere che tra le impostazioni sono presenti delle voci utili a disattivare, tanto per dirvene una, l’indicatore di atterraggio del nostro alter ego digitale (come se il gioco non fosse già difficile di suo!).

Tornando alle novità del prodotto, Crash Bandicoot 4: It’s About Time inserisce oltre a Aku Aku quattro maschere quantiche in grado di manipolare alcune leggi della fisica, come far apparire degli oggetti al posto di altri, rallentare il tempo, cambiare la gravità o far ruotare violentemente il personaggio fino a farlo quasi decollare.

Anche in questo caso, la loro attivazione è possibile solo in determinate zone di alcuni livelli, ma si arriva anche a doverli utilizzare tutti insieme nel momento giusto, soddisfacendo così anche gli hardcore gamer più convinti e skillati. Ad arricchire la formula già fenomenale di questo quarto capitolo della saga troviamo anche tre personaggi alternativi da utilizzare in appositi livelli sparsi per le fratture temporali.

Capiterà infatti di poter utilizzare Tawna, Dingodile e Neo Cortex, ognuno di loro pronto a garantire un ottimo distacco dal gameplay reiterato di Crash Bandicoot, inserendosi perfettamente nella trama e regalando, forse più importante, una reale longevità al titolo. Ecco, se dovessimo riassumere questa quarta installazione del franchise in tre parole, la definiremmo come una “piacevole follia infinita”.

Oltretutto completando i livelli al 100% sarà possibile sbloccare simpatiche skin aggiuntive per Crash e Coco, personaggio utilizzabile sin dall’inizio al posto del primo, seguite anche da una modalità N.Vertita, fondamentalmente usata per replicare il livello completato modificandone in parte la conformazione e l’estetica.

Non a caso abbiamo lasciato sul finale la menzione delle cassette VHS, veri oggetti del demonio che possono essere raccolti in alcuni stage (non dovete mai morire però) e che apriranno le porte verso livelli di platforming osceni, pensati davvero da qualche diavolo tentatore pronto a mettere alla prova ogni frammento di pazienza contenuto nella nostra anima.

Contestualmente all’esperienza in singolo troviamo anche una divertente modalità cooperativa locale, un piccolo espediente pronto a mettere un po’ di pepe e competizione in casa, strutturata in modo e maniera che la sfida venga disputata più a livello di punteggi e traguardi, che non invece nel classico scontro diretto. Con Passa e Gioca, o Combo di Casse e Gara a Checkpoint ci si trova davvero a dare il massimo con pochissime impostazioni, considerato soprattutto che stiamo parlando di una feature completamente accessoria.

9
Crash Bandicoot 4: It’s About Time segna un ritorno in grande stile del famosissimo marsupiale creato da Naughty Dog, un omaggio di Toys For Bob che dimostra anche l’ottima maturazione dello studio di sviluppatori, pronti con coraggio a prendere in mano un franchise storico come questo restituendogli un sequel degno di questo nome. A distanza di ventidue anni, scusate se è poco. Da prendere a occhi chiusi!