Recensione Bravely Default 2: Un naufragio e quattro cristalli

Recensione Bravely Default 2: Un naufragio e quattro cristalli
di Fabio Fundoni

Sin dal suo annuncio, Bravely Default 2 ha immediatamente acceso il nostro interesse, un po' per le indiscusse qualità dei suoi predecessori, un po' per tutto il materiale svelato da Square Enix, capace di farci venire l'acquolina in bocca senza andare a svelare troppo del gioco. Basti pensare che per chiunque avesse qualche dubbio, c'è una corposa demo da scaricare gratuitamente dallo store Nintendo, ottima per fare conoscenza con alcuni personaggi e le meccaniche del gameplay. Insomma, ecco tornare uno dei brand più amati in ambito giochi di ruolo giapponesi che dal 2012 ha fatto sognare e divertire l'utenza Nintendo 3DS, portando alla ribalta il nome del Silicon Studio, forte di una spiccata vena artistica e della produzione esecutiva di Square Enix. Come dicevamo, Bravely Default e Bravely Second hanno fatto la gioia degli amanti dei JRPG ponendosi come due prodotti che, nonostante la propria essenza portatile hanno saputo conquistare anche chi di giocare handled non ne ha mai voluto sapere. Con il passare degli anni non è mai morta la speranza di vedere delle remastered su console casalinghe, ma ora arriva un vero e proprio secondo episodio di Bravely Default. Nintendo Switch si aggiudica, quindi, una esclusiva affascinante che farà la felicità di moltissimi utenti Nintendo. Bravely Default 2 è un sequel, ma le battute iniziali del gioco ci portano lontano dagli eventi del primo capitolo. 

Tutto parte con un naufragio e in men che non si dica ci ritroviamo calati nei panni di Seth (nome di default che potrete comunque cambiare), marinaio miracolosamente scampato all’annegamento e salvato per il rotto della cuffia. Da qui in poi, senza andare a spoilerare la trama più del dovuto, Seth sarà coinvolto (e si lascerà coinvolgere senza remore) in un turbinio di avventure che lo porteranno ad avere tre fidati compagni di viaggio: Gloria, la principessa del decaduto regno di Musa, Elvis, studioso sui generis sempre in bilico tra serio e faceto e Adele, abile guerriera assunta come guardia del corpo da Elvis. Tutto ruota intorno alla ricerca dei quattro cristalli, anche perché la loro scomparsa sta portando la regione di Excillant alla devastazione totale, almeno per chi credere nel loro effettivo potere. Ci metteremo ben poco tempo a trovare la compagnia dei nostri eroi e da quel momento inizieremo questa affascinante avventura alla ricerca dei cristalli e alla scoperta delle storie dei protagonisti e, ovviamente, ci imbatteremo in svariati avversari pronti a metterci i  bastoni tra le ruote, visitando ogni angolo di Exicillant. 

Già dalla trama è possibile capire quanto Bravely Deafult 2 si rifaccia ai canoni classici dei JRPG andando ad elaborarli con interessanti intuizioni e riprese dei precedenti capitoli. Partiamo dalla fase esplorativa che ci vede muovere in tre tipologie differenti di ambienti: città, dungeon e mappa esterna. Nelle città il tempo sarà dedicato a parlare, cercare nuove missioni (tornare sui propri passi potrà svelare interessanti sub quest), rifocillarsi e commerciare, mentre nei dungeon e nella mappa esterna dovremo mettere mano alle nostre armi per riuscire a portare a casa la pellaccia. Le ambientazioni sono estremamente varie e spingono il giocatore a continuare l’opera di esplorazione anche grazie alla meccanica di taglio dell’erba (in stile Zelda) che permette ai più pazienti di trovare qualche tesoro inatteso. Ovviamente sarà necessario prestare attenzione agli scontri con i nemici che sono, per la nostra gioia, ben visibili a schermo.

Quando il combat system è l’arma vincente

Arriva dunque il momento di parlare di uno dei principali punti di forza del gioco, cioè il sistema di combattimento. I nostri quattro eroi troveranno molteplici avversari e non dovrete mai prendere sotto gamba nessuno scontro, visto che il livello dei nemici che abitano la medesima zona, non è assolutamente omogeneo. Potrebbe capitarvi di imbattervi in mostri battibili con poche mosse e subito dopo incrociare la lama con antagonisti ben più impegnativi (e non ci stiamo riferendo ai boss). A rendere le cose più difficili, se dovessimo scontrarci con due gruppi di nemici posizionati molto vicini sulla mappa, potremmo anche doverli affrontare in rapida successione, con evidente aumento della difficoltà. Insomma, grindare non è solo consigliato, ma quasi un obbligo, nonostante quasi subito ci accorgeremo che a prescindere dalla mera forza del nostro party, sarà importantissima la scelta della strategia con cui operare. Alla base abbiamo un combat system a turni estremamente classico, con le barre d’azione che riempendosi più o meno velocemente andranno a creare la scaletta con cui i personaggi potranno compiere la propria azione. Da notare che mentre vedremo chiaramente la situazione del nostro party, non avremo alcuna indicazione riguardo agli avversari, se non una icona a punto esclamativo che ci dirà che l’attacco nemico è imminente. 

Il vero colpo di genio della serie, però, è l’utilizzo dei comandi Brave e Default. Quanto sarà il nostro turno, oltre ai classici attacchi, incantesimi e via dicendo, potremo utilizzare una delle due opzioni che, con la giusta tattica, potrebbero rappresentare la linea di confine tra vittoria e sconfitta. Utilizzando il comando Brave potremo, infatti, “prendere in prestito” sino a 4 turni di azione futuri, mentre con Default avremo modo di metterne in “saccoccia” uno ulteriore. Facciamo un esempio pratico per spiegare il tutto al meglio: una volta arrivato il momento d’azione di Seth, potremo accumulare ben quattro attacchi (o incantesimi, o abilità speciali e via dicendo) per scatenare tutta la propria forza sul malcapitato avversario. Una scelta simile, però, renderebbe Seth inerme per i prossimo quattro turni, in attesa di andare a recuperare quanto usato con il Brave. Allo stesso modo, Default permette di mettere via una mossa. I due comandi vanno a creare un sistema dove la pianificazione e il saper capire cosa è meglio fare in base agli avversari, donano una enorme profondità, tanto più che anche i nemici possono scegliere di sfruttare le stesse tecniche. Inoltre se riusciremo a prendere di sorpresa un mostro sulla mappa (utilizzando l’attacco), inizieremo la battaglia con un punto azione bonus. 

Come avrete capito, c’è davvero tanta carne al fuoco e, ad aggiungere ulteriori variabili, ecco un ottimo sistema di “job”. Ogni personaggio, dopo il ritrovamento di specifici oggetti chiamati Asterischi, potrà accedere a nuove classi che doneranno nuove abilità e nuove azioni. Sarà possibile scegliere uno dei tanti job disponibili come principale e uno come secondario, in modo da customizzare a proprio piacimento ogni personaggio, vista anche la possibilità di acquisire alcune capacità specifiche dei “mestieri” in modo permanente. Abbiamo notato, con vero piacere, che sfruttare in modo adeguato il sistema di classi ha reso molto più semplici alcuni scontri coi boss, segno che il gameplay è stato davvero studiato nei minimi particolari.

A completare l’ottimo quadro, arriva anche il comparto tecnico. La grafica è figlia di quanto visto negli episodi precedenti, quindi lo stile è sempre molto “cartoon” sebbene più curato che in passato, lasciando spazio alle qualità artistiche dei grafici che hanno saputo dare il meglio, sfruttando a pieno le possibilità di Nintendo Switch, per quando la visuale da lontano (più ampia rispetto al passato) risulti un po’ scomoda giocando in modalità handled, mentre alla tv tutto è perfetto. Solo lodi per il sonoro, dove le musiche toccano livelli ottimi, così come le voci. Ottimo per il pubblico italico il fatto che tutti i testi a schermo siano stati tradotti nella nostra lingua, donandoci una immersione perfetta nelle avventure di seth e compagnia. Insomma, un gioco che ci ha soddisfatto praticamente da ogni punto di vista e che offre tantissime sorprese (vedrete anche la possibilità di sfruttare in modo “avventuroso” i momenti in cui terrete la console a riposo). Un vero titolo irrinunciabile per tutti gli appassionati di JRPG e un must have che merita di essere giocato assolutamente, da chi vuole una nuova perla per il proprio Nintendo Switch.

9
Profondo, soddisfacente, intrigante e delicato, Bravely Default 2 riporta in auge i JRPG vecchio stampo riproponendo e migliorando le idee che hanno fatto le fortune dei due suoi precedenti capitoli. Nintendo Switch si conferma una piattaforma estremamente versatile e capace di donare gioie a 360 gradi, sebbene la visibilità su schermo portatile a volte sia un po' sacrificata. Ad ogni modo Square Enix non sbaglia il colpo, portando sul mercato un titolo che farà la gioia di tutti gli amanti del genere e di chi è alla ricerca di un titolo di forte impatto sulla macchina ibrida targata Nintendo.