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Recensione Biomutant: L'action RPG tra radiazioni e mutazioni

Recensione Biomutant: L'action RPG tra radiazioni e mutazioni
di Fabio Fundoni

Poco più di un anno fa arrivava su console e PC un particolare progetto videoludico chiamato Biomutant, creato dal neonato team Experiment 101 che sin dall’annuncio nel lontano 2017, riuscì a guadagnarsi l’attenzione di molti giocatori grazie a uno stile intrigante e inusuale. In un mondo palesemente derivato dalle conseguenze di una catastrofe ambientale (chiarissimo e forte il messaggio ecologista), il protagonista si troverà a dover affrontare una nuova e pericolosa minaccia, cioè l’imminente distruzione dell’Albero della Vita, cuore pulsante di un pianeta che ha trovato nuovi equilibri, quantomeno dal punto di vista della natura.

Il mondo è abitato da strani mutanti che sembrano la fusione tra esseri umani e animali, e ovviamente anche il nostro avatar non farà eccezione, avendo le fattezze di un roditore umanoide, per quanto ognuno lo potrà modellare a proprio piacimento in base alle sue caratteristiche: per fare un semplice esempio, puntando sulla forza avremo un fisico tozzo e robusto, scegliendo l’agilità sarà più snello o avrà un bel testone se avremo preferito l’intelligenza, con svariate sfumature da scegliere. Con un interessante impianto action-RPG, Biomutant vede il protagonista dover portare a termine la classica sequela di missioni per avvicinarsi sempre più all’Albero della Vita, il tutto con una buona dose di interpretazione ruolistica grazie a varie scelte da prendere capaci di cambiare sia noi stessi che il mondo che ci circonda. 

Converrete con noi che le premesse non erano affatto malvagie, ma se seguite il mondo dei videogame saprete già come i risultati non siano stati rosei come le attese. Complice un budget e una forza lavoro non proprio “tripla A”, gli sviluppatori hanno visto le loro tante idee scontrarsi con la realtà della produzione vera e propria, con un risultato deludente da vari punti di vista. I ragazzi di Experiment 101 non hanno però gettato la spugna e da poco sono tornati sulla loro creatura per riproporla in versione “Next Generation”, sia che si voglia comprare il gioco ex novo, sia che si voglia scaricare la patch completamente gratuita che è stata rilasciata per aggiornare il titolo alle versioni PlayStation 5 e Xbox Series X/S.

Se avete già iniziato a giocare su PlayStation 4 o Xbox One, nessuna paura: i salvataggi sono perfettamente compatibili e vi permetteranno di riprendere la vostra avventura esattamente dove l’avevate lasciata. Chiariamo sin da adesso che l’upgrade è puramente tecnico e non va a toccare il gameplay o altri elementi di gioco. L’impatto visivo adesso è decisamente più soddisfacente e ci si può beare di ambienti e panorami davvero gradevoli, mentre i personaggi, protagonista compreso, sebbene abbiano anche loro ricevuto una bella ripulita, rimangono nella media, complici animazioni un po’ legnose e un fastidioso effetto “blur” notabile dalle inquadrature ravvicinate sulla peluria che ricopre quasi tutti gli abitanti di questo nuovo e strano mondo.

Un mondo distrutto, ma in 4k

Adesso abbiamo accesso a tre opzioni video, la prima permette di giocare in 4k a 30 FPS fissi, la seconda è sempre in 4K, ma con FPS liberi e che quindi in alcune zone riescono a salire di frequenza senza però assicurare stabilità, mentre la terza rinuncia alla risoluzione massima per avere 60 FPS stabili. A voi la scelta, ma in ogni caso godrete della diminuzione dei tempi di caricamento, adesso davvero brevi. Nessuna miglioria dal punto vista del sonoro, che continua a offrire musiche ed effetti discreti (ma non eccelsi) e un buon doppiaggio in italiano… o meglio, più che del doppiaggio, parliamo della voce narrante.

Tutti i personaggi si esprimono in un linguaggio per noi incomprensibile, e a fare da traduttore è l’Automa, una specie di grillo parlante meccanico che ci riporterà a voce ogni conversazione, testo o narrazione. La voce è buona, la traduzione anche (sia scritta che orale), ma la scelta si rivela, alla lunga, un po’ limitante, soprattutto per quanto riguarda i dialoghi con i personaggi minori, visto che dopo una manciata di ore di gioco inizierete già a sentirsi alcune frasi ripetersi un po’ troppo spesso. 

Ecco, come detto l’aggiornamento è quindi legato alla grafica e ai caricamenti, mentre il gameplay rimane identico, mantenendo quindi tutti i suoi lati positivi come una intrigante ambientazione, interessanti spunti ruolistici, un bel sistema di crafting e tutti i suoi lati negativi: fisica troppo leggera, trama che si perde con il passare del tempo, svariati bug e un bilanciamento dei combattimenti poco equlibrati che vede il corpo a corpo (con o senza armi) meno efficace del dovuto. Per chi vi scrive, il gioco di base non è assolutamente tutto da buttare, ma offre spunti interessanti e una realizzazione che, per quanto lacunosa, mostra che gli Experiment 101 hanno quantomeno avuto idee notevoli da diversi punti di vista.

Rimane il fatto che il gameplay soffra per situazioni che affossano il prodotto nella sua completezza e nonostante il prezzo di quaranta euro circa, non tutti i possessori di PlayStation 5 e Xbox Series X/S potrebbero apprezzarlo. Sicuramente chi ha già acquistato Biomutant adesso ha una buona occasione per riprenderlo in mano e scoprire cosa si cela dietro ai Mangiamondi e l’Albero della Vita, senza scordare la giovinezza del protagonista e il suo odio per Lupa Lupin, mostro che attaccò il suo villaggio e sua madre. Ci sarebbe anche un’altra opzione da percorrere, se quanto letto vi ha intrigato almeno un po’: cercare una edizione old gen in sconto e poi godersi la patch rilasciata. Insomma, Biomutant non sarà certo una priorità videoludica, ma secondo chi sta scrivendo, un'occasione può meritarla, oggi più di ieri. 

7
Sia che siate tra coloro che hanno già il gioco originale e godranno della patch gratuita, sia che vi stiate avvicinando solo adesso a Biomutant, il succo non cambia: il prodotto è pressoché identico al passato, mantenendo intatti pregi e difetti dal punto di vista dell'ambientazione e del gameplay, ma compie un discreto balzo in avanti dal punto di vista grafico, guadagnando la risoluzione in 4k a 30 fps fissi, fermo restando che potrete anche preferire rinunciare a qualche dettaglio per giocare a 60 fps. Anche i tempi di caricamento si sono adeguati alle prestazioni della nuova generazione e le attese si sono ampiamente assottigliate. Rimane tra le nostre mani un titolo con un discreto fascino ma con i precedenti difetti immutati compreso qualche bug di troppo. Resta il fatto che questa sia una interessante occasione per dargli una bella "rinfrescata" o acquistarlo al nuovo prezzo budget.