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Recensione Atelier Sophie 2: Il ritorno dell’alchimista Sophie

Recensione Atelier Sophie 2: Il ritorno dell’alchimista Sophie
di Fabio Fundoni

Dopo anni a cambiare puntualmente i protagonisti della propria serie Atelier, Gust sembra aver deciso di dedicare più tempo e risorse ad alcune delle sue eroine, partendo da Ryza per arrivare a Sophie che, dopo il primo episodio uscito tra il 2015 e il 2016 è pronta a nuove avventure. Arriva in questi giorni Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream su PC, Nintendo Switch e PlayStation 4, e proprio per quest'ultima piattaforma abbiamo testato il gioco che, per amore della sintesi, da adesso ci limiteremo a chiamare Atelier Sophie 2. Che poi il sottotitolo ha tutta la sua ragione d'essere, visto che le nuove vicende della protagonista iniziano sempre con la premiata coppia Sophie e Plachta, ma con un plot twist che cambia tutte le nostre carte in tavola. Cercando di non rovinare alcuna sorpresa, limitiamoci a dire che le due protagoniste si ritrovano davanti a un albero bellissimo, da cui scaturisce una forza che le trascina in un nuovo mondo, dove però Sophie si trova sola e soccorsa da due misteriose ragazze. Una volta riprese le forze, basta poco tempo per capire che intorno a lei tutto è nuovo e che Plachta è scomparsa. Inizia così un'avventura che vede Sophie trovare nuovi amici e alleati alla ricerca dell'amica perduta e del modo per tornare a casa. 

Gust ha deciso di partire da un nuovo punto di vista e rimescolare le carte per dare nuova linfa a Sophie, una tra le nostre alchimiste preferite che, in effetti, nella sua prima apparizione, aveva patito un po' a causa di uno sviluppo non proprio di prim'ordine. Atelier Sophie 2 si presenta come un classico JRPG con combattimenti a turni, ovviamente portando le proprie idee per rendere più vario il gameplay. Come è ovvio che sia, vista la saga di cui stiamo parlando, a fianco alle meccaniche classiche si affianca l'alchimia, che non si limita ad essere semplice sistema di crafting, ma un fattore importantissimo nell'economia del titolo, tanto quanto il combattimento e l'esplorazione. Anzi, ad essere sinceri, questi tre elementi vivono in simbiosi, andando a plasmare tutta l'esperienza di gioco. Combattere e esplorare permettono di trovare nuovi elementi alchemici, mentre l'uso dell'alchimia dà accesso alla creazione di oggetti che migliorano le nostre abilità in battaglia e altri che ci danno accesso a nuove zone da visitare e risorse da recuperare. Insomma, un vero e proprio circolo virtuoso in cui si consiglia di non sottovalutare nessun aspetto.

Come dicevamo poco sopra, abbiamo testato il gioco nella sua edizione PlayStation 4 (attualmente non sono previste edizioni next gen) e sin dalle prime battute l'impianto tecnico si è dimostrato solido e soddisfacente. La grafica è coloratissima e ben realizzata, nonostante qualche difetto di saturazione soprattutto su alcuni toni di rosso, con i protagonisti e le ambientazioni realizzati con un ottimo cell shading, in uno stile estremamente "anime" che non si fa problemi ad indugiare sul fan service, favorito dal bell'aspetto delle protagoniste. Sempre ottima la colonna sonora, capace di riflettere le atmosfere in game, accompagnando il tutto con un buon doppiaggio giapponese. Segnaliamo che i testi sono in inglese e nonostante non contengano costrutti particolarmente complicati, la cosa per qualcuno potrebbe essere un ostacolo, visti i tanti dialoghi e testi. Presente anche un photo mode grazie al quale potrete immortalare personaggi e panorami a vostro piacimento, dove non mancano svariate opzioni per gli amanti della fotografia virtuale. Sommando tutto, tecnicamente abbiamo davvero un buon prodotto, sempre tenendo conto che stiamo parlando di un titolo sviluppato per vecchia generazione. Non siamo al top, ma la resa è più che buona da ogni punto di vista… e di udito!

Nella vita ci vuole la giusta alchimia

La trama rimane ancorata a classici canoni dei JRPG, con Gust che ha provato a inserire diversi elementi di sorpresa, alcuni riusciti, altri un po’ “telefonati”. Tenete da conto che, come da tradizione della saga, alcune situazioni risultano un po’ troppo prolisse, ma aiutano a creare adeguato spessore sia per la caratterizzazione sia dei personaggi principali sia di quelli secondari. Tutto questo, però, non potrebbe funzionare se non fosse sostenuto da un altrettanto solido gameplay e Atelier Sophie 2 non tradisce le aspettative. L’esplorazione ci porta in ambientazioni molto più di ampio respiro rispetto al precedente episodio e la quantità di cose da fare soddisfa anche i più esigenti. Come sempre ci muoveremo seguendo una quest principale e svariati compiti secondari che ci permetteranno di crescere più in fretta. Come anticipato, tutto si traduce nel combattere e procurarsi specifici oggetti o nell’utilizzare ciò che troveremo per dare vita a un composto alchemico. Il combat system funziona davvero bene dove i protagonisti del nostro party potranno disporsi in prima linea o nelle retrovie, con rispettivi bonus e malus. Tutto funziona a turni e una volta arrivato il proprio momento potremo compiere mosse abbastanza classiche come attaccare, usare le proprie abilità, sfruttare oggetti e via dicendo.

Quello che fa la differenza rispetto ad altri titoli è l’enorme possibilità di cooperazione tra combattenti. Avremo accesso a svariate possibilità di combinazione, a partire dalla difesa di un compagno sotto attacco sino al riempire una specifica barra che ci permetterà di unire e lanciare nello stesso momento due mosse speciali di altrettanti protagonisti, andando a risparmiare punti magia nella loro esecuzione. Prendetevi tempo per studiare le giuste combinazioni e avrete tanto di cui divertirvi visto che il sistema funziona bene ed è molto vario. Discorso molto simile per l’alchimia, ricordandosi che per creare qualche bell’oggetto, avremo bisogno di materie prime, recuperabili combattendo, comprando nei vari negozi o semplicemente raccogliendo quello che troveremo in giro per il mondo. Segnaliamo che alcuni elementi saranno recuperabili solo sfruttando appositi strumenti che dovremo obbligatoriamente equipaggiare per renderli attivi: l’esempio classico è la canna da pesca che una volta inserita tra gli oggetti utilizzati ci permetterà di fare incetta di pesci negli specchi d'acqua. Raccogliendo oggetti avremo accesso a nuove ricette da sfruttare nel nostro calderone. Per portare a termine una creazione alchemica dovremo ovviamente avere tutti gli oggetti necessari e a quel punto combinarli a dovere. Potremo scegliere l’opzione automatica o dedicarci in prima persona ed è proprio quest'ultima la cosa più divertente. In fase di creazione avremo accesso a una schermata simile a quella di un puzzle game, fatta di caselle vuote e moltiplicatori di bonus. 

Ogni materia prima, oltre ad avere un livello di qualità, è composta da dei “mattoncini” da inserire nella schermata e da combinare in modo da creare strisce dello stesso colore e attivare specifici bonus legati a vari elementi (fuoco, vento, lampo e via dicendo). Facile capire che ci sono decine e decine di opzioni e sfruttarle per poter dare vita a oggetti di diversa qualità e con specifici poteri, ma se questo non bastasse sappiate che Sophie potrà farsi aiutare anche dai propri compagni, sia per potenziare gli quanto creato che per dare vita a specifici progetti che da sola non potrà realizzare. Esattamente come per il sistema a punti esperienza che siamo abituati a vedere nella crescita, combattimento dopo combattimento, anche l’uso dell’alchimia ci permetterà di diventare sempre più bravi in questa difficile arte, mentre non è assolutamente difficile capire che mescolando tutto quello di cui abbiamo parlato, abbiamo tra le nostre mani un titolo davvero profondo con tutte le carte in regole per tenerci incollati al controller decine e decine di ore senza mai annoiarsi. Adesso andate nel vostro studio e preparate tutto il necessario: una nuova avventura alchemica vi aspetta!

8.5
Alla faccia di chi pensava che Gust non avrebbe mai fatto il salto di qualità, la serie Atelier ci sta abituando decisamente bene da ormai diverse uscite. Il ritorno di Sophie non lascia dubbi: anche modificando le meccaniche che tanto avevano convinto con Ryza 2, gli sviluppatori hanno raggiunto un solido livello di maturità. Poco importa che ci sia ancora qualche impaccio grafico e momenti di narrazione un po' troppo prolissi, Atelier Sophie 2 si gioca che è un piacere grazie a una buona trama, un combat system vario e appagante e un gameplay alchemico di prim'ordine, il tutto sostenuto da un impianto tecnico legato alla vecchia generazione, ma non per questo carente. Il sogno di Sophie vale davvero la pena di essere giocato!