Psychonauts 2 – Recensione Xbox One X

La mente umana vista dagli occhi di Double Fine

di Simone Rampazzi

Nel marasma delle offerte videoludiche che si riciclano grazie a una versione remastered, o nel migliore caso remake, ci sono anche quei franchise che a distanza di molti anni dall’uscita del capitolo precedente (e qui ce ne sono quindici) riescono a riemergere dal cestone dei ricordi con un sequel vero e proprio.

Potrebbe sembrare assurdo, ma nel caso di Psychonauts tale scelta si è trasformata in una fantastica realtà coloratissima e divertente, seppur figlia di una generazione che viveva a ritmo di pane, mortadella e platform 3D.

In questo secondo capitolo troviamo tutto questo, contornato come nel migliore dei casi da una storia pronta a rimetterci alla guida di Razputin “Raz” Aquato, protagonista del primo capitolo che torna insieme ai suoi colleghi psiconauti in un ciclo di eventi che si attacca perfettamente alla conclusione vista nel 2006.

MENS SANA IN CORPORE SANO

Dove eravamo rimasti? Beh, diciamo che nell’ultimo segmento del primo capitolo del franchise, Raz partiva insieme ai suoi tutori psiconauti alla volta del Rhombos of Ruin, fondamentalmente un Triangolo delle Bermuda nostrano, con l’intenzione di salvare Truman Zanotto dalle perfide grinfie del villain Loboto.

Il secondo capitolo inizia proprio da qui, con una missione introduttiva che ci mostrerà la ghiera di comandi necessaria a guidare il nostro alter ego nella mente altrui. Nel ruolo di cadetto PSI continuiamo a essere in grado di utilizzare molte abilità psichiche, già note per chi avrà giocato il primo capitolo della saga, ma ce ne sono di nuove tutte pronte ad amalgamarsi piacevolmente con il gameplay e la storia, creando un perfetto canovaccio che non vuole prendersi troppo sul serio, puntando maggiormente a essere scorrevole e di facile comprensione anche per un pubblico più giovane.

Double Fine è riuscita anche a inserire delle tematiche inclusive all’interno della storia, che chiaramente eviteremo di spoilerare, ma fa piacere notare come sia stato naturale assistere a determinati eventi senza sentirne il peso, cercando insomma di comprenderli e assimilarli come accadrebbe nella normale vita di tutti i giorni.

Invero Psychonauts 2 scava un po’ nella psiche umana tirandone fuori i sentimenti che la compongono e fa piacere notare alla base, guidando appunto il giovane Raz, che il ruolo dello psiconauta non è quello di alterare o modificare qualcosa nella mente altrui, ma bensì quello di fare in modo che il soggetto scenda a patti con sé stesso e accetti gli eventuali problemi presenti nella propria vita.

Analizzandolo su questo frangente, il titolo si dimostra maturo a modo suo, pronto a raccontare storie diverse in modo naturale, un plauso comunque da rendere noto nei confronti degli sviluppatori.

Come anticipato poco sopra, il titolo resta fedele al primo capitolo del franchise sul fronte del gameplay, inserendo giusto qualche potere in più nella formula che potrà essere utilizzato, oltre che nei livelli che compongono il gioco, anche nelle aree all’aperto per sbloccare al cento per cento tutti i collezionabili. Trattandosi di un platform 3D, quello che ci troveremo di fronte sarà il tipico spettacolo a cui eravamo stati abituati agli inizi degli anni 2000: ogni livello presenta delle zone esplorabili a seconda delle abilità che avremo sbloccato, conterrà poi dei frammenti di pensiero visibili tramite dei disegni bidimensionali da raccogliere nello scenario, accompagnati da targhette per bagagli emozionali e altre piccole feature nascoste, tutte presenti anche nel primo gioco.

Collezionarle tutte ci permette di completare il livello nella sua completezza, ma come capita spesso per titoli appartenenti al genere, servirà comunque terminare il gioco una prima volta per accedere all’intero bagaglio di abilità disponibili (saranno infatti sbloccate naturalmente nel corso della trama), così da accedere al più classico dei backtracking solo e solamente vogliate completare il titolo al 100%.

Fortunatamente non esiste una difficoltà da scegliere a inizio del gioco, sebbene sulla versione provata su console ci siamo trovati inizialmente in difficoltà per via di alcune imprecisioni legate alla zona di atterraggio dopo il salto, non sempre precise per via di una telecamera ballerina. I checkpoint impostati dal gioco restano comunque generosi, elemento che ci farà affrontare Psychonauts 2 con leggerezza, senza insomma doverci necessariamente preoccupare di qualsivoglia forma di game over.

UNA VENTATA DI STILE

Guardando da cima a fondo questo sequel del franchise, ci si accorge subito che Double Fine abbia lavorato alacremente al fine di rendere ogni scenario coerente, ma allo stesso tempo sorprendente agli occhi del giocatore. Senza farvi particolari spoiler a riguardo, sappiate che gli sviluppatori si sono concentrati al fine di rendere ognuna delle ambientazioni piacevolmente coerente con il cervello esplorato, nonché capaci di cambiare anche a seconda delle situazioni, visto e considerato che Raz potrà in qualche modo esplorare anche diverse sfaccettature dello stesso soggetto.

Tale approccio rende sicuramente questo platform 3D molto più godibile da affrontare, elemento che ci sentiamo di sottolineare di buon occhio visto il target palesemente più giovane, dedito ad assimilare meglio certi contesti con meno barriere mentali di noi adulti.

Psychonauts 2 scorre dall’inizio alla fine come una ventata di aria fresca in un giorno d’estate, piacevole ma non scevra da piccoli difetti che hanno un po’ rallentato la nostra esperienza nella versione provata su console. I caricamenti sono infatti estremamente lunghi e i filmati, che sono davvero tanti, possono essere saltati solo nella loro interezza.

Sarebbe stato carino poter saltare almeno i dialoghi tramite la pressione di un tasto dedicato, elemento che ci avrebbe fatto piacere avere anche nei semplici scambi di battute che sarà possibile fuori durante il gioco con gli NPG. Spesso, premendo cerchio, si salta completamente la risposta ritornando al menu di selezione della stringa di dialogo, un peccato ma niente di irrecuperabile.

È possibile giocare Psychonauts 2 senza conoscere il primo capitolo? Ovviamente si, e in questo caso gli sviluppatori hanno dedicato dei piacevoli flashback sparsi nel corso del gioco, un’aggiunta notevole che garantisce al giocatore la possibilità di capire subito il contesto senza dover necessariamente recuperare informazioni prima di iniziare a giocare.

8
Psychonauts 2 ci ha davvero sorpreso. La sua natura polivalente ha catturato la nostra attenzione sin dalle prime battute, facendoci restare incollati allo schermo dall’inizio alla fine di questa piacevole avventura. I difetti ci sono, inutile negarlo, ma sappiate che sono nulla se paragonati alla storia e al gameplay del gioco, davvero un bel revival degli anni videoludici che furono. Consigliatissimo, soprattutto in vista della sua presenza gratuita sul Game Pass di Microsoft.