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Pokémon Diamante Lucente: Nintendo porta su Switch l'ennesima evoluzione del franchise

Pokémon Diamante Lucente: Nintendo porta su Switch l'ennesima evoluzione del franchise
di Simone Marcocchi

I Pokémon sono un successo commerciale dal 1996 e dalla versione Switch - pratica già iniziata dalle generazioni precedenti - si è scelto di fare un’uscita annuale che preveda l’alternarsi di un capitolo del passato in versione remake e un titolo completamente nuovo. In questa specifica occasione si vede il ritorno di Diamante e Perla che è invero uno dei più “deboli” nell’enciclopedia delle uscite, con una storia non così interessante o che presenti novità di rilievo.

Da DS a Switch
Ilca (e non Game Freak) ha confezionato uno dei videogame della serie che porta il nome in versione remake del capitolo uscito nel 2006 su Nintendo DS, uno dei più venduti ed uno di quelli che ha creato tra le maggiori divisioni dei collezionisti di tutto il mondo. Se infatti tutta la componente di trama è tra le più superficiali e meno interessanti di tutto il variegato mondo dei mostriciattoli da combattimento, è altresì vero che ha uno degli endgame più interessanti ed è stato riproposto in pieno. Se per completare la storia difficilmente supererete le 25 ore - poi spetta a voi guardare o meno le missioni secondarie, la caccia, i livellamenti ecc. -, potrete fare una montagna di attività, che si svincolano tutte per voi. C’è tutta la parte ambientata sul Monte Ostile, i leggendari da cercare con tutto il grinding del mondo, la Torre Lotta (che da sola vale il prezzo del biglietto) e questo senza citare la Lega Sinnoh… 

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Il mio nome è Sinnoh
...e non è finita qui. Oltre a quanto citato sopra ci viene offerta anche la riedizione dei combattimenti con i Capopalestra già affrontati e vi posso assicurare che vi daranno parecchio filo da torcere, tanto che dovrete non solo fare le scelte corrette a livello strategico, ma anche aver fatto attenzione a possedere i Pokémon giusti, con i migliori IV e la conoscenza delle mosse o vi faranno a pezzi. Questo è senza dubbio lodevole, perché ad una campagna piuttosto banale (anche nella difficoltà, oltre alla narrazione) si accompagna un pigrissimo lavoro estetico che sembra uscito più da un Nintendo 3DS che da Switch, e se infatti su tutte le piattaforme precedenti gli sviluppatori hanno sempre provato a dare il massimo su queste consola, su Switch sembra che ogni produzione punti al ribasso.

Diciamo quindi che i super-pro avranno pieno compimento nella prelibatezza del piatto servito, così come chi abbia voglia di andare a caccia per il gusto di farlo, ma resterà un po’ deluso solamente l’acquirente che ama quella linearità più superficiale che rientra nella missione principale - per altro resa anche più celere - che si dovrà pure accontentare di una resa video basilare, con sfondi spesso a bassissima risoluzione, ed una grafica estremamente basilare. Che sia arrivato il momento di regalare ai Pokemon un motore grafico all'altezza?

9
Ogni gioco dei Pokémon offre un’esperienza multi-strato per diverse tipologie di giocatori ed è per questo che funziona così tanto e anche in questo caso non delude le aspettative. Nonostante sia palese che per questi remake si vada un po’ al risparmio sul fronte estetico, offre comunque un interessante lavoro post-endgame che dovrebbe incontrare parecchi favori da parte dei giocatori. Ci sono ancora troppi elementi che necessitano una rivisitazione, che non ci sono nemmeno stavolta, ma per questo speriamo ci sia spazio il prossimo anno con il nuovo episodio inedito.