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Milestone continua a bruciare l’asfalto con il suo MotoGP 22! La recensione

La MotoGP alla ricerca di un nuovo campione!

di Fabio Fundoni

Con l’addio alle corse su due ruote di Valentino Rossi, il campionato motociclistico più importante al mondo è alla ricerca di nuovi stimoli per far appassionare sempre più persone e per sua fortuna può contare su un numero di piloti velocissimi e talentuosi come il campione del mondo in carica Fabio Quartararo, il fortissimo Marc Marquez, Jack Miller e ovviamente l’agguerritissima truppa italiana dove spiccano nomi come Enea Bastianini, Francesco Bagnaia e Franco Morbidelli. Ok, un mito assoluto ha appeso il casco al chiodo, ma ci sono tutti gli ingredienti per dare il via a una nuova stagione carica di emozioni e bagarre, come ben sanno tutti i veri amanti della MotoGP. Attesissimo da tutti i motociclisti virtuali, ecco MotoGP 22, la nuova incarnazione videoludica della saga sviluppata dal team italiano Milestone. Dopo l’approdo nella nuova generazione nel 2021, eravamo curiosissimi di metterci alla guida di queste potentissime due ruote anche quest’anno per vedere le novità ideate dagli sviluppatori milanesi, motivo per cui siamo saliti in sella all’edizione PlayStation 5, per quanto il gioco sia disponibile anche su PlayStation 4, Xbox One, Xbox Seris S/X, Nintendo Switch e, ovviamente, Personal Computer.

Lo scorso anno ci eravamo divertiti come non mai cercando di raggiungere la vetta del motomondiale, sarà così anche questa volta? Il primo impatto con MotoGP 22 non è poi troppo diverso da quello avuto col titolo precedente, a partire dalle modalità disponibili: si parte dalla classica carriera che ci permetterà di partire dalle ultime file della Moto3 per cercare una lunga scalata al successo, ma nulla ci impedirà di iniziare direttamente dalla Moto2 o dalla MotoGP, senza contare la possibilità di creare un proprio team per sfidare i colossi del motociclismo. Come sempre sarà questo il fulcro del gioco, con svariate opzioni manageriali (sempre all’acqua di rose) e dei chiari obiettivi: migliorare le proprie prestazioni, quelle meccaniche della propria moto e la capacità dei membri del team. A parte qualche novità come la possibilità di creare un team junior nelle categorie inferiori, nulla che sconvolga l’esperienza passata che rimane abbastanza asettica dal punto di vista del coinvolgimento emotivo, ma offre vari spunti tecnico gestionali.

Per trovare qualcosa alle voce “emozioni”, si deve fare affidamento alla principale novità del pacchetto, cioè la Stagione 2009. Chiaro e gradito omaggio a Valentino Rossi, il 2009 è proprio l’ultima stagione in cui il pilota italiano è riuscito a vincere il mondiale, lottando aspramente con Jeorge Lorenzo, Dani Pedrosa e Casey Stoner. Impersonando i vari protagonisti, dovremo rivivere alcune situazioni rimaste nella memoria storica degli appassionati. Tutto è gestito in stile documentaristico sfruttando la vena artistica di Mark Neale, il regista che ha al suo attivo docufilm sulla MotoGP come Faster e Fastest. Per ognuno dei 17 Gran Premi disputati dovremo portare a termine alcune “missioni”, così da sbloccare nuovi episodi e svariati bonus.

Insomma, una certa ventata d’aria fresca nell’ambito delle modalità, per quanto in passato MotoGP ci aveva già regalato una interessante sezione che ci dava la possibilità di impersonare i migliori piloti del passato nelle loro gare più iconiche. Certo, siamo ancora lontani dalle modalità “storia” che vari racing games stanno adottando per rendere più appetibile l’offerta, ma si tratta comunque di un primo passo che speriamo in futuro venga ampliato: provate a pensare che bello sarebbe poter creare il proprio pilota e vivere rivalità, rapporti con la stampa, coi tifosi e via dicendo. Interessante l’inserimento della Academy, una modalità che permette di studiare tutti i circuiti disponibili in sezioni limitate, così da potersi dedicare alle singole curve per avvicinarsi passo dopo passo alla perfezione. Non mancano campionati, gran premi singoli, giri veloci e multiplayer, sia online che in locale, dove fa bella mostra lo split screen per giocare fianco a fianco con un amico sulla stessa console, opzione sempre graditissima. Per quanto riguarda moto e piloti, come già accennato, è disponibile il roster completo degli attuali campionati Moto3, Moto 2 e MotoGP, più il campionato MotoGP 2009 e un nutrito gruppo di campioni del passato come Max Biaggi, Mick Doohan e tanti altri.

Un modello di guida da pole position

Apprezzabilissimo il fatto che le moto più datate siano state rappresentate con le loro specifiche originali e quindi, a meno che non andrete a toccare gli aiuti alla guida, in sella a una 500 cc storica vi ritroverete a fare i conti con un affascinante “mostro” con poca elettronica e tanta potenza da domare. Insomma, da fare ne avrete, anche se con un po’ più di coraggio si poteva osare qualche cosuccia in più. Lo stesso gameplay è ovviamente direttamente derivato da quello di MotoGP 21, con gli sviluppatori che si sono dedicati principalmente a rivedere la gestione di freni e ammortizzatori, con relativo spostamento del peso del pilota. Per godere a pieno del lavoro svolto si devono eliminare tutti gli aiuti alla guida, per quanto ci si ritrovi davanti a un modello non certo semplice, ma che ancora una volta compie un importante passo verso la simulazione. Serve molta più sensibilità sui comandi rispetto al passato e vi assicuriamo che i primi giorni non sarà affatto facile riuscire a portare a casa un giro pulito, tanto più con un buon tempo. Certo, potreste anche attivare un po’ di aiuti, scelta condivisibile per chi è alla ricerca di divertimento più immediato, ma vi perdereste il buon lavoro svolto da Milestone.

Rimangono alcuni elementi che stonano: parliamo principalmente dell’intelligenza artificiale avversaria che, nonostante qualche passo avanti, continua ad avere problemi quando si tratta di gestire una staccata dietro di noi: più di una volta siamo stati tamponati quando la cpu avrebbe potuto rivedere le proprie traiettorie e non compiere manovra da kamikaze. A ovviare al problema è presente l’opzione rewind che ci permette di portare indietro il tempo e reimpostare una curva o una frenata, così da aggiustare il tiro o medicare una caduta (che la colpa sia nostra o degli avversari). Purtroppo è possibile solo attivare o disattivare l’opzione, senza avere modo di dare un numero massimo di utilizzi per gara, cosa che avrebbe reso più modulabile la difficoltà. Anche tecnicamente il titolo è molto simile al precedente, con qualche miglioria grafica che però non segna un particolare stacco rispetto a quanto già visto. C’è stato sicuramente un lavoro di “polish”, ma nulla di eclatante, per quanto la resa sia ottima. Buono anche il sonoro, dove ovviamente a farla da padrone è il rombo dei motori, ancora una volta una gioia per le orecchie, soprattutto quando si sale di cilindrata.

Ci teniamo a sottolineare che l’edizione PlayStation 5 si fregia delle specifiche del DualSense, con i grilletti adattivi che rendono l’esperienza una spanna sopra rispetto all’utilizzo di un “classico”controller. Milestone si mostra ancora una volta maestra nel gestire il pad Sony, con i pulsanti che danno reazioni estremamente credibili e immersive in tantissime occasioni: ancora una volta perdere l’aderenza in frenata porterà a una mancanza di risposta del grilletto dorsale sinistro, mentre accelerare sconsideratamente in uscita di curva potrebbe far slittare gli pneumatici e farci “mancare” la presa sul trigger destro, e via dicendo. Difficile da spiegarsi a parole, ma impagabile durante le proprie partite. Insomma, tante qualità grazie alle quali MotoGP 22 si conferma il cavallo di razza in casa Milestone, ma ci sarebbe piaciuto trovare nel pacchetto qualche novità in più rispetto allo scorso anno, cosa che avrebbe avvicinato il gioco a un voto più alto. Ad ogni modo, se siete alla ricerca del vero spirito del motomondiale, MotoGP 22 non potrà deludervi, soprattutto se deciderete di affrontarlo alla massima difficoltà e siete quella tipologia di utente che adora una sfida impegnativa e sa quanto sia importante guadagnare anche solo un decimo al giro dopo tante prove e svariati esperimenti in fase di setting.

 

8,5
Milestone conferma quanto di buono visto lo scorso anno nel suo brand principale e lima ulteriormente la fisica della moto, aumentando il livello di simulazione, soprattutto nella gestione dei freni e del peso del pilota. Le opzioni disponibili permettono a chiunque di giocare e divertirsi, ma chi cerca una vera sfida troverà pane per i suoi denti, oggi più che mai. Un anno di esperienza ha permesso al gioco di migliorare anche graficamente, sebbene le novità siano visibili solo agli occhi più attenti, mentre le modalità di gioco sono pressoché identiche al passato, con l'aggiunta della stagione 2009 che va a cercare di dare una ventata d'aria fresca, ma è ancora lontana dalle modalità “storia” che diversi racing games stanno abbracciando negli ultimi tempi. Peccato che l’intelligenza artificiale continui a evolversi troppo lentamente e spesso porti il giocatore a imprecare contro l’avversario di turno per un evitabile tamponamento, ma MotoGP 22 rimane un titolo solidissimo e capace di far appassionare ogni amante delle due ruote.