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Matrix Resurrections – Recensione del Blu-ray 4K

Matrix Resurrections è un vero e proprio ritorno nella tana del Bianconiglio, tra passato e futuro prosegue il racconto dell'immane conflitto tra macchine senzienti e l'essere umano. Distribuzione Warner Bros

di Claudio Pofi

Matrix Resurrections riprende la narrazione molti anni dopo gli eventi di Matrix Revolutions. Thomas Anderson (Keanu Reeves) è un ricco e famoso programmatore, socio fondatore della software house Deus Machina costruita sulle fondamenta del successo planetario del videogame “Matrix”. Nel gioco si sviluppano le avventure di Neo, Trinity, Morpheus e della resistenza umana contro implacabili macchine senzienti.

Una vita routinaria e solitaria quella di Thomas, interrotta da misteriose visioni e incubi apparentemente senza senso al punto da averlo spinto a rivolgersi a uno psicanalista. Quando però attraverso una simulazione del gioco da lui stesso sviluppata qualcuno di reale lo raggiunge, raccontandogli che il mondo che lo circonda è parimenti una simulazione, Thomas dovrà convincersi fino in fondo di non essere impazzito e tuffarsi nuovamente nella tana del Bianconiglio.

Allacciati (di nuovo) la cintura, Alice

A ventitré anni di distanza dal clamoroso esordio cinematografico del primo Matrix e circa diciannove da Matrix Revolutions giunge il quarto capitolo Matrix Resurrections. Una non facile “rimpatriata” quella portata in scena dalla regista transgender Lana Wachowski, già curatrice e sceneggiatrice della prima trilogia nel 1999, all'epoca ancora come Larry Wachowski al fianco del fratello Andy. Formalmente noti come “The Wachowskis”, insieme hanno firmato opere ardite come Bound – Torbido inganno, Speed Racer, Cloud Atlas e Jupiter – Il destino dell'universo, senza però raccogliere il medesimo successo commerciale.

La stessa Lana in passato aveva affermato che non sarebbe più tornata su Matrix, almeno fino a quando non avesse avuto per le mani una solida sceneggiatura capace di reggere il confronto. Chi approccia Resurrections senza aver mai visto i passati tre film rischia un colossale mal di testa. Tutti gli altri faranno un notevole tuffo nel passato, con una sarabanda di déjà-vu ed echi degli eventi che portarono alla devastante battaglia di Zion, ultimo baluardo della specie umana costretta a vivere nel sottosuolo nascosta alle imperanti macchine.

Tornano sotto i riflettori riflessioni su diversità e omologazione nella società, sul tempo perduto da parte di chi vive una “identità di gregge” comunque convinto di aver compiuto scelte del tutto personali. Metacinema e omaggi alla trilogia a partire dal prologo, manipolando il passato e preparando il terreno per il futuro sviluppo del racconto, Resurrections soffre per una lenta quanto interessante introduzione. La seconda parte, idealmente identificabile quando il Signor Anderson torna a essere Neo nella “vera” realtà, è più coinvolgente per l'action ma al tempo stesso viaggia a riciclo. Senza spoilerare alcunché, chi ha vissuto i precedenti film si ritroverà con elementi di disinnesco dell'incipit iniziale che avrebbe potuto far “brillare” la narrazione in tutt'altra misura. Si è piuttosto scelto di muovere per lidi (apparentemente) più sicuri e facili, ma l'interesse dello spettatore rischia di scemare altrettanto facilmente una volta realizzato che gli eventi hanno preso ad accartocciarsi su se stessi. Finale aperto quanto conclusivo.

Reeves (con un sempre grande Luca Ward alla voce) e la Moss sono meravigliosamente in parte, meno carismatico il resto del cast che include l'indiana Priyanka Chopra, un cameo del regista James McTeigue (che diresse V per vendetta, scritto dai Whachowskis), lo stuntman Daniel Bernhardt (villain contro Keanu Reeves in John Wick) e Lambert Wilson nel ruolo del sempre sboccato (ma decaduto) Merovingio.

C'è anche l'Italia!

Curiosità nella curiosità: parte della troupe come camera operator nella prima fase della produzione c'era anche Daniele Massaccesi, figlio dell'indimenticato regista Aristide Massaccesi, in arte Joe D'amato. Dopo lo stop imposto dalla pandemia, alla ripresa dei lavori sul set il cinematographer John Toll diede forfait, e Daniele si è ritrovato a curare luci e colori di una produzione da 220 milioni di dollari.

Come si vede

Girato interamente digitale con camere RED (Komodo, Monstro, Ranger) a risoluzione variabile tra 6K e 8K si è poi giunti a un master nativo 4K, di cui l'edizione su disco UHD è naturale prosecuzione. Formato immagine originale 2.39:1 (3840 x 2160/23.97p), codifica HEVC su

BD-100 triplo strato. Uno spettacolo di altissimo livello che per “respirare” al massimo necessiterebbe di un televisore 10 bit (possibilmente OLED). Neri profondi, risalto elementi indipendentemente dai tanti momenti in semi oscurità, accento sui particolari anche in secondo piano (incredibile la proiezione delle immagini del vecchio Matrix su un telo disastrato) e la forza del Dolby Vision nell'esaltare e puntualizzare luci e colori in misura dinamica e in funzione del contenuto delle immagini. Rispetto alla controparte Blu-ray Full HD/2K l'inferiore compressione dinamica restituisce un quadro visivo ancora più fedele rispetto alla proiezione in sala. Il disco UHD è tecnicamente superlativo e si presta a dimostrazioni delle doti di una codifica di altissima resa, irraggiungibile con lo streaming.

Come si sente

Standing ovation per Warner Bros che ha incluso l'italiano con traccia audio Dolby ATMOS (24 bit), ascoltabile anche in Dolby TrueHD 7.1 canali (o Dolby Digital, a seconda dei decoder disponibili nel proprio impianto Home Theater), con tantissimo da offrire in termini di dinamica ed effetti. Presenza scenica anche dai canali verticali specie nella seconda parte, per esempio nelle sequenze con il movimento delle “sentinelle”. Transizioni ricche di enfasi, parlato eccellente dal canale centrale, pressione sonora e divertimento assicurato nel corso dei “salti” dai grattacieli, nell'ipercinetico scontro sul treno con i Bot, la corsa in moto e nella fase finale durante la fuga di Neo e Trinity. Subwoofer corposo con istanti roboanti come durante l'esplosione di uno degli elicotteri a caccia dei due fuggitivi. Una colonna sonora con abbondante energia tra musiche ed effetti rendendo onore all'intero missaggio. Da ascoltare anche l'inglese, per cogliere diverse sfumature nei dialoghi.

Alla scoperta di Matrix

Extra presenti sul Blu-ray Full HD, tutti di sicuro interesse per scoprire incredibili segreti della lavorazione. “No One Can Be Told What The Matrix Is” (9') con riflessioni sull'originale trilogia; “Resurrecting The Matrix” (31') con riflessioni sul ritorno in scena dopo la trilogia con interventi di parte di cast e troupe; “Neo x Trinity: Return to the Matrix” (8') Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss ricordano il loro primo incontro per il primo film e il lavoro sui set; “Allies + Adversaries: The Matrix Remixed” (8') presenta riflessioni sul coinvolgimento da parte del resto del cast; “Matrix 4 Life” (6') con ulteriori pensieri sulla nuova produzione da parte di cast e troupe; “I Still Know Kung Fu” (5') con gli addestramenti al combattimento. Dulcis in fundo “The Matrix Reactions” contiene 9 mini documentari per un totale di 49' minuti, con ulteriori approfondimenti sulla produzione e focus su alcune sequenze: tra le più memorabili la cronaca del vero salto di Reeves e la Moss da un palazzo di San Francisco alto quasi 170 metri(!). Sottotitoli in italiano ovunque.