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Matchpoint: Torus stecca il colpo. La recensione

di Andrea Casetti

Il tennis, al contrario dei videogiochi sportivi destinati a riprodurre i campionati a squadre, sembra prescindere dalla prassi dell'aggiornamento periodico per ripopolare i roster delle squadre aggiornati al netto delle sessioni di mercato, oltre alle dovute migliorie che gli appassionati si aspettano di anno in anno: è da parecchio tempo, infatti, che non abbiamo l'occasione di recensire un titolo degno di nota dedicato allo sport del tennis, più o meno dagli ultimi esponenti delle serie Virtua Tennis e Top Spin.

Riprendiamo quindi con questo Matchpoint - Tennis Championship, titolo confezionato dagli sviluppatori australiani di Torus Games, che sfruttano una licenza capace di mettere insieme un discreto roster di tennisti professionisti, anche se mancano alcune illustri defezioni come i primi 3 al mondo e i nostri atleti che ultimamente ci stanno anche regalando qualche soddisfazione.

Editor striminzito

Al solito si comincia dal plasmare a proprio piacimento le fattezze e i colori del vestiario del nostro avatar che ci accompagnerà lungo la risalita della classifica mondiale, il tutto a mezzo di un editor che non impressiona certo per varietà di opzioni. Subito dopo vi aspetta un esaustivo tutorial che vi spiegherà il sistema di controllo che, per l'occasione, assegna i vari tipi di tiro ai tasti frontali (colpo di piatto a X, topspin al Cerchio, slice al Quadrato e pallonetto al Triangolo), mentre a R2 è affidato il comando per le palle corte e a R1 le volée.

Completa il tutto l'aver associato alla levetta sinistra non solo il movimento del tennista, ma anche la direzione del tiro una volta premuti i sopracitati tasti. È evidente come questa scelta abbia di fatto imposto un compromesso, in quanto richiedere la massima precisione nel posizionare il personaggio in funzione del tiro, il tempismo della pressione del pulsante e la direzione della ribattuta sarebbe stato umanamente impraticabile, quindi a risentirne sono stati i primi due: la CPU vi assisterà nel posizionamento dell'atleta, mentre per il tempismo avrete la sensazione che spesso e volentieri sia stato chiuso un occhio.

Strategia da scacchista

Per il resto gli sviluppatori hanno oggettivamente un buon lavoro nel dare un significato alle varie strategie che si nascondono dietro un apparentemente semplice palleggio, come le iniziative che portano a un rallentamento degli scambi, magari mediante una palla corta, così come la varietà di opzioni offerte dalle numerose opzioni disponibili.

Peccato solo per una scarsa caratterizzazione della fisica della pallina, che sembra non risentire a sufficienza della tipologia di terreno su cui si gioca e che invece nel mondo reale porta a una vera e propria specializzazione delle stelle mondiali verso quel determinato tipo di terreno.

Un altro punto a sfavore è rappresentato dalla monotonia di fondo del gioco che, unito alla scarsezza di opzioni disponibili nel menu principale, offre davvero poche opzioni per ravvivare l'interesse.

Poche opzioni

Le opzioni disponibili contemplano le partite semplici, quelle online (anche in modalità crossplatform), l'allenamento (utile anche per aggiudicarsi nuovi item di vestiario), il tutorial e soprattutto la carriera, dove dovrete competere con altri giocatori e risalire la classifica generale a suon di vittorie, le quali arriveranno più facilmente se riuscirete ad accaparrarvi elementi di vestiario e racchette più performanti. Peccato però per l'assenza di partite in doppio, che avremmo apprezzato non poco.

Dal punto di vista dei contenuti va detto che chi si aspettava di poter impersonare le stelle italiane che ultimamente ci stanno regalando soddisfazioni, piuttosto che i tre Re del genere rimarrà deluso, ma ci si potrà allietare con Medvedev, Kyrgios, Nishikori, Anisimova e tanti altri per un totale di 16 tennisti reali, ognuno caratterizzato da punti deboli che verranno evidenziati una volta scoperti, consentendovi così di approfittarme cambiando strategia.

Tecnicamente da rivedere

Il comparto tecnico non sorprende più di tanto: a parte alcuni scorci dei campi piuttosto belli a vedersi, con il proseguire nella partita vi renderete conto di come il pubblico sugli spalti si riveli estremamente statico, mentre le animazioni dei personaggi sono piuttosto varie a testimonianza di un massiccio lavoro di registrazione con l'ausilio del motion capture, che ha consentito di mettere insieme una libreria più vasta della norma, anche se non grande a sufficienza per scongiurare la comparsa di movenze non legate tra di loro. Per non parlare delle espressioni dei giocatori, che sembrano usciti da uno dei primi Resident Evil: le espressioni sono davvero raccapriccianti.

E concludiamo con la gestione dei dettagli: spesso e volentieri tra uno scambio e l'altro i personaggi si esibiranno in animazioni poco convincenti, senza esultanze né esprimersi in gesti di stizza, ma allo stesso modo noterete imbarazzanti compenetrazioni con le sedie poste a bordo campo. E a dirla tutta sarebbe stato bello vedere le palline accumularsi sul campetto durante i tutorial, invece svaniscono senza motivo.

6
Matchpoint - Tennis Championship riporta il tennis sulla nostra PS5 e lo fa con un titolo caratterizzato da un gameplay semplice quanto efficace, piuttosto tecnico e rivolto alla simulazione anche se concede ampi spazi ai compromessi, tempismo delle battute e posizionamento del personaggio su tutti. Una struttura caratterizzata da una progressione lenta del giocatore, un roster contenuto di tennisti reali, una palese scarsezza di contenuti e di varietà rendono questo titolo un tantino ripetitivo e noioso. Peccato