Intergalactic, la recensione: il potenziale c'è, ma avrà il tempo di diventare il nuovo The Expanse?

Tiscali GameSurf

The Expanse ha già trovato il suo erede? Nel guardare i primi 4 episodi della prima stagione di Intergalactic ho pensato più volte che l'attesa per uno show spettacolare di stampo fantascientifico, con quel pizzico di complotto interstellare che fa venir voglia di vedere l'episodio successivo, fosse già finita.

Forse è inevitabile tirare in ballo altre serie, più note, più grandi e più blasonate, per darvi un'idea delle suggestioni di questo titolo inglese prodotto con un budget medio basso: due caratteristiche che qua e là ricordano Doctor Who. Intergalactic però ha un grosso limite, comune a molti progetti di stampo SF approdati in televisione negli ultimi, che ha inizialmente frenato anche la corsa di The Expanse: ha un'identità debole, non convince e cattura al primo sguardo.

Fuggitive intergalattiche

L'idea di partenza non è del tutto originale ma permette un avvio in quinta marcia: una poliziotta incastrata per un crimine non commesso si ritrova su una trasporto spaziale in cui le prigioniere si ribellano alle autorità. Le carcerate si ammutinano, prendono il comando della nave spaziale che le sta trasportando in prigione e partono alla ricerca di Arcadia.

La protagonista è Ash Harper (l’esordiente Savannah Steyn), una poliziotta figlia di un militare decorato ucciso in un attacco terroristico e di una delle responsabili della sicurezza interplanetaria. Episodio dopo episodio, scoprirà il lato nascosto dell'impero che serve e dovrà decidere a chi essere fedele. La sua centralità nella narrazione è la vera zavorra dello show, perché la sua storia è la più prevedibile e le azioni di Ash sono a metà strada tra il miope e lo stupido.

I personaggi femminili con cui condivide malvolentieri la fuga sono decisamente più interessanto. Tra le galeotte che requisiscono la nave c'è Verona (Imogen Daines), arrestata dalla stessa Ash, che "buca" i sistemi informatici ufficiali per passione e per sopravvivere, una criminale tossicodipendente in cerca di avventure, madre che ha trasformato la figlia in un'arma vivente e la misteriosa dottoressa Grieves (Natasha O’Keeffe). La donna è sfuggita dalla detenzione a cui sottoposta in quanto terrorista con un piano preciso e sembra decisa a portare Ash e le altre ad Arcadia.

Intergalactic: promettente ma spiccio

A scrivere gli episodi c'è la showrunner Julie Gearey (Diario di una squillo perbene e Coronation Street), che sceglie di puntare tutto sulle dinamiche complesse tra protagoniste sull'esplorazione intergalattica (da titolo) di svariati pianeti in cui le fuggitive faranno tappa. La natura veloce (quasi spiccia) della serie di dare un veloce quadro generale di ogni luogo esplorato e passare al pianeta e tema successivo a fine episodio è insieme il suo punto di forza e debolezza. Non si rimane mai troppo a lungo in un mondo per annoiarsi (alla Doctor Who) ma alcune rivelazioni riguardanti il passato delle singole protagoniste meriterebbero ben altro spazio.

Procedendo a ritmo spedito, lo spettatore ha un quadro abbastanza chiaro dell'ambientazione e della direzione narrativa dopo meno di mezz'ora dall'inizio del primo episodio (il peggiore). Considerando le risorse limitate della serie e il coinvolgimento di un gran numero di esordienti, in sole quattro puntate le protagoniste fuggitive subiscono un'evoluzione notevole e riescono a suscitare un discreto interesse: obiettivo che serie ben più ambiziose faticano a centrare.

Il mondo seriale è troppo competitivo per Intergalactic

Sicuramente ricorda molto i progetti con tante idee ma pochi soldi del compianto canale SyFy, ma in apertura di recensione citavo The Expanse non casualmente. Anche al suo avvio l'adattamento della fortunatissima saga di libri aveva convinto a metà, mostrando un potenziale notevole ma non riuscendo da subito ad essere incisivo. Il primo episodio di Intergalactic preso singolarmente è un mezzo disastro, ma già nel secondo trova una sua dimensione in cui funzionare e continua così, sin a creare un vago senso di familiarità con i personaggi, lasciando a intendere qualche spunto importante di riflessione in arrivo.

Considerando l'agilità degli episodi singoli e il gran dinamismo della narrazione, seppur talvolta risulti grossolano, Intergalactic è una visione SFF avventurosa che intrattiene il giusto. In un mondo seriale così spietato è forse troppo sperare che ottenga una seconda stagione per avere finalmente il tempo di fermarsi ed esplorare il suo vero potenziale. The Expanse ci è riuscito, ma erano altri anni. Difficile immaginare oggi un successo in crescendo, sì, ma interno a un pubblico già predisposto al genere.

La mia fortuna è stata quella di avere a disposizione un pacchetto di episodi e di essere "costretta" a vederli tutti per potervene parlare. Dopo aver concluso la visione, ho deciso che guarderò anche la seconda parte della prima stagione e terrò le dita incrociate per il progetto. Un mondo seriale così iper competitivo non permette a progetti piccoli e a nuove voci di farsi le ossa e crescere ed è un vero peccato. Staremo a vedere se Intergalactic troverà il modo di continuare la sua ricerca di Arcadia.