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Ikonei Island: An Erthlock Adventure recensione - Una coloratissima avventura nel mondo di Ikonei

di Simone Rampazzi

Uno dei generi più gettonati degli ultimi anni è sicuramente quello dei builder game, prodotti nati essenzialmente con lo scopo di permettere al giocatore di costruire praticamente qualsiasi cosa. Nella maggior parte dei casi questo stile di gioco accompagna una narrazione, così da permettere al giocatore di svolgere un numero sempre maggiore di attività, sbloccando contestualmente elementi e materiali da costruzione.

Questo, insieme ad altri motivi, avranno in qualche modo influenzato gli sviluppatori di Snowcastle Games, che dopo il loro JRPG Earthlock hanno deciso di mettere in produzione Ikonei Island, per l’appunto un builder game ambientato in questo universo narrativo, dove quattro ragazzi dispersi su un’isola dovranno aiutare delle rane a ripristinare l’ordine corretto delle cose.

E SE TE LO DICE UNA RANA…

L’arrivo su quest’isola poco ospitale viene accompagnato da un tutorial in divenire, meglio identificato da una serie di consigli che ogni rana, dopo essere stata posta su dei particolari altari, ci darà al fine di imparare le prime ricette dedicate al crafting.

Si parte da basi molto blande, tenendo conto della solita regola che porta avanti questo genere di giochi: raccogli tutto, impara in fretta le ricette, costruisci tutto quello che puoi. In Ikonei le fasi iniziali servono per capire quale oggetto serve per raccogliere determinate risorse e, al netto di una localizzazione in lingua italiana mancante, le frasi in inglese dettate dalle rane sono molto facili da capire, anche per un pubblico non perfettamente a suo agio con la lingua anglofona.

Come dicevamo, ogni strumento di raccolta corrisponde a una particolare risorsa di crafting, elemento necessario e sufficiente a permetterci di raccogliere i primi oggetti della flora presente sull’isola, così da costruire dei pratici tavoli da lavoro, accompagnati all’occorrenza da tutto quello che il gioco ci chiederà di portare a termine per completare la missione.

La trama non cerca minimamente di risultare complessa o avvincente: i quattro ragazzi devono aiutare a ristabilire uno scudo di energia intorno all’isola, a quanto pare distrutto dopo l’arrivo di alcuni pirati che hanno stabilito dei campi base, imprigionando anche gran parte della fauna locale. Per farlo basta intrufolarsi nel campo facendo attenzione a non farsi beccare dai pirati, pratica piuttosto semplice dato che gli scagnozzi resteranno fermi in un punto specifico della mappa girando il loro campo visivo con una tempistica precisa.

In questa porzione di Early Access il gioco si ferma, a livello di trama, proprio nella liberazione di tutti i campi gestiti dai pirati, nonché nella costruzione di tutti i santuari sparsi per l’isola, che dovrebbero sbloccare una nuova area visitabile al centro di quest’ultima.

TANTE COSE DA FARE MA…

Lo stile di gioco di Ikonei Island riprende per la maggioranza dei builder game. Quelle che diventeranno fondamentali per voi saranno l’inventario, che potrà ampliarsi trovando delle sacche apposite ogni volta che libererete un campo pirata, e quella di creazione, dove ogni oggetto o elemento verranno suddivisi per tipologia.

Come suddetto, all’inizio la creazione è piuttosto blanda: si parte dagli strumenti di raccolta e si raffina qualche risorsa, ma una volta “accontentati” gli altri abitanti dell’isola, che poi si trasferiranno nell’hub centrale scelto per il gioco, potremo accedere a delle postazioni automatiche che modificheranno determinate risorse a seconda delle nostre necessità.

La stazione del fabbro potrà trasformare la materia grezza in lingotti dello stesso tipo, quella del falegname potrà tagliare i tronchi in assi, e così via, arrivando praticamente nelle fasi finali del gioco a poter costruire praticamente tutto, a patto che troviate le risorse base di riferimento. Il titolo in questo senso è piuttosto circolare, nel senso che ogni zona conferisce un particolare drop di risorse, alcune delle quali saranno rilevabili solo utilizzando l’animale prescelto per l’occasione.

Su Ikonei Island sarà infatti possibile fare amicizia con la fauna locale che, una volta addomesticata, potrà crescere a seconda delle cure che gli daremo, diventando più forte e quindi in grado di distruggere particolari oggetti del luogo in un livello crescente da uno a tre. In questo momento specifico dell’early access abbiamo completato la missione principale in una decina di ore, sebbene a quanto scritto nella pagina principale del gioco, sembra siano previsti ulteriori aggiornamenti nei prossimi mesi, pensati appunto per migliorare, e soprattutto aggiungere, nuove caratteristiche al gioco.

Al momento ci troviamo infatti davanti allo scheletro vero e proprio di Ikonei Island, una base assolutamente buona ma ancora lontana dall’essere definita completa, soprattutto guardando il panorama di settore che propone offerte sempre foraggiate da nuovi aggiornamenti.

Graficamente ci troviamo di fronte a un titolo che punta tutto sull’essere cartoonesco, quindi molto colorato e poco realistico, motivo però che al momento lo rende perfettamente compatibile con la stragrande maggioranza delle configurazioni presenti in commercio. La colonna sonora è al momento piuttosto monotona, manca il doppiaggio e la localizzazione, sebbene quest’ultimo punto non si riveli negativo vista la semplicità con cui viene descritta ogni situazione (tra l’altro per alcuni oggetti vengono addirittura usate le icone visive, perciò).

Ikonei Island si rivela essere un ottimo inizio per un builder game ambientato nel mondo di Earthlock, sebbene ancora abbia davvero tanta strada da fare per definirsi completo. La roadmap degli aggiornamenti promette ottimi aggiornamenti previsti per tutto il corso del 2022, ragion per cui possiamo sperare sulla riuscita dell’opera, segnando sul calendario un nuovo appuntamento per il futuro, dato che sembra che verrà inserita anche la modalità multigiocatore.