God of War: la grande esclusiva PlayStation arriva finalmente su PC

di Oscar Pettinari

Prima uomo, poi dio, successivamente vendicatore e infine padre amorevole in terra straniera: la vita di Kratos, personaggio immaginario protagonista della saga di God of War, può dirsi tutto tranne che tranquilla. Ha probabilmente fronteggiato più fatiche dello stesso Ercole, estirpato fino alla radice un intero pantheon di divinità e surclassato anche qualche dio norreno per non farsi mancare davvero nulla.

In sette videogiochi Kratos è riuscito, dal 2005 al 2018, a diventare nel tempo uno dei personaggi più iconici di Sony PlayStation, un personaggio che è stato inoltre un punto di riferimento per il genere action in terza persona e che oggi viene accolto a braccia aperte da una community PC che spesso ha desiderato di impersonarlo in almeno una delle sue sanguinarie avventure.

Ma quale di queste affronterete oggi? Purtroppo l’ultima, quella del 2018 dove Kratos, insieme al figlio Atreus, affronta un lungo viaggio nelle terre scandinave, alla ricerca di un luogo dove dare degna sepoltura alla moglie di quest’ultimo.

L’EPICA DEL VIAGGIO

Difficile presentare un personaggio come Kratos partendo dalla fine dei suoi viaggi. Certo, potremmo sfruttare la corrente mnemonica dei ricordi per sviscerare ognuna delle sue scorribande, magari anche in ordine cronologico, ma data la soglia dell’attenzione media al giocatore PC che non ha mai conosciuto il personaggio (difficile a credersi) basterà sapere che vita di quest’ultimo non è stata poi così rosea.

Perde prima moglie e figlia, poi scopre che l’orribile misfatto era una macchinazione del dio della guerra Ares, pronto a renderlo una perfetta macchina omicida, ma dopo aver trovato il vaso di Pandora finisce per ottenere i poteri necessari a ucciderlo e prendere poi il suo posto.

Ma l’istinto di vendetta è più forte e quello di Ares diventa il primo di tanti omicidi, volti essenzialmente a eliminare l’intero pantheon di divinità greche, ponendo così fine al mondo conosciuto. La sua resurrezione, probabilmente punto di redenzione e speranza per un personaggio che ha conosciuto sangue e odio, ha dato agli studi di Santa Monica l’elemento necessario a far uscire Kratos dal suo loop di distruzione.

Fu proprio Cory Barlog a dire che la saga di God of War doveva essere ricostruita, motivo probabilmente determinante dato che a passare su personal computer, proprio come accennato all’inizio, è stato l’ultimo capitolo della saga. Il nuovo inizio, un reboot se vogliamo, pronto a farsi strada in un possibile futuro di contemporaneità di uscite per quello che sarà Ragnarok, sequel atteso previsto proprio per quest’anno.

Dicevamo che l’epica del viaggio cambia, il protagonista visivamente invecchiato ha conosciuto il piacere della tranquillità, si è accasato e ha avuto un figlio, Atreus, dalla bella Faye. Inutile svelarvi ulteriori elementi della storia, sebbene siano onnipresenti ovunque sul web, motivo per cui in questa recensione ci concentreremo sul fronte tecnico, cercando di capire come l’opera di Santa Monica Studio si comporta su macchine possibilmente anche più performanti di PS5.

Non sono stati operati cambiamenti o implementazioni sul gioco in sé, motivo per cui God of War è rimasto praticamente lo stesso titolo del 2018. A cambiare, se vogliamo, sono state le tecnologie che oggi possono accoglierlo, tra cui non possiamo fare a meno di annoverare le funzioni NVIDIA DLSS e Reflex Support, che sono state in grado di donare nuova linfa vitale a un titolo che oggi ha messo davvero le ali ai piedi, reagendo sulla nostra macchina di test in modo egregio ed estremamente performante.

Grazie al nostro sistema AMD Ryzen 7 3700X, dotato inoltre di 8 GB RAM e di una GeForce RTX 2070, God of War è davvero riuscito a regalarci una nuova emozione, seppur giocato a distanza di anni dalla sua controparte del 2018. Ogni fotogramma del gioco è risultato incredibilmente nitido, uno spettacolo di forme e colori in grado di appassionare anche restando fermi a guardare il panorama, complice un sistema di rendering grafico che oggi ha potuto eseguire un reale upgrade a 360°.

A seconda della vostra configurazione hardware sarà possibile attivare numerose feature extra, come l’occlusione ambientale sia GTAO che SSDO, accompagnate da diverse configurazioni adattive utili a scegliere il migliore assetto a seconda della vostra dotazione di gioco.

Seppur non dotati di una delle ultime schede a disposizione NVIDIA, chiaramente necessarie per una prova su strada in 4K, il God of War vissuto da noi non ha mancato di sorprenderci anche con quel poco che avevamo a disposizione, riuscendo comunque a mantenere alti livelli prestazionali e un framerate eccellente, perfino nelle fasi più caotiche, che oscillava giusto dai 100 ai 120 fps al secondo.

Un vero spettacolo se consideriamo, inoltre, che sulla nostra scrivania abbiamo inoltre in dotazione uno schermo ultra-widescreen 21:9, perfetto per creare la giusta esperienza cinematografica grazie all’ampia grafica panoramica. Chiaramente il consiglio è quello di vivere l’offerta con uno dei tanti controller supportati da Steam, se non altro perché la configurazione mouse e tastiera potrebbe risultare un po’ caotica per il genere utilizzato.

9
L’arrivo di God of War su PC segna un ulteriore passaggio che, al netto delle strategie “oscure” effettuate da Sony per i propri titoli, farà piacere alla community di riferimento per questa piattaforma. Avremmo gradito un super pacchetto contenente tutta l’epica saga del franchise? Certo! Ma al momento non possiamo che accontentarci di quest’ultima avventura di Kratos, sperando che possa come anche per Horizon Zero Dawn, aprire una porticina sulla possibilità di vedere il sequel su entrambe le piattaforme. Sognare non costa nulla, giusto?