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Elex 2, il ritorno dei Piranha Bytes

Riusciranno questa volta i Piranha Bytes a confezionare un prodotto perfetto in tutte le sue componenti? Spoiler: No.

di Fabio Fundoni

Ricordate il pianeta Magalan? Se avete giocato Elex, sicuramente si. Nel 2017 il team Piranha Bytes diede il via alla sua nuova saga dopo i fasti di Gothic e il discreto Risen, ambientandola proprio su Magalan, dove tutto ruotava e ancora ruota attorno all’Elex, un potente elemento avvolto dal mistero. Da alcuni sfruttato, da altri adorato, da molti temuto, l’Elex è stato capace di muovere guerre e intrighi politici che, nel primo episodio del gioco, siamo riusciti a sventare guidando Jax, feroce guerriero delle Albe ripudiato dalla sua stessa gente. Le gesta di Jax si erano concluse con la sconfitta dell’Ibrido, ma proprio dalle ultime gesta del nemico venivano piantati i semi per i nuovi guai. Guai che, ovviamente, non potevano che capitare nuovamente tra capo e collo del nostro protagonista. Dopo qualche anno di riposo e di auto esilio dalle fazioni del pianeta, complice la nascita di un figlio e una storia d’amore non propriamente idilliaca, Jax si ritrova nuovamente nell’occhio del ciclone. Come se non bastassero i tanti conflitti interni tra le sempre bellicose fazioni del pianeta, dal cielo sono arrivati gli Skyands, alieni con una chiara intenzione: prendere possesso di Magaland. Non si tratta di una classica invasione, ma di una scesa in campo per conquistare il pianeta e tutto quello che contiene per cambiarlo in base alle proprie necessità. Insomma, un vero e proprio processo di “terraforming”, per dirla con le nostre parole.

La nuova avventura di Jax inizia qui e segue i classici stilemi dei giochi dei Piranha Bytes che, per quanto passino gli anni, continuano a muoversi su binari a loro familiari: un mondo aperto, un protagonista da plasmare, diverse fazioni da seguire o da combattere e un sistema di crescita estremamente personalizzabile e ramificato. Inizia quindi la nuova storia e come era accaduto in passato, Jax si ritrova quasi del tutto inerme in un ambiente estremamente pericoloso e inospitale. Si, alla fine di Elex eravamo fortissimi, ma gli anni di inattività ci hanno resi molto meno pronti alla battaglia… concetto non molto realistico, ma d’altro canto la scelta è stata resa obbligatoria dalle necessità di trama. Rimettere insieme i pezzi della propria vita (compagna e figlio disperso), cercare di far ragionare le fazioni tornate nuovamente a lottare l’una contro l’altra e sventare una minaccia aliena: serve altro per rendere movimentata una vita che sembrava ormai stancamente appisolata nella tranquilla  esistenza di un ex eroe ritiratosi dalle scene?

Rimettersi nei panni di Jax dopo più di quattro anni è stato abbastanza traumatico perché, dal punto di vista tecnico, ben poco sembra essere stato fatto per rendere migliore la nostra visita a Magalan. A dirla tutta, nonostante abbiamo provato Elex 2 su PlayStation 5, non si è notata una particolare differenza rispetto alla versione Xbox One che avevamo giocato all’epoca e che, per correttezza di informazione, abbiamo rispolverato pochi giorni prima di ricevere il nuovo capitolo in modo da fare un ripassone generale. Le movenze di Jax sono sempre legnose e sebbene le ambientazioni siano ciò che ha ricevuto maggiori migliorie, l’aspetto dei personaggi sembra quasi regredito. Certo, siamo sicuri che arriveranno patch correttive esattamente come accaduto nella nostra precedente avventura, ma l’impatto grafico non ci è assolutamente piaciuto, condito da problemi di fluidità e difetti assortiti. Si salva il sonoro e il doppiaggio non è male, sebbene la lingua italiana non faccia parte del pacchetto vocale, ma sia comunque presente una buona traduzione di tutti i testi

Una nuova minaccia arriva dallo spazio

Cosa si fa in un mondo in continua guerra e per di più sotto assedio alieno? Si combatte ovviamente. E come si combatte? Con armi per la lotta ravvicinata, con quelle a lunga gittata o coi poteri dell’Elex, ma se sperate di poter essere sin da subito in grado di dare del filo da torcere a un buon numero di avversari, sappiate che rimarreste estremamente delusi. D’altro canto chi conosce i lavori dei Piranha sa bene che all’inizio si devono sudare le proverbiali sette camice (fate anche quattordici) per poter dire la propria sul campo di battaglia. Serve tempo per crescere e serve l’intelligenza di evitare gli scontri  con gli avversari più pericolosi sino a quando non si sarà abbastanza forti. Non manca una certa dose di strategia e capacità di studiare l’ambiente e per quanto il gioco sia sostanzialmente un action RPG ci siamo ritrovati diverse volte a osservare da lontano un gruppo di avversari e capire come sconfiggerli sfruttando barili incendiari o simili. La crescita non è semplicemente nelle nostre capacità, ma anche nelle abilità di procurarci il giusto equipaggiamento. Elex 2 è abbastanza parsimonioso nel farci trovare armi e armature performanti, quindi starà a noi imparare a costruirle da soli, ma tutto passa dalle classiche meccaniche tanto care ai Piranha Bytes in cui si devono spendere risorse per convincere un “maestro” a insegnarvi le suo conoscenze e poi sfruttarle in fase di crafting avendo in saccoccia i giusti componenti. 

Se siete veterani di Gothic o Risen avete perfettamente capito che la musica non è cambiata e il buon Jax si trova nella tipica situazione degli eroi di queste saghe: barcamenarsi per riuscire ad apprendere nuove abilità (di vario tipo) e scendere a patti con le varie fazioni per sopravvivere, almeno nella prima parte di gioco. Questa è a tutti gli effetti la parte più riuscita del gioco, grazie a un sistema di crescita e formazione del proprio protagonista ben realizzato e sempre più particolareggiato, con gli sviluppatori che continuano a premere forte su quello che ormai è un loro marchio di fabbrica. Ottimo anche il sistema ruolistico delle relazioni con gli altri personaggi e le fazioni, con tante opzioni di dialogo e i rapporti con gli altri che si plasmano in base alle risposte che diremo: converrà davvero rispondere da spaccone e tagliare i ponti con uno specifico gruppo, o un po’ di diplomazia potrebbe renderci la vita più facile? Insomma, il “gioco di ruolo” dentro a Elex 2 funziona più che bene ed è il vero cuore pulsante che ci spinge ad andare avanti con le missioni, principali o secondarie che siano. Ci è piaciuta anche la conformazione politica delle fazioni, ognuna con le sue idee e tradizioni: se nel primo Elex avevamo fatto fatica a immedesimarci e abbracciare una delle filosofie disponibili, questa volta alcune nuove sfumature ci hanno conquistato maggiormente. I Chierici e la loro passione religiosa per l’Elex, l’anarchia dei Fuorilegge, l’amore per il pianeta dei Berserker, il fanatismo dei Morkons e soprattutto il nuovo corso delle Albe: ce n’è davvero per tutti i gusti e troverete interessanti spunti per decidere le vostre alleanze.

Per quanto riguarda i combattimenti e la fase esplorativa, Elex 2 lascia davvero a desiderare, con Jax che si muove legnosamente e le telecamere che più di una volta ci hanno restituito una visuale deficitaria. Riuscire a districarsi in battaglia non è facile, soprattutto all'inizio e le movenze del protagonista risultano molto innaturali. Spesso colpiremo a vuoto proprio a causa di un setting difficile da padroneggiare, cosa che ci ha creato più di un problema visto che ogni attacco, parata o schivata va a consumare le nostre possibilità di movimento e dopo un po’ rischieremo di essere inermi. SImile problema per l’esplorazione, dove comunque tornano i tanto apprezzati luoghi di teletrasporto e si rinnova l’uso del jetpack. Quest’ultimo è uno strumento davvero utile e in grado di semplificarci la vita in tante occasioni, tanto più se apprenderemo le tecniche per migliorarlo. Potrete sfruttarlo in varie situazioni, ma  per capirne l’utilità vi basti pensare a lanciarvi in un dirupo per sfuggire da una situazione complicata e, poco prima di atterrare rovinosamente, accendere il jetpack per frenare la caduta… a patto di avere abbastanza carburante! Come avrete capito, Elex 2 purtroppo non è la rivoluzione che attendevamo, con i Piranha Bytes che sono rimasti sui propri canoni. Un vero peccato, perché l’impianto ruolistico continua a essere soddisfacente e colmo di spunti, mentre il livello tecnico e il gameplay esplorativo e di combattimento mostrano il fianco alle critiche. Non stiamo parlando di un brutto gioco, ma nemmeno dell salto di qualità che ci auguravamo.

7
Cari Piranha, non vi smentite mai. Passano gli anni ma ormai i creatori del celeberrimo Gothic sembrano essersi fissati sui soliti binari e per quanto ogni nuovo titolo sia atteso come il momento giusto per il salto di qualità, le premesse vengono disattese. Questo non significa che Elex 2 sia da buttare, ma semplicemente che continua ad avere una lista di pro e contro sin troppo simile a quella dei suoi predecessori. Tecnicamente il gioco è davvero troppo indietro e in alcune situazioni ci ha quasi fatto rimpiangere il primo Elex. Il combat system è ancora farraginoso, mentre rimane di buon livello il sistema ruolistico dove spicca la crescita del personaggio, tra scelte di fazione e la necessità di ponderare la propria evoluzione. Insomma, davvero un peccato, perché le buone idee ci sono e ci sono sempre state, nell'acquario dei Piranha Bytes.