Dune non è per tutti, ma in sala bisogna esserci: la recensione

L'attesissimo film di Denis Villeneuve si è dimostrato divisivo per la critica a poche ore dalla sua proiezione a Venezia 78. È il destino di ogni film che aspiri. a questo livello di complessità ed ambizione.

di Elisa Giudici

Non fidatevi di stroncature e lodi che leggerete in giro e nemmeno di questa recensione: Dune dovete vederlo con i vostri occhi, possibilmente al cinema (è fatto per uno schermo IMAX, su cui la resa è davvero impressionante), per farvi un'opinione a riguardo. Vale la visione? Sì, anche se non è detto che usciate dal cinema soddisfatti. Il più grande merito di Denis Villeneuve è di aver fatto proprio un romanzo epocale e già influentissimo (in maniera diretta e indiretta) sul cinema del Novecento (da Lynch a Lucas, passando per Jodorowsky), mantenendo quasi tutte le sue tematiche più importanti. La durata importante (156 minuti) e il finale aperto rispondo a una precisa scelta di campo del regista canadese del sequel di Blade Runner: quella di tentare di portare il massimo grado di complessità presente nella scrittura di Herbert su grande schermo, non sacrificando quasi nulla e quindi creando un film che è, sin dal suo titolo, un inizio la "parte uno" di un progetto enorme e ambizioso. Si poteva puntare sull'azione e le battaglie, alleggerire il film dal peso dei suoi temi messianici e profetici: invece la storia di Paul Atreides porta già com sé tutto il dramma, l'ambiguità e la gravitas di un predestinato alle prese con il suo destino.

L'importanza di Dune, inalterata

Personalmente ritengo che la lettura del romanzo di Dune non possa che arricchire la visione del film, che copre la prima parte del primo volume della serie. Pubblicato alla fine degli anni '60, Dune è un romanzo che affronta temi ambiziosissimi (dalla politica alla religione, dal colonialismo al capitalismo, oltre a tentare un'allegoria della psichedelia indotta dall'LSD, droga d'elezione di quell'epoca) con una visione che sembrava parlare dell'epoca in cui era stato scritto, invece si rivela via via più attuale con il passare degli anni.

Le dune sono quelle di Arrakis, un pianeta il cui popolo indigeno si ritrova depredato delle sue risorse e costretto a sottostare al conquistare a cui l'Imperatore l'ha promesso come feudo. Il film dà vita a un Arrakis dall'atmosfera quasi mistica, lontana da certi tocchi barocchi e gotici del romanzo. Villeneuve è portentoso nel rendere il suo Dune una trasposizione autentica, ma comunque figlia del suo cinema concettuale e minimale per cromie e design. Ad aiutarlo è un Warner Bros che gli mette a disposizione un budget imponente: non c'è una sola scena che non ambisca (e raggiunga) il più alto standard qualitativo. Costumi, musiche, arredi, panorami: Villeneuve forse non ha per le mani una visione originale di un mondo fantascientifico (e si appoggia ancora troppo all'eredità visiva del primo Blade Runner) ma a fine film ci sentiamo su Arrakis, quasi sentiamo la spezia nell'aria.

Una maledizione forse spezzata

Anche il cast raggiunge un ottimo equilibrio tra necessità di puntare su facce note e interpreti all'altezza della sfida. Timothée Chalamet ha l'età, il volto, l'allure e la fascinazione giusta sul pubblico (oltre al talento) per essere convincente come ambigua figura messianica, coadiuvato dalle splendide performance dei suoi genitori su schermo Rebecca Ferguson e Oscar Isaac. Il film non è parimenti convincente nel ritrarre gli Harkonnen, la crudelissima famiglia che si oppone ai protagonisti Atreides, ma ci sarà tempo nel caso di futuri capitoli per rimediare.

Se amate la fantascienza, avete letto o conoscete la storia di Dune o siete semplicemente cinefili, non potete mancare in sala. Anche solo a livello produttivo, Dune è una visione memorabile, imperdibile per seguire l'inevitabile dibattito che ne seguirà. Personalmente, da lettrice di Herbert, ne sono uscita largamente soddisfatta. Se davvero Dune è un adattamento maledetto (vedi Jodorowsky e Lynch), Denis Villeneuve sembra essere riuscito a infrangere il maleficio.

5/5
5/5 Dune è il film evento dell'anno. Non può essere altrimenti: in attesa di vedere quale sarà il suo impatto, se riuscirà a creare un prima e un dopo nell'immaginario cinematografico e fantascientifico, è un'impresa mastodontica per ambizione e realizzazione, una per cui sarà bello per dire "io c'ero, l'ho visto in sala". Sarà poi il tempo a dare tutte le risposte, ma questo Dune sarebbe una bella profezia se si avverasse.