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Doctor Strange nel multiverso della follia: La mano di Sam Raimi si vede solo a metà

di Aida Picone

Dopo tante speculazioni sul lavoro di Sam Raimi è terminata l’attesa del Multiverso della Follia. Arriva domani nelle sale italiane il secondo capitolo di Doctor Strange, una pellicola che cerca di tirare le fila di quanto visto finora tra film e serie tv (qui potete trovare il nostro speciale su cosa guardare prima di entrare in sala).

L’articolo conterrà spoiler proprio per cercare di demolire quanto teorizzato dai fan dall’uscita dei poster e dei trailer.

Il film si apre con America Chavez (Xochitl Gomez) e “uno” degli Strange che scappano da una sorta di demone. Immediatamente possiamo vedere quelle che sono le abilita di America e si iniziano a porre le basi di ciò che vedremo da adesso in poi. La carne al fuoco inizia ad essere tanta, fin dai primi istanti, nonostante la narrazione risulti un po’ lenta per gran parte della pellicola.

America arriva su Terra616, il nostro universo come tutti i fan della Marvel sanno, ma è ancora inseguita dal mostro e il suo Strange non può più aiutarla. Viene in suo soccorso il nostro Stephen che stava presenziando a una cerimonia proprio nelle vicinanze. Insieme a Wong riescono a portare momentaneamente in salvo la giovane, rifugiandosi a Camartage. Venendo a scoprire che America proviene da un altro universo, come abbiamo avuto modo di vedere dal trailer, lo stregone chiederà aiuto ad una nostra conoscenza: Wanda Maximoff.

Da qui possiamo comprendere ciò che si sospettava già: lei è la vera minaccia con cui Stephen Strange deve fare i conti: Scarlet Witch, corrotta dal Dark Code, vuole i poteri di America per porter viaggiare tra i vari universi così da poter riabbracciare i suoi figli.

Come dicevamo, la narrazione risulta essere lenta perchè per gran parte del film, nonostante si sappia di essere in sala da circa un’oretta, si ha come l’impressione che non sia ancora successo nulla, nonostante ciò che è stato inserito. In poche scene, infatti, abbiamo avuto modo di vedere differenti Stephen e anche personaggi che ancora il Marvel Cinematic Universe non aveva fatto propri o tirati dal cilindro sotto il punto di vista cinematografico.

In particolare, nel momento in cui il nostro Dottore e la nostra Chavez arrivano su Terra838, si scontrano con l’alta sorveglianza del pianeta composta dai massimi eroi di quell’universo. Incontriamo, così, gli Illuminati: circolo fondato dallo stesso Strange per poter risolvere il conflitto contro Thanos, i cui elementi sono Charles Xavier (Patrick Stewart), Maria Rambeau (Lashana Lynch) Captain Carter (Hayley Atwell), Black Bolt, Mr. Fantastic (John Krasinski) e infine il Barone Mordo.

Già dal cast possiamo renderci conto di quanto la Marvel abbia voluto strizzare un occhi ai fan con la scelta di castare Krasinski come Mr. Fantastic, visto che è dall’ultima uscita dei Fantastici4 che si sperava una scelta simile. Per la potenza che gli Illuminati dovrebbero possedere, sono stati liquidati con un po’ troppa facilità, quasi come se fosse semplicemente una scelta di trama necessaria al proseguimento degli eventi. Questo è, difatti, un esempio di come certi argomenti siano stati tirati in ballo, ma non trattati col giusto tatto o il giusto approfondimento.

Il Multiverso della Follia serve per poter cercare di suggellare quanto abbiamo avuto modo di vedere con Westview, infatti sembra più un proseguo di quell’avventura piuttosto che di quella del nostro dottore. È vero, viene messo al centro quello che avevamo avuto modo di vedere con l’ultimo episodio di Spiderman, ma anche in questo caso ciò che viene dato al pubblico è “spaventosamente poco”. La fase 4 sta muovendo sempre più le corde verso l’emotività e la psicologia dei personaggi, e in questo caso abbiamo modo di vedere la reazione al dolore dei nostri protagonisti. Stephen, paradossalmente, nonostante altre sue versioni non lo abbiano fatto, affronta la perdita in modo sano cercando di essere davvero felice nonostante il costo che ha dovuto scontare. Dall’altra parte, invece, Wanda non ha ancora elaborato il suo lutto e il suo dolore e questo film mostra quanto sia di facile corruzione un’anima in pena.

Il dark code infatti fa leva e trae potere dal dolore di chi lo possiede e chi lo usa. La Scarlet Witch prende potere dalle perdite che Wanda stessa ha dovuto affrontare da dopo “End Game” e ne estremizza le abilità tanto da perdere di vista tutto ciò che non sia suo obiettivo: i suoi figli e non importa neanche che debba toglierli ad un’altra se stessa. Elemento, questo, che ha una risoluzione e un’assoluzione fin troppo rapida nel finale, una redenzione che la strega in realtà non meriterebbe e non dovrebbe neanche perdonarsi. Wanda, nella sua machiavellica opposizione a Stephen conclude quella che la sua stessa storia.

Pecca maggiore del lavoro diretto da Raimi sono sicuramente i dialoghi, fattore che influisce notevolmente nello scorrimento della sceneggiatura. Le pecche di trama sono ben evidenti, una volta scemato l’hype per quello che è stato mostrato sul grande schermo, ma i dialoghi sono imbarazzanti in più punti. Molto spesso, infatti, sono le facce degli stessi attori che si scontrano con quanto stanno dicendo i loro personaggi. La sceneggiatura, quindi, non riesce a tenere unite le esigenze di Raimi dal punto di vista della narrazione e, allo stesso tempo, rende inorganico ciò che viene dato in pasto al pubblico. Parliamoci chiaro: gli Illuminati sono stati uno spreco, esattamente come lo è stato - a maggior ragione - il dare agli spettatori elementi come gli inumani (non ancora introdotti nel MCU).

Pregio sicuramente sono gli effetti visivi congiunti al montaggio sonoro. Dal punto di vista tecnico, infatti, questo è un film pensato per il grande schermo e ciò è visibile e udibile fin dal minuto uno. Scena che merita un grande encomio è sicuramente quella dello scontro tra Evil Strange e il nostro Stephen, dove la musica pilota lo scontro e gli incantesimi vengono trainati dal ritmo.

 

3/5
Tirando le somme, è comprensibile come questa pellicola si ponga come intermezzo in un momento in cui L’MCU è consapevole di dover decidere la propria rotta. Gli eroi che il pubblico ha amato per anni non ci sono più e le diramazioni possono essere molteplici. Diciamo che questa pellicola non vale tutto l’hype che è stato montato intorno dal popolo del web. È un bel film, una formula ben congegnata da Marvel stessa, ma allo stesso tempo le pecche sono evidenti: troppa roba non sufficientemente trattata; carne che andrebbe rimessa in padella per ulteriori approfondimenti. Anche perchè bisogna star attenti con ciò che è stato inserito nelle scena post-credits.