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Deadly Premonition 2: A Blessing in Disguise - Versione PC

Agente Morgan, in che pasticcio ti sei ficcato?

di Davide Tognon

Il primo Deadly Premonition rappresenta un caso raro nel panorama videoludico. Sarebbe difficile sostenere che si tratti di un gioco bello: sotto il profilo tecnico è molto carente, l'esperienza è falcidiata da numerosi bug e le sessioni di gameplay si possono trasformare in un vero supplizio. Eppure, questo titolo è riuscito a diventare un piccolo oggetto di culto, in virtù del modo in cui ha inteso omaggiare la serie di Twin Peaks. Con il suo citazionismo, Deadly Premonition è riuscito ad appropriarsi di alcune delle prerogative che hanno reso l'opera di David Lynch immortale, come inscenare un dualismo fra realtà e sovrannaturale mai banale, oppure raccontare il torbido che si può celare dietro all'apparente tranquillità della provincia americana. Trasporre questi elementi in un videogame in maniera tanto convincente era un'impresa assai ardua, ma il team guidato dal game designer Hidetaka Suehiro c'è riuscito. Deadly Premonition si è dunque guadagnato lo status di cult e di conseguenza Nintendo Switch sembrava aver messo a segno un colpo importante quando, nel luglio del 2020, si è assicurato in esclusiva il sequel.

Dopo quasi due anni, Deadly Premonition 2: A Blessing in Disguise è stato pubblicato anche su PC. Al timone del progetto troviamo ancora Suehiro, noto anche col nome d'arte Swery, che ha diretto i lavori dello studio da egli stesso fondato nel 2016, White Owls Inc. Mentre il primo capitolo si svolgeva fra gli scenari montani dello stato di Washington, in Deadly Premonition 2 ci trasferiamo nel profondo sud statunitense della Louisiana. Il detective dell'FBI Francis York Morgan era diretto a New Orleans per una vacanza, ma è stato derubato della sua macchina lungo il tragitto ed è capitato per caso a Le Carré, località fittizia sulla sponda del Mississippi (il cui nome è probabilmente un tributo all'omonimo maestro del thriller). La tranquilla cittadina è stata sconvolta da un brutale omicidio, quello della giovane Lise Clarkson e il detective decide di farsi carico delle indagini.

Questi eventi sono ambientati nel 2005, nel periodo in cui l'uragano Katrina si è abbattuto sull'America del Nord, e quindi precedono di cinque anni gli avvenimenti di Deadly Premonition 1. Ma il gioco si sviluppa anche su una seconda linea temporale, nel 2019: qui troviamo un Morgan invecchiato e segnato dall'abuso di stupefacenti, che riceve una visita dell'FBI mentre si trova nella sua abitazione, nei sobborghi di Boston. Gli agenti sono convinti che Morgan sia in qualche modo coinvolto nei fatti di sangue accaduti in Louisiana e intendono fare chiarezza. Le Carré ci presenta un Francis York Morgan completamente calato in quello che potremmo definire il suo stato alterato, perennemente in bilico fra la malattia mentale e le capacità paranormali.

Il detective dialoga di continuo con il suo alter ego Zach e conduce l'investigazione prevalentemente sul piano metafisico, decifrando oracoli e affidandosi alle sue sensazioni. L'ispirazione a Twin Peaks, ancora una volta, è palese: Lise, novella Laura Palmer, accende i riflettori su un luogo molto meno puritano di quel che sembra, dove il potere è concentrato nelle mani di una sola famiglia (i Clarkson appunto) e una nuova droga si sta rapidamente diffondendo. Tuttavia, a differenza del primo Deadly Premonition, non viene ripresa l'atmosfera tesa della serie di David Lynch, preferendo piuttosto un approccio orientato alla commedia. Buona parte degli abitanti di Le Carré sono delle macchiette e le indagini stesse procedono in modo decisamente ameno; basti osservare che il principale mezzo di locomozione di Morgan sia uno skateboard e la sua assistente una bambina, figlia di quel buffone dello sceriffo locale. Questa impostazione che calca sull'ironia purtroppo funziona male perché gli eventi tragici, spogliati della loro serietà, non vengono percepiti come credibili.

Una narrazione così ridanciana spezza la tensione, eliminando quel brivido che dovrebbe accompagnare ogni crime story che si rispetti. Non aiuta certo il fatto che Morgan sia per buona parte del tempo impegnato in quest a dir poco bislacche, che non hanno alcun legame con la morte di Lise e sembrano messe apposta per allungare il brodo. La cittadina di Greenvale, nel primo Deadly Premonition, non brillava certo in quanto a level design e lo stesso si può affermare di Le Carré, penalizzata da una conformazione urbana piuttosto anonima e ripetitiva. Il mondo aperto che ne scaturisce è anch'esso anonimo, con pochissime vetture e passanti per strada. In questo open world ci si può dedicare a molteplici attività collaterali, organizzate però in maniera assai approssimativa e mancanti di coerenza. In Deadly Premonition 2 si deve provvedere ai bisogni primari del protagonista, cioè la fame, il sonno e l'igiene personale; di conseguenza, sarà necessario compiere azioni quali mangiare, dormire e lavarsi.

Purtroppo però tali azioni non vengono affatto associate ad una routine quotidiana, ma diventano dei meri gesti meccanici che il giocatore compie per trarne dei benefici, una distorsione che spezza del tutto il già carente senso di l'immersione. Facciamo un esempio, per chiarire il concetto: Deadly Premonition 2 ha un ciclo giorno/notte, con tutte le attività principali che restano aperte a orari stabiliti ed eventi che si verificano a determinate ore. Questa impostazione dovrebbe far percepire a dovere lo scorrere del tempo, tanto più che siamo pur sempre nell'ambito di una indagine per omicidio: in pressoché ogni poliziesco viene ribadito quanto sia fondamentale muoversi tempestivamente per scoprire il colpevole, giusto? Ebbene, ad un certo punto della storia sarà inevitabile dover attendere per diversi giorni, prima di poter svolgere un determinato compito.

Come si prosegue? In mancanza di meglio da fare, il giocatore metterà Morgan a dormire per giorni di fila, così da far passare il tempo in fretta. Sì, il modo migliore per risolvere il brutale assassinio è tenere il detective a nanna ad oltranza. Questo esempio dovrebbe rendere bene l'idea di quanto sia superficiale Deadly Premonition 2 nelle sue dinamiche open world. Oltre al danno, la beffa: il compito da svolgere a cui accennavamo è molto stupido, pretendere che vengano sprecati preziosi giorni di indagine per esso suona quasi come un insulto all'intelligenza del giocatore. Fra le altre attività collaterali, si annoverano quest secondarie (fortunatamente trascurabili) e vari minigame, nessuno dei quali si dimostra particolarmente divertente. Meritano una menzione le attività concernenti lo skateboard: gare a tempo su percorsi irti di ostacoli, che vengono superati con trick appositamente imparati. Le premesse per imbastire una digressione decente nel genere racing ci sarebbero pure, ma il controllo dello skate è capriccioso, nonché afflitto da un input lag marcato, difetti che vanificano sul nascere ogni tentativo di ottenere qualcosa di buono.

L'apporto del giocatore all'investigazione è ridotto ai minimi termini. La raccolta degli indizi è una attività pressoché automatica, così come automaticamente vengono esposti i ragionamenti che fanno procedere l'indagine. L'unico contributo che possiamo fornire è scegliere l'opzione corretta quando ci viene posto un quesito a risposta multipla, ma anche sbagliare non farebbe alcuna differenza, perché Morgan ci correggerà immediatamente, riconducendo il discorso sui binari prestabiliti. In Deadly Premonition 2 non partecipiamo attivamente all'indagine, ma siamo piuttosto spettatori: sia ben chiaro, non si tratta né del primo, né dell'ultimo videogame che adotta questo criterio, ma per scrupolo preferiamo specificarlo. Francis York Morgan sarà impegnato altresì in combattimento, ma questa parte di Deadly Premonition 2 si è rivelata una delusione (non che nel primo capitolo il combat system brillasse...). Il gunplay è davvero moscio, si spara a ripetizione contro obiettivi che cercheranno di raggiungerci avanzando in linea retta, spesso lentamente: bersagli facili, privi di intelligenza artificiale. Il colmo è che se pure riescono a raggiungerci, non è nemmeno sicuro che ci colpiscano, perché i loro tentativi talvolta si concretano in collisioni tanto bizzarre quanto innocue.

Anche la scelta dei nemici da sconfiggere è discutibile: finché restiamo in ambito paranormale troviamo (pochi) mostri e fin qui ok, ma quando giriamo per Le Carré ci imbatteremo in scoiattoli e cani selvatici. Non c'è bisogno di specificare quanto sia poco edificante sparare agli animali: ci viene raccontato che la pistola in nostra dotazione sia munita di proiettili tranquillanti non letali, ma è davvero difficile credere che i poveri scoiattoli ne escano indenni quando finiscono sotto tiro. Alle perplessità fin qui esposte, aggiungiamo quelle di una conversione deprecabile. L'hardware di riferimento è quello di Nintendo Switch, molto meno performante rispetto al PC da gaming medio odierno e questa disparità non è stata minimamente tenuta in considerazione in sede di adattamento. Siamo consapevoli del fatto che migliorare i modelli poligonali o le animazioni avrebbe richiesto un lavoro troppo oneroso per la conversione di un titolo di nicchia, ma almeno un ritocchino alle texture grossolane, che si stagliano come un pugno in un occhio in tutti i primi piani, sarebbe stato ragionevole.

Da un videogame per PC ci si aspetta almeno qualche opzione video, ma Deadly Premonition 2 non ne ha: non si può impostare niente di niente. Il gioco va a 1080p e con una fastidiosa frequenza di aggiornamento dell'immagine intorno a 50 frame incostanti. Il risultato di queste mancanze è una grafica che sarebbe modesta perfino per un titolo di dieci anni fa e che non può venire corretta, a meno che qualche anima pia non si metterà a creare una mod amatoriale (ma perché dovrebbe sobbarcarsi il lavoro che spettava ad altri?). Nemmeno il sistema di controllo si salva: scordatevi mouse e tastiera, perché è ammesso solo il gamepad. Quel che è peggio, le limitazioni derivanti da Switch si riflettono anche sotto il profilo prettamente ludico: ad esempio, abbiamo rilevato sopra come Le Carré sia povera di pedoni e automobili, elementi che l'hardware della console Nintendo non avrebbe potuto gestire in quantità rilevante, ma che il PC potrebbe renderizzare a volontà. Il sonoro, almeno lui, non ha risentito della conversione. Il doppiaggio in inglese non è eccezionale (perché, come avrete capito, non c'è alcunché di eccezionale in Deadly Premonition 2) ma si difende bene.

Il repertorio di musiche, viceversa, risulta un po' troppo timido; l'ambientazione del sud degli Stati Uniti, in virtù della sua notevole tradizione musicale, avrebbe potuto ispirare ben altri componimenti, tanto più che a Le Carré è presente anche un Jazz Bar, dove si esibisce una band locale. Abbiamo cominciato la recensione sostenendo che il primo Deadly Premonition, seppur bruttarello, abbia qualcosa da dire. Concludiamo aggiungendo che il secondo è ancor più brutto, ma cerca anch'esso di dire qualcosa. Sotto la pesante coltre di imperfezioni c'è pur sempre la volontà di tributare certe opere care alla cultura popolare, che si manifesta in una visione stereotipata degli Stati Uniti ma non priva di spunti di interesse. Francis York Morgan snocciola ancora citazioni di film degli anni '80 e si muove con grande teatralità in una storia che vorrebbe progressivamente tingersi di rosso, ma la quindicina di ore che abbiamo trascorso per giungere ai titoli di coda non ha lasciato il segno. La realizzazione di Deadly Premonition 2 è troppo approssimativa per poterne perdonare le pecche e la conversione per PC è semplicemente terribile, eseguita senza apportare i cambiamenti di cui si sente disperatamente bisogno.

4,5
Il primo Deadly Premonition su PC funzionava a malapena, soffrendo di crash in continuazione. Il secondo almeno è stabile, ma i pregi della conversione finiscono qui: ogni altro aspetto è stato completamente trascurato, una operazione a costo minimo che purtroppo non rispetta gli standard di qualità minimi che noi giocatori dovremmo pretendere. A guardare Deadly Premonition 2, sembra di essere rimasti fermi alla generazione di Playstation 3 e Xbox 360; peccato che il gioco giri su un PC odierno. Se aggiungiamo che Deadly Premonition 2, di per sé, sia un videogame fatto male più del predecessore e che solo in parte ne ripropone i pregi, il quadro che si prospetta è tutt'altro che confortante. Non ci sentiamo di consigliare la versione PC di Deadly Premonition 2.