Days Gone: le orde zombie di Bend Studio arrivano su PC

Days Gone: le orde zombie di Bend Studio arrivano su PC
di Simone Rampazzi

Sebbene siano passati due anni dall’uscita di Days Gone su PlayStation 4, il titolo di Bend Studio ha continuato a far parlare di sé sulla stampa di settore, prima con la notizia riguardante la cancellazione del sequel, che un po’ fa dispiacere parlando a nome della redazione, poi con la questione che quest’ultimo, insieme a diverse esclusive di Sony, è stato finalmente reso disponibile anche sui nostri cari personal computer.

DOBBIAMO STARE “VICINI VICINI”

Da qualche parte esisterà sicuramente uno zombie che, ancora in possesso di un briciolo delle proprie facoltà intellettuali, starà contando i soldi sulla spiaggia di un’isola deserta, gustandosi per l’occasione una buona quantità di latte di cocco.

In Days Gone non si parla proprio di zombie, ma di Furiosi che sono essenzialmente la stessa cosa ma un pochino più agili e scattanti, e si racconta la storia di Deacon, Sarah e Boozer, tre persone come tante che subiscono la classica apocalisse non morta, sopravvivendo ormai come possibile a un mondo ridotto in cenere e diviso in molteplici comunità.

Il pretesto narrativo lascia ampio spazio all’immaginazione, delineando comunque una storia dai connotati forti, essenzialmente in grado di rapire il giocatore anche con qualche plot twist energico e ben caratterizzato. Per chi non avesse mai avuto un minimo contatto con il gioco, si tratta di avventura open world con tutte le carte in regola per piacere, compresa anche la possibilità di muoversi con una moto da modificare nel corso del tempo.

Deacon e Boozer restano quindi due amici che cercando di andare avanti come possono, sopravvivendo ai problemi quotidiano procacciandosi cibo e oggetti di ogni sorta, al fine di guadagnarsi la pagnotta anche come cacciatore di taglie.

L’Oregon immaginato da Bend Studio è tutto fuorché ospitale. I territori all’aperto sono infatti popolati dai Furiosi, sempre pronti a banchettare con chi decide di fare una festa all’aperto con la musica a tutto volume (nel pieno rispetto delle nuove normative dettate dal DPCM), accompagnati anche da altri gruppi di persone un po’ deviate, come i Ripugnanti, che hanno cavalcato l’idea di fare i propri interessi a discapito degli altri.

Per fortuna ci viene data la possibilità di difenderci con una vasta rosa di armi bianche e da fuoco, una modalità interessante che garantisce un approccio diversificato a seconda delle situazioni: può infatti capitare di voler ripulire una zona di infetti, quando possibile, con il semplice uso delle armi bianche e in furtività (si, è possibile compiere delle uccisioni silenziose), oppure entrare a gamba tesa in un terreno imbracciando un fucile a pompa per far fuoco a qualsiasi cosa si muova.

Attenzione però perché le armi bianche sono soggette a usura, pertanto il loro utilizzo dovrà essere ponderato e soprattutto intelligente, a seconda comunque della difficoltà scelta all’inizio del gioco.

Il comparto narrativo viene piacevolmente sorretto da un sistema di missioni ben collaudato, che alterna con il giusto ritmo una sequenza di missioni principali e secondarie, ottime soprattutto per i completisti che amano portare a termine, oppure esplorare, ogni elemento del gioco.

È importante sottolineare che il titolo è rimasto lo stesso di due anni fa, pertanto a livello di contenuti o gameplay non ci sono cambiamenti degni di nota. Chiaramente ciò che è andato a migliorare, senza ombra di dubbio, è il comparto tecnico.

GIOIA PER GLI OCCHI

Innanzitutto è bene sottolineare che noi abbiamo testato un gioco su una macchina gaming di tutto rispetto. Grazie al nostro PC, che monta una configurazione AMD Ryzen 7 3700X, 8 GB RAM, GeForce RTX 2070 e due SSD, siamo riusciti a goderci il titolo al pieno delle sue potenzialità, sfruttando persino per l’occasione il supporto al monitor con aspect ratio 21:9.

Il framerate sbloccato garantisce una fluidità senza pari, che nel nostro caso con tutte le impostazioni al massimo ha raggiunto anche una stabilità di 120 frame al secondo, destinato a scendere a un valore di 100 soltanto nelle fasi più concitate (quelle delle orde tanto per intenderci).

Restando sul tema delle orde, sembra che Bend Studio abbia per l’occasione aumentato il numero massimo di zombie presenti su schermo contemporaneamente, un fattore che può fare sicuramente piacere alla vista, ma che durante il gioco può mettere lievemente a disagio il nostro Deacon in fuga.

Controllando le impostazioni complete ci dispiace constatare che mancano all’appello alcune impostazioni proprietarie di NVIDIA, come gli effetti RTX o il DLSS, impostazioni che comunque non fanno sentire eccessivamente la loro mancanza ma che avrebbero sicuramente migliorato l’esperienza sulle macchine più performanti.

Ci dispiace non aver potuto testare il gioco su PC meno performanti, se non altro per considerare al meglio i settaggi in condizioni meno vantaggiose, sebbene la scheda tecnica su Steam garantisce un buon supporto nei requisiti minimi anche per macchine di medio livello.

Buono l’HDR e buone le texture, come anche il completo supporto a mouse e tastiera, non estremamente piacevole per questo genere di giochi ma comunque una possibilità che fa piacere ritrovare in queste conversioni.

8.5
Forse non vedremo mai un sequel di Days Gone, anche se è in piedi una petizione per riportare in auge il progetto, ma il trend instauratosi in questi ultimi anni con le esclusive Sony fa ben sperare su un cambio di rotta importante, capace prima di tutto di soddisfare i giocatori. Il porting del titolo di Bend Studio si fa apprezzare dall’inizio alla fine, regalando anche all’utenza PC un’avventura degna di essere vissuta tutta d’un fiato, dall’inizio alla fine.