Recensione TT Isle of Man

Due ruote per la vita..
Andrea Casetti Di Andrea Casetti

La sensazione suscitata dal nome Tourist Trophy potrebbe suddividere gli interlocutori in due gruppi di persone: un primo gruppo contaddistinto da coloro che lo associano al videogioco partorito da Polyphony qualche anno fa su PS2, dedicato al mondo delle due ruote, in cui era possibile girovagare per tutta una serie di circuiti (classici) a bordo di moto da strada e da competizione. Il secondo gruppo è invece rappresentato da coloro che associano tale nome all’Isola di Man, famigerato territorio del Regno Unito dove annualmente tiene banco la corsa più pericolosa al mondo, quella in cui i piloti affrontano un circuito fatto di stradine comuni a bordo di bolidi a due ruote degne del campionato Superbike.

Al secondo gruppo di persone, appassionati estremisti delle gare di moto, si dedica questo Tourist Trophy Isle of Man: Ride on the Edge, un titolo che per la prima volta porta sulla PS4 e sulle altre console il circuito di Snaefell Mountain Course con le sue 37,73 miglia (oltre 60 km) e le sue 264 curve che dovrete affrontare, come dice il nome del gioco, guidando sullla lama del rasoio.

TT Isle of Man - Immagine 2
La visuale in prima persona è riuscita

Carriera monotona

Ogni anno, a partire dal 1907, una schiera di appassionati si sifida lungo il Snaefell Mountain Course sfidando la morte per aggiudicarsi la corsa più prestigiosa e famigerata del suo genere. Si tratta di una gara in solitaria contro il tempo come le classiche gare di salita che spopolano tipicamente nei paesini collinari o di montagna. Chi impiega meno tempo a completare il circuito vince, senza necessità di esibirsi in staccate al limite per completare un sorpasso ai danni di un diretto avversario.

Le gare le potrete affrontare a cavallo di moto appartenenti a due categorie: Supersport e Superbike, con due livelli di potenza e maneggevolezza notevolmente differenti. Tra le altre compaiono moto marchiate Honda, Triumph, Kawasaki, BMW eccetera.

La carriera vi vedrà impegnati a scegliere inizialmente la vostra prima moto, cavalcarla al fine di aggiudicarvi buoni risultati e quindi guadagnare altro denaro per permettervi una moto più competitiva per puntare a piazzamenti migliori. Nulla di innovativo, insomma. A tutto ciò si aggiunge la modalità Gara Rapida, per scendere immediatamente in pista, e Corsa contro il tempo, che non aggiunge granchè al gameplay di fondo se non scandire i circa 20 minuti (!) che impieghrerete a completare un singolo giro.

TT Isle of Man - Immagine 7

Gameplay scalabile

Ovviamente, come si confà alle produzioni moderne, il modello di guida si rivela scalabile con tutta una serie di aiuti che vengono incontro a coloro che non hanno mai girovagato per le pericolose stradine del circuito inglese addomensticando un tantino la moto con tanto di sistema antipattinamento e aiuti alla frenata, suggerimenti per traiettoria ideale e frenata, gestione manuale e automatica del cambio, gestione del peso deli pilota e così via. In questo modo il gioco si rivela quanto meno intuitivo anche per coloro che salgono per la prima volta su una due ruote digitale, rendendo meno frustrante l’approccio alla gara.

Una volta che avrete imparato a gestire i cavalli racchiusi nel motore, tuttavia, avrete comunque la possibilità di deselezionare uno ad uno i vari aiuti assaporando così nella sua interezza quanto di buono proposto da un gameplay piuttosto ben congeniato e poco permissivo, capace di regalare soddisfazioni specialmente se abbinato con la visuale in prima persona, particolarmente efficace nel rendere l’effetto della guida in sella.

TT Isle of Man - Immagine 8

Poco vario

Tecnicamente non si può non apprezzare il lavoro svolto da Kylotonn nella riproduzione del circuito principe del gioco: grazie alla tecnica Laser Scanning gli sviluppatori francesi hanno saputo catturare ogni asperità del manto stradalein aggiunta ai viali alberati, agli edifici, agli incroci, ai cartelli stradali, ai dossi e ai salti che rendono queste stradine rurali un tracciato tanto unico e pericoloso da guadagnarsi la fama che lo avvolge.

Se da un lato il Snaefell Mountain Course riveste indubbiamente il ruolo di protagonista, il palinsesto dei contenuti sarebbe stato comunque troppo scarno se si fosse limitato esclusivamente ad esso. Ecco quindi che Kylotonn ha pensato di proporre altri 9 circuiti di fantasia ad integrare il quantitativo di contenuti proposti, ma va detto che sposta di poco la percezione che si ha di fronte a questo titolo, ovvero a una pochezza di contenuti disarmante, confermata da scarna lista di motodisponibili (anche se corredate da licenza ufficiale).

Se a tutto ciò aggiungiamo una gestione delle collisioni poco precisa e coerente, l’impossibilità di allontanarsi dal manto stradale (non potrete andare per campi nemmeno in caso di una roccambolesca caduta), l’assenza di danni estetici e non, un sonoro poco convincente, senza dimenticare le animazioni del pilota (da rivede da capo) e un frame rate agganciato sui 30 fps che di tanto in tanto si esibisce anche in crolli vistosi, si capisce come rimanga la sensazione di essere di fronte a un’opera compita a metà.

 

 

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Tourist Trophy Isle of Man: Ride on the Edge porta sulle console moderne il fascino degli oltre 60 km del Snaefell Mountain Course, circuito fatto di stradine di campagna in cui ogni anno una stretta schiera di motociclisti sfidano loro stessi e la morte per aggiudicarsi la gara più percisolosa al mondo. Kylotonn porta questa gara sulla PS4, con una splendida riproduzione del circuito e delle moto, un modello di guida convincente, ma una scarsezza di contenuti imbarazzante e una serie di difetti che relegano il giudizio a discreto titolo. 
voto grafica7,5
voto sonoro5,5
voto gameplay7,5
voto durata5