Recensione Tropico

Redazione GamesurfDi Redazione Gamesurf (30 Maggio 2001)
Spesso sui giornali è possibile leggere notizie riguardo alla violenza nei videogiochi, al fatto che i videogiochi fanno male, e altre cose che ricalcano comunque questo andazzo. Tropico è l'ennesima prova che tutte queste dichiarazioni non sono illazioni prive di senso: questo gioco è una droga a tutti gli effetti. Non bisognerebbe restare troppo stupiti se in futuro i ragazzi alla ricerca dello “sballo” si rivolgessero a giochi del genere, piuttosto che alle classiche, e dagli effetti meno devastanti, droghe
Tropico - Immagine 1
Ecco una veduta d'insieme dell'isola
Chiaramente quanto scritto finora è qualcosa di fortemente estremizzato, ma non privo di una base veritiera: Tropico sotto un certo punto di vista può veramente essere considerato qualcosa di simile a una droga. Per rendersene conto è sufficiente provare a installarlo e poi controllare dopo quanto tempo si riescono a staccare gli occhi dal monitor. Provare per credere!

COME TI EVOLVO SIM CITY
Il genere a cui appartiene Tropico, definibile come "gestionale", è tutto sommato uno dei più recenti apparsi nel mercato videoludico (se consideriamo il fenomeno nel suo insieme partendo dagli albori di Pong e Space Invaders...); il primo titolo di grande successo appartenente a questa categoria è senza ombra di dubbio il vecchio e caro Sim City della Maxis (alzi la mano chi non ne ha mai sentito parlare e poi si vergogni), comparso originariamente alla fine degli anni ottanta e che recentemente ha anche avuto un terzo sequel con Sim City 3000. Ad ogni modo, non tutti i gestionali si avvalgono della medesima struttura di gioco di quel fantastico capostipite e, infatti, alcuni invitano il giocatore a immedesimarsi nei panni di un dio (Populus), a gestire un ospedale (Sim Hospital), a dirigere un formicaio (Sim Ant) o a fare un'altra infinità di cose
La caratteristica principale di Tropico sta invece proprio nella sua estrema somiglianza con il vecchio prodotto della Maxis, con la sostanziale differenza di non vestire più i panni di un sindaco, ma quelli di un dittatore in un'isola tropicale anche se, in fin dei conti, i due ruoli hanno più competenze e doveri comuni di quanto si possa immaginare
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