Recensione Tourist Trophy

Dopo esservi “qualificati” su Gran Turismo siete pronti a fare il tempo anche sulle due ruote?
Francesco Romagnoli Di Francesco Romagnoli(31 maggio 2006)
Inutile spendere altre parole al riguardo, ormai lo sanno anche i muri, Tourist Trophy è la trasposizione di Gran Turismo sulle due ruote, punto. Il team di sviluppo è lo stesso, il motore grafico è lo stesso, le piste sono le stesse (a parte qualche lieve e sporadica modifica del tracciato e l'aggiunta di Valencia)...insomma non cambia davvero nulla oltre alla novità delle moto?

In realtà...
A ben vedere le cose non stanno proprio così.
Quanto detto sopra è vero, ma le differenze con il titolo best seller di Polyphony non mancano.
Partiamo dalla più marcata, le due ruote abbiam detto.
Gran Turismo si fregia del titolo di “real driving simulator”, sfoggiando da tempo un motore fisico affilatissimo, in grado di primeggiare in quanto a sensibilità, precisione e per alcuni parametri simulanti la realtà, in particolare la distribuzione dei pesi.
Tourist Trophy di certo non è da meno, offre una meccanica di gioco altrettanto eccellente e curata, capace di imitare il comportamento di una motocicletta come mai si era visto su console. Basta assistere ad un replay per notare come le due ruote qui presenti si comportino in maniera molto realistica. Sicuramente non vi sarà mai capitato di vedere una moto su di un videogioco ondeggiare tra le curve in maniera così fluida, così dinamica, senza alcuno strappo nei movimenti a sfatare il fatto che non si tratta della realtà.
Tourist Trophy - Immagine 1
Tourist Trophy - Immagine 2
Tourist Trophy - Immagine 3
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Ma non è solo l'occhio ad essere ingannato. Anche per quel che concerne i comandi, se siete dei veri appassionati, non potrete che esultare di fronte alla cura rivolta da Polyphony su quest'aspetto.
In particolare colpisce vedere come la moto reagisca ottimamente alle nostre sollecitazioni, soprattutto per quel che concerne gli spostamenti di peso derivanti dalle accelerazioni e frenate improvvise e da come il pilota si muove sulla moto.
A differenza delle automobili, il pilota e le sue azioni contano molto di più nella dinamica di una moto. E qui gli sforzi dei programmatori sono ben visibili, basti osservare la possibilità di customizzare la posizione del pilota sulla moto in un'infinità di parametri: dalla posizione sulla sella (avanti, indietro, di lato) a quanto esternamente si posiziona per “piegare”, dalla posizione del ginocchio (rasente l'asfalto o contenuto) a quella delle braccia (strette “alla Valentino”, come in Moto GP, oppure larghe quasi in stile mottard) e tante altre ancora sino addirittura all'angolazione della testa secondo gli assi verticale ed orizzontale, il tutto regolabile molto finemente e non tramite la possibilità di scelta di solo 2-3 posizioni predefinite.
Scegliete il vostro stile e poi buttatevi in pista e gustatevi la vostra prestazione mediante il replay. La tentazione di fotografarvi e di spedire la foto ai vostri amici diventa irresistibile.

Come Gran Turismo la fisica non è perfetta, altrimenti non saremmo quia a parlare di “simulazione”, e anche qui il particolare che non galvanizza è il fattore aderenza e attrito delle gomme. Capita rarissimamente, quasi mai, di riuscire a provocare una sgommata di potenza, così come non si vede quasi mai il bloccaggio di una ruota. Ci si può produrre in una frenata in derapata (anche se, come nella realtà, le cose sono parecchio difficili da gestire, pur rimanendo massima l'esaltazione in caso di tentativo riuscito), ma anche in questo caso non si vedranno accenni di fumata del pneumatico e, anzi, la moto si produrrà in uno strano effetto “galleggiamento”.
Nulla di particolarmente fastidioso, ma rimane l'unico particolare che stona con l'effetto “diretta-tv” che tutto il resto del gioco riesce a restituire.
Però con le moto dotate di una certa potenza non sarà certo difficile prodursi in accelerazioni violente dove, spostando leggermente lo stick indietro, l'impennata sarà tutt'altro che fuori portata. Arrivati poi in fondo al rettilineo anche la frenata su di una gomma sola è resa possibile, con caduta scontata annessa se si esagera nel voler fare gli equilibristi.

Insomma stiamo parlando comunque di un motore fisico eccellente, non perfetto certo, ma di sicuro quanto di meglio è possibile rintracciare oggi su console.
Sicuramente estremamente meglio di quel Riding Spirits II che due anni fa aveva cercato di occupare la posizione latente di “Gran Turismo con le moto”, raccogliendone di certo lo spirito collezionistico (con un numero spropositato di motociclette, si parla di centinaia e centinaia), ma non riuscendo a proporre una cura fisica e grafica altrettanto mirabolante.
Tourist Trophy fa certamente meglio anche di Moto GP 4, nonostante quest'ultimo sia capace di lasciare qualche baffo di gomma in più su pista.
In poche parole, se vi interessa, qui abbiamo il top di gamma.
Tourist Trophy - Immagine 4
Tourist Trophy - Immagine 5
Tourist Trophy - Immagine 6
Niente più crediti nel vostro portafoglio
Sino a qui abbiamo parlato del punto di forza di Tourist Trophy.
Ora purtroppo rivolgiamo le nostre attenzioni agli scricchiolii.
Se avete giocato a Gran Turismo 4 sapete bene o male quali sono i difetti che ne falcidiano la giocabilità. Si tratta di un ottimo gioco di guida sotto l'aspetto fisico, ma tutt'altro che stimolante dal punto di vista della competizione e della sfida concernente le gare.
Tourist Trophy non è di certo da meno, anzi...
Non solo le gare non sono coinvolgenti, ma il numero massimo di contendenti su pista scende ulteriormente, passando ora a sole quattro motociclette contemporaneamente.
Ribadiamo il “massimo” perché in realtà le competizioni che ci vedranno gareggiare contro altri tre avversari non sono di certo la regola e rappresentano solo una parte del numero totale di gare in cui è possibile cimentarsi.
Considerando la (ormai ovvia) assenza della possibilità di una modalità on-line con la quale confontarsi con altri avversari umani, capirete che se si cerca un gioco in cui sverniciare un gran numero di contendenti, dove esaltarsi per il numero di sorpassi, questa è la scelta sbagliata. In questo caso meglio rivolgersi a Moto GP 4.
Per quanto riguarda invece le modalità a disposizione, vanno segnalati alti e bassi.

Da un lato abbiamo un numero di veicoli e di competizioni notevolmente minore, se si prende come riferimento l'ultima incarnazione del fratello gemello a quattro ruote, dall'altro lato c'è stata una sorta di razionalizzazione delle risorse e non si corre più il rischio di perdersi come avveniva, ad esempio, nel menù principale della modalità Gran Turismo.
Date per scontate le patenti, ormai vero e proprio marchio di fabbrica dei giochi Polyphony, e la loro difficoltà (raggiungere l'oro in tutte rappresenta ancora l'apice della sfida), il resto del gioco si suddivide in quattro modalità principali.
La prima comprende la classica possibilità di effettuare prove cronometrate su qualsiasi pista con qualsiasi moto a vostra disposizione.
La seconda è la modalità foto. Stesse impostazioni della controparte presentata su GT4, stessi parametri. Segnaliamo soltanto che non è possibile cimentarsi in scatti “panoramici” (come le foto sul Grand Canyon o in piazza San Marco a Venezia) e che non è possibile immortalare sempre tutte le corse a nostro piacimento. In alcune gare sarà la stessa cpu a proporci una serie di scatti (a seconda di quanto lunga è stata la competizione) come una sorta di “best of” dei momenti migliori. In realtà non mancheranno foto in cui la moto risulta “tagliata” o sfocata, come se a bordo pista ci fosse un fotografo dilettante. Però se vogliamo fotografarci mentre facciamo un'impennata da circo o mentre freniamo su di una sola ruota sulla linea del traguardo possiamo farlo entrando appunto nella modalità “photo mode” dove i parametri di gioco selezionabili sono liberi.
Ma le due modalità che rappresentano il vero fulcro e cuore del gioco sono la “Challenge Mode” e la “Race Events”.
Nella prima si seleziona una qualsiasi tra le moto del gioco e si gareggia contro uno o due avversari (o, in certi casi, contro il tempo). Per vincere la moto (e poterla utilizzare poi nel resto del gioco) basta superare le altre moto e rimanere davanti a loro per dieci secondi di fila oppure, più semplicemente, arrivare primi entro il limite di giri prefissato.
La seconda invece non è altro che la classica sequela di competizioni da affrontare per completare il gioco al 100% e per sbloccare alcune moto “bonus”. Si tratta delle classiche gare monomarca o dei piccoli campionati in cui per partecipare bisogna possedere certi modelli o certe specifiche.
Questi insomma sono gli unici modi per acquisire e possedere nuove moto nel proprio garage. Niente concessionare, nessun premio in crediti e, purtroppo, non ci sarà nemmeno nessun rivenditore di parti e ricambi. Sparisce quindi anche la parte in cui poter modificare e customizzare la propria moto. Rimane la possibilità di intervenire sui settaggi, ma la mancanza di poter montare un nuovo marmittone o di sostituire i forcelloni si fa sentire.

Non dovremo metterci più a fare i conti in tasca, a decidere se è meglio potenziare la moto in nostro possesso o se mettere da parte un gruzzoletto per acquistare un bolide più potente.
Come detto, questo è sicuramente un “di meno”, ma in parte non dispiace la semplicità del gameplay e delle modalità, complice anche il fatto che il menù di GT4 ci aveva davvero disorientato.
Le moto non sono tante quanto le vetture presenti su Gran Turismo, ma si parla comunque di un totale ben superiore al centinaio, vicino ai 200 pezzi.
C'è di che sbizzarrirsi insomma.

In questa pista non c'è spazio per tutti e quattro
Veniamo in fine alla parte tecnica, concernente grafica e sonoro.
Che dire, anche qui siamo ai vertici dell'eccellenza. Le capacità della PS2 sono spremute al massimo.
Il livello di dettaglio delle moto è stupefacente, ottimi anche i riflessi sulle carene. Anche la profondità visiva è notevole e il dettaglio dei tracciati ragguardevole.
La fluidità buona, come da tradizione, anche se al momento è presente qualche vistosa incertezza.
Ci eravamo insospettiti del fatto che le moto non partono mai in griglia ma sono sempre distanziate una dall'altra. Se i nostri sospetti venissero confermati, e si trattasse di un “trucchetto” per evitare la presenza in contemporanea di quelle 2-3 moto su schermo...beh, sarebbe una magagna non da poco.
Il sonoro prodotto dalle moto è musica per le orecchie degli appassionati. E' stato campionato il rumore di ogni modello, per cui si è in grado di distinguere ogni singola differenza. Niente a che vedere quindi con i ronzii stile “zanzara” del concorrente Riding Spirits 2.
Le musiche sono pezzi famosi di vario genere, come al solito si è attinto agli archivi Sony, anche se la quantità è per l'ennesima volta ridimensionata.

Facendo un po' una panoramica su questo Tourist Trophy, viene a galla la strategia di Polyphony.
Se volessimo ridurre il tutto a paragoni snellenti potremmo limitarci a dire che Tourist Trophy sta in mezzo tra un GT Prologue e un GT4, una via di mezzo, sia per dimensioni che per intenti. Basta guardare al futuro per rendersene conto: il nuovo Gran Turismo ha già annunciato la presenza di moto al suo interno. Col senno di poi viene quindi da pensare che TT sia classificabile come una sorta di “Esperimento”. Non proprio un prologo striminzito, ma nemmano un gioco curato e completo come quelli a cui ci hanno abituato le produzioni Sony/Polyphony.
Una volta che si è preso in considerazione tutto ciò, e che quindi si sono calibrate le aspettative, siete anche in grado di stabilire se Tourist Trophy fa per voi.
Ai tempi del duello tra GT4 e Forza Motorsport abbiamo istituito la massima che vuole il primo come un gioco “da qualifica” e il secondo “da gara”. Lo stesso potrebbe dirsi del confronto tra TT e Moto GP.
Sta a voi decidere in base alle vostre pulsioni e attitudini di gioco.
Tourist Trophy - Immagine 8
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7,5
Tourist Trophy è il top di gamma se state cercando un simulatore di moto. Come al solito non è altrettanto forte in quanto a sfida e capacità di coinvolgimento durante le gare. Il numero ridotto di avversari si fa sentire, così come i tagli al numero di moto, di modalità e di competizioni a cui partecipare. Però non si può però dire che le moto tra cui scegliere siano poche (più di 150), unito a questo il numero di tracciati è rimasto invariato (con l'aggiunta di Valencia) e la fisica di gioco è quanto di meglio si possa trovare oggi su console. Tutto ciò contribuisce a farne un ottimo gioco, anzi il migliore, per chi vuole cimentarsi soprattutto in solitaria, contro il tempo e contro il Nurburgring. Chi cerca le gare avvincenti però farà meglio a volgere lo sguardo altrove.
voto grafica8
voto sonoro8
voto gameplay7,5
voto durata7,5
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