Recensione Total War: Rome II

Le legioni di Roma sono di nuovo in marcia. Sui nostri PC!
Marco ModugnoDi Marco Modugno (4 settembre 2013)
“Vare, redde mihi legiones!”. L'esito infausto dell'imboscata tesa dai germani di Arminio all'esercito di Publio Quintilio Varo, nel settembre del 9 d.C., denominata appunto clades Variana, ossia disfatta di Varo è nota a chiunque abbia avuto la fortuna di vedersi insegnata la storia romana come si dovrebbe, invece di passare il tempo a districarsi tra noiosissime nozioni sociologiche o altre inutilità come pare vada di moda ultimamente nelle scuole. Roma perse tre legioni e non recuperò mai del tutto il terreno perso in Germania. Se Augusto, stravolto dal dolore per la sconfitta, non poté riavere più indietro il suo esercito del nord, altro invece potranno dire gli appassionati della serie Total War, che finalmente torneranno in possesso dello scettro di comando della più efficiente macchina bellica dell'antichità, in tutto il suo inedito splendore di un numero 2 tirato a lustro che di più, davvero, non si poteva fare.

L'estate appena trascorsa, con le sue ferie, i tempi d'uscita di un titolo che prenderà d'assalto i nostri PC assetati di notti da trascorrere con i dissipatori arroventati e le ventole in fuori giri, mentre nelle cuffie surround le urla d'incitamento dei centurioni, il cozzare delle armi, il nitrire dei cavalli e il barrito degli elefanti, il tonfo sinistro dei massi scagliati da onagri e trabucchi ci separa dal mondo esterno, ci ha concesso un tempo limitato per confrontarci con la versione (quasi) definitiva di un titolo che intende proporsi come nuovo parametro di riferimento, di qui in avanti e per un bel pezzo, per l'intero settore degli RTS storici.
Total War: Rome II - Immagine 1
Fuoco di bordata! Non era quello il film?
Sperimentare in prima persona un gioco, viverlo nel modo più intenso possibile, andare a caccia di punti di forza e possibili magagne, digerirne i contenuti, gli aspetti tecnici e l'atmosfera per poi mettere a disposizione un giudizio obiettivo, qualificato e, ove possibile, non troppo soporifero è comunque pane per i nostri denti. Così, anche stavolta, ci sforzeremo di fare il nostro dovere mettendo anche i più scettici in grado di decidere se valga o meno la pena di sborsare la cinquantina di euro richiesta per aggiudicarselo (vi diamo una dritta: i negozi online includono nell'offerta anche il primo DLC con tre fazioni in più: Atene, Epiro e Sparta!).
Il confronto con i precedenti capitoli di Total War, incluso il discusso Empire, forse il titolo meno riuscito della serie, è inevitabile e l'aspettativa nei confronti di questo numero 2 della serie “romana”, atteso ormai da mesi con l'ansia che solo un appassionato può conoscere, ha fomentato il fuoco delle supposizioni e discussioni. L'uscita di parecchi filmati in-game, a partire da quello dell'E3 che tutti ricordano, il rilascio di preview, l'organizzazione da parte di Creative Assembly di sessioni di test e piccoli road show ha inoltre lasciato trapelare notizie e indiscrezioni di ogni genere sui corposi contenuti del gioco.

Che ora, a circa un mese dalla preview rilasciata su queste pagine con la quale esponevamo le nostre prime impressioni, sulla base di un'esperienza limitata, allora, alla sola seppur avvincente campagna sannitica, stanno per essere confermate, o smentite, da quanto, a partire dal 5 settembre prossimo, tutti potranno sperimentare di persona sul campo. Nel frattempo, noi approfittiamo di quest'occasione per regalarvi un corposo approfondimento, tanto per non potervi giustificare, in un senso o nell'altro, dicendo che non ve l'avevamo detto.

Il gioco è immenso.
L'andata a capo è un giustificabile espediente letterario per farvi digerire quel che avete appena letto. Sì, Rome 2 è senza ombra di dubbio alcuno l'RTS dell'anno e probabilmente del quinquennio. Se amate la storia romana, lo adorerete. Se l'avete sempre odiata, potrebbe spingervi a intervallare le partite con qualche lettura di Cesare, Livio o Svetonio, nel tentativo di approfondire i fatti e gli eventi che fanno da teatro alla corposissima campagna di gioco. Rivivendo secoli di fasti e ombre della storia militare di Roma, percorrerete infatti uno degli archi temporali più importanti e intensi che l'antichità del Mediterraneo abbia conosciuto, confrontandovi (oppure alleandovi, perché no?) con potenze come Cartagine, la Macedonia, l'Epiro del famigerato re Pirro (l'unico ad attaccare il suolo italico con elefanti, quelli di Annibale invece morirono tutti, la maggior parte attraversando le Alpi, prima di poter essere impegnati in battaglia), l'Egitto dei Tolomei.
La ricostruzione storica è decisamente fedele, sia per quel che riguarda la visione d'insieme di civiltà sequenze storiche e ambientazioni, sia se ci si “avvicina” per studiare i dettagli di armi, equipaggiamenti, uniformi, costruzioni, e così via. Il team di sviluppo di un centinaio di persone, che si è diviso il lavoro in modo da creare, al suo interno, veri comparti specialistici, mostra di aver fatto bene i compiti a casa. Per questo si riesce a perdonare qualche svista geografica, come la collocazione in prossimità del mare di città che invece ne erano ben distanti come Pella e Antiochia, l'assenza di mura delle stesse, probabilmente giustificata da necessità visive, oltre che per evitare che le battaglie campali tipiche dell'antichità fossero sostituite da un'ininterrotta serie di assedi di tipo medievale. In realtà, infatti, nel periodo romano, per una serie di motivazioni che vanno dalla religione agli aspetti sociopolitici a quelli attinenti alla tattica e agli armamenti allora in uso, gli eserciti in lizza preferivano scontrarsi in campo aperto, sia pur adottando in tale sede tutti gli espedienti che li avessero messi in condizione di prevalere sull'avversario, piuttosto che infrangere il loro assalto sulle mura di una città avversaria. In fondo è solo un gioco, potrebbe dire qualcuno, e se si cede a volte alla tentazione di cercare il pelo nell'uovo valutando un titolo così, è solo perché ci si aspetta il massimo, un po' come certe interrogazioni al limite della perfidia che l'insegnante riserva qualche volta ai primi della classe. E qui il dettaglio e l'accuratezza ci sono e si vedono. Un esempio? Gli eserciti ellenici possono essere schierati con due tipi di falange, a seconda della cultura di appartenenza e del tempo: oplitica, tipica del periodo classico delle città stato, e macedone, come quella disposta sul campo, vanamente, da Perseo a Pidna. E 700 tipi di soldato diversi mettono indubbiamente soggezione, se paragonati agli "appena" 50 di Shogun 2.

Una volta scelta una delle culture selezionabili, nove, più le tre del "pacchetto" greco offerto in promozione, si dà inizio alla campagna che può facilmente trasformarsi in una vera e propria esperienza di vita, intensa e impegnativa come si addice ad un gioco che sta agli antipodi della logica “mordi e fuggi” che spesso caratterizza i giocatori da console, e più giovani. L'utente tipo di Rome 2, decisamente più maturo e, per forza di cose, possessore di un PC di fascia alta, avrà un approccio giustamente prudente, si prenderà il suo tempo per imparare le meccaniche di gioco, simili, ma con qualche innovazione, rispetto ai predecessori, e non si agiterà più di tanto scoprendo che, dopo una quarantina di turni giocati, i primi frutti delle sue dinamiche diplomatiche con le altre culture stanno appena germogliando. Magari un po' di fastidio lo può dare un atteggiamento troppo aggressivo dell'IA nelle prime fasi, quando le civiltà limitrofe, invece di farsi i fatti loro, studiare un po' le intenzioni dei loro vicini e magari valutare le possibilità di proficue alleanze commerciali, iniziano fin da subito ad effettuare sortite ostili ai vostri danni, costringendovi a dotarvi di capacità difensive sufficienti a respingerle, invece di investire altrove le vostre scarse risorse iniziali.
Total War: Rome II - Immagine 2
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